SULL’OCCUPAZIONE DEI GIOVANI LAUREATI NESSUN CAMBIAMENTO

by / Commenti disabilitati su SULL’OCCUPAZIONE DEI GIOVANI LAUREATI NESSUN CAMBIAMENTO / 17 View / 14 ottobre 2018

Share

Il Ministero dell’Istruzione e il ministero del Lavoro hanno elaborato una misura che dovrebbe rappresentare una soluzione alla complessa questione del passaggio dalla formazione al mondo del lavoro. Le condizioni in cui questa misura si inserisce sono quelle del 31% di disoccupazione giovanile all’interno del nostro Paese, e di un gran numero di laureati che, una volta conseguito il titolo, deve aspettare anni per entrare nel mondo del lavoro, barcamenandosi tra tirocini-sfruttamento, lavoro gratuito, percorsi di formazione-lavoro che poco hanno di formativo.

La soluzione, secondo il governo sarebbe un voucher che i laureati “meritevoli” portano “in dote” alle imprese, per essere assunti a tempo indeterminato: lo Stato, in pratica, fornisce una sorta di tesoretto ai laureati con voti alti e conclusione degli studi in tempi regolari, da portare alle imprese per essere assunti. Evidentemente il governo non tiene conto sia della gravità della condizione in cui versano migliaia di giovani, sia di che tipo di conseguenze avrebbe una misura di questo tipo.

I Ministri del governo “del cambiamento” dovrebbero sapere che le politiche di sgravi alle imprese, cioè le stesse messe in atto dal governo Renzi, non sono una misura in grado di far ripartire l’occupazione. Questa forma di voucher così come abbiamo già visto con le varie forme di regali alle imprese, creerà pochissimi posti di lavoro, molti meno di quanti se ne potrebbero creare con lo stesso numero di fondi. Servono misure che siano in grado di combattere la precarietà, creare nuovi posti di lavoro, combattere realmente la disoccupazione giovanile.

I Ministri dovrebbero sapere inoltre che la regolarità negli studi e i voti alti agli esami non dipendono esclusivamente dalla buona volontà del singolo: lavorare per pagarsi gli studi, non sapere se si riceverà o meno la borsa di studio o il posto alloggio, oppure non ricevere questi benefici a causa della mancanza di finanziamenti e della non volontà di investire in diritto allo studio, complica il percorso universitario, e spesso causa ritardi o voti più bassi agli esami.

Fare in modo che solo chi viene considerato meritevole acceda al mondo del lavoro significa perpetrare le disuguaglianze: chi ha avuto più difficoltà nel pagarsi gli studi avrà più difficoltà a trovare lavoro. Pensare di agevolare l’entrata del mondo del lavoro con sgravi alle imprese non solo significa non investire realmente per aumentare i posti di lavoro ma significa destinarli a pochissimi senza tener conto dell’assenza di misure sul diritto allo studio.

Dopo le dichiarazioni di Di Maio sull’apertura al dialogo con gli studenti, vorremmo chiedergli se i giovani rappresentano per questo Governo una reale priorità e se ad atti che nascodono solo la polvere sotto il tappeto si sapranno mettere in campo atti concreti.