Taranto: liberi tutti!

Taranto: liberi tutti!

by / Commenti disabilitati su Taranto: liberi tutti! / 9 View / 19 aprile 2011

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Per mesi in questo autunno abbiamo affermato di volerci riprendere il futuro che ci veniva tolto, abbiamo rivendicato con forza l’esigenza di vedere davanti a noi un percorso in cui la precarietà del lavoro non si trasformi inesorabilmente in una brutale precarietà di vita. Per questo lanciamo, a Taranto, in Puglia come in tutta Italia, una grande campagna di mobilitazione per un nuovo welfare universale; una campagna che rappresenti i piccoli bisogni concreti che gli studenti vivono ogni giorno nella nostra città e regione, ma che allo stesso tempo sappia collegare queste vertenze territoriali entro una grande cornice di rivendicazione generale, verso un reddito garantito a tutti.

 

 

 

Proprio in quest’ottica chiediamo un nuovo modello di welfare, capace di risolvere una volta per tutte la grande questione sociale che ormai non riguarda più soltanto la nostra generazione, ma l’intero Paese. L’attenzione degli Enti locali dovrebbe guardare alla valorizzazione dell’Università e degli studenti, che andrebbero considerati come cittadini e quindi come risorsa per il presente e il futuro. Gli universitari andrebbero sostenuti elaborando forme di welfare municipale che facilitino la mobilità, varando politiche abitative che agevolino i fuorisede, promuovendo l’accesso alla cultura anche al di là dei luoghi classici della formazione, favorendo la partecipazione e la creatività giovanile, sperimentando forme di micro-reddito e un sistema di sostegno per il diritto allo studio. E infine, poiché nella nostra città si assiste al degrado delle aree urbane, causato dalla dall’assenza di luoghi di aggregazione, sarebbe importante investire nella capacità di socializzazione degli studenti: questi rendono vivo un territorio e costituiscono un presidio culturale e civile per una legalità democratica che emerge dal basso.

 

Pertanto rivolgiamo 10 domande ai politici tarantini della Regione, Provincia e Comune per chiedere qual’è la loro idea sul Polo Universitario Ionico e in che modo vogliono realmente investire nel suo sviluppo e nella figura dello studente:

 

  1. Alla luce dei tagli imposti dal governo nazionale, in che modo la Regione Puglia, la Provincia e il Comune di Taranto intendono finanziare il i corsi di laurea del Polo Universitario Ionico?

  2. La Legge 240 cd “Legge Gelmini” impone alle università statali un ridimensionamento del numero di Facoltà ad un massimo di 12. Attualmente l’ateneo barese dispone di 15 Facoltà di cui 3 autonome a Taranto. Sicuramente queste ultime perderanno la propria autonomia. Qual’è il vostro progetto di salvaguardia del Polo Universitario Ionico?

  3. Cosa ne pensate della Confederazione degli Atenei del Sud-est (Puglia, Basilicata e Molise)?

  4. In un ottica di Confederazione degli Atenei, Taranto necessiterebbe di Corsi di laurea differenti e unici sul panorama nazionale, o per lo meno meridionale. Dal 2008 sono stati soppressi i corsi di Ge.ri.ma.co, Lettere e culture del Territorio, Fisioterapia, Ingegneria Ambientale, Maricoltura e numerosi altri che sono stati invece accorpati. Non sarebbe più proficuo riattivare e investire su questi Corsi di Laurea, rispetto a quelli generalisti già presenti nelle altre città pugliesi e diversificare l’offerta formativa?

  5. In che modo gli Enti locali potrebbero contribuire al miglioramento della qualità della didattica (laboratori e biblioteche) e alla costruzione di nuove e idonee strutture per ospitare gli studenti Tarantini?

  6. Per incentivare gli studenti all’utilizzo di mezzi pubblici urbani e extraurbani, per ridurre l’inquinamento e il traffico nella città, siete favorevoli ad una convenzione con le ditte di trasporti pubblici presenti nel territorio della Provincia, migliorando anche la rete e la qualità del servizio?

  7. Vista la mancanza della casa dello studente all’interno della nostra città, in che modo gli enti locali possono sopperire a questa assenza, che determinerebbe invece l’aumento e lo stanziamento di studenti fuorisede all’interno del nostro territorio?

  8. Nonostante le numerose richieste e la presentazione da più di due anni del progetto di Carta di cittadinanza studentesca, questa piccola opera ancora non ha visto la sua realizzazione. Non pensate che questo progetto possa favorire e incrementare l’economia del territorio da parte degli studenti? E perché ancora non è stata attuata?

  9. Perché all’interno del nostro territorio l’accesso al sapere per le studentesse e gli studenti, che va oltre le strutture scolastiche e accademiche, non viene sviluppato e incrementato?

  10. Avete mai pensato alla creazione di spazi nella città, da destinare agli studenti, utili all’aggregazione e allo sviluppo culturale e universitario, nonché a spazi in cui l’associazionismo più in generale possa svolgere le proprie attività di volontariato e servizio sociale?

Oggi alle 17.30 in Piazza Immacolata alcuni studenti hanno inscenato una protesta contro la precarietà e per un welfare studentesco, nella giornata di mobilitazione nazionale “Liberi Tutti”.