STUDENTI CONTESTANO VALDITARA E L’ASSENZA DEL MINISTRO BUSSETTI DURANTE LA SEDUTA DEL CONSIGLIO NAZIONALE DEGLI STUDENTI UNIVERSITARI

by / Commenti disabilitati su STUDENTI CONTESTANO VALDITARA E L’ASSENZA DEL MINISTRO BUSSETTI DURANTE LA SEDUTA DEL CONSIGLIO NAZIONALE DEGLI STUDENTI UNIVERSITARI / 50 View / 11 ottobre 2018

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STUDENTI CONTESTANO VALDITARA E L’ASSENZA DEL MINISTRO BUSSETTI DURANTE LASEDUTA DEL CONSIGLIO NAZIONALE DEGLI STUDENTI UNIVERSITARI

A cinque mesi dall’insediamento del nuovo Governo, il Ministro dell’Istruzione e della Ricerca Bussetti non si è ancora mai confrontato con gli studenti e le studentesse di questo Paese per comprendere i loro bisogni e necessità.

Nella seduta odierna del Consiglio Nazionale degli Studenti Universitari, il Ministro ha deciso di farsi sostituire da Valditara, già noto per essere stato relatore della Legge Gelmini nel 2010. Il nuovo Capo Dipartimento dell’Università fu, infatti, complice della distruzione dell’Università pubblica e il diritto allo studio, non ascoltando le richieste degli studenti e con la sua nomina il Ministro Bussetti rimarca una volta di più la mancanza di volontà di confronto con gli studenti e le studentesse del Paese.

Non accettiamo che oggi venga a parlarci al posto del Ministro chi in passato ha calpestato i diritti e i bisogni della comunità studentesca. Nel Documento Economia e Finanza l’Università non appare come una voce prioritaria nell’agenda di questo Paese. Inoltre, in seduta Valditara ha affermato che nell’organo non si parla di politica, ma di tecnica. Dobbiamo quindi aspettarci dal nuovo Capo Dipartimento Università che i bisogni degli studenti e dell’Università dovranno sottostare ai tecnicismi e ai fondi insufficienti senza risolvere strutturalmente i problemi del sistema universitario. Noi saremo in piazza domani 12 Ottobre e abbiamo lanciato una consultazione “La nostra vita non è un gioco: ora parlano gli studenti” dal 22 al 26 Ottobre per prendere parola verso la Legge di Stabilità per porre le priorità degli studenti e delle studentesse.

Qui per leggere il nostro intervento completo in seduta:

Oggi come studentesse e studenti avremmo tanto voluto poter finalmente parlare, poterci confrontare direttamente con il Ministro dell’Istruzione e della Ricerca, ma dov’è il Ministro Bussetti? Ormai non è la prima volta che rifugge da un confronto reale con gli studenti di questo Paese, dopo aver fatto lo stesso con gli studenti medi. Dobbiamo mica pensare realmente che il Ministro dell’Istruzione del cosiddetto Governo del Cambiamento abbia realmente paura di ascoltare le esigenze e i bisogni di chi ogni giorno vive le ingiustizie di un sistema universitario e di diritto allo studio insufficiente a soddisfare le necessità dei tanti e delle tante che oggi con fatica proseguono gli studi, a patto che riescano ad intraprendere il percorso universitario?

Non ci capacitiamo di come la sua agenda politica tenda ad escludere categoricamente ogni forma di dialogo con chi quotidianamente  tocca appunto con mano le carenze e le macerie dell’università, con chi fa la fila in mensa per un pasto, con chi si ritrova idoneo ai requisiti per l’assegnazione di borsa di studio, ma non beneficiario per la scarsità di risorse- in Sicilia solo uno studente su tre degli aventi diritto percepisce la borsa- vorremmo in questo modo ripartire dalla formazione per dare nuova linfa alle Regioni del Sud affrante dalle mille contraddizioni di questo sistema?-, ancora con chi avrebbe diritto ad un posto letto e si ritrova a pagare affitti fuoricontrollo- sapete che questo è l’ennesimo anno che il costo delle case aumenta del 4% in media? come mai nessuno ha espresso una parola in questo senso?-, con chi è costretto a prendere un treno all’alba per arrivare a lezione con la speranza che ci arrivi vivo per lo stato delle infrastrutture del nostro Paese e con la speranza che possa trovare un posto, con chi paga tasse universitarie esorbitanti, con chi è costretto a lavorare a pagarsi gli studi, con chi è costretto ad andare fuoricorso per la sua condizione socio-economica- ebbene sì, non siamo choosy, ma abbiamo semplicemente dei bisogni che vanno ascoltati!

E’ un peccato che il ministro Bussetti non voglia confrontarsi, avremmo tante idee e proposte da portare, è un peccato che la sola risposta che ci viene data consiste nel farci confrontare con Lei, prof. Valditara.

“Professor Valditara, si ricorda di noi? Siamo le migliaia di studenti e  studentesse che nel 2010 hanno invaso le piazze italiane per contrastare la tanto tristemente nota Legge Gelmini (240/2010),di cui Lei è stato relatore, la stessa legge che ha messo in ginocchio le Università italiane con tagli da più di un miliardo nei Fondi degli atenei con il conseguente aumento spropositato della tassazione studentesca per fare cassa sulla pelle di noi studenti, con la precarizzazione di tante e tanti all’interno della comunità accademica.”

Caro professore, sa che gli effetti disastrosi della Riforma Gelmini di cui ripetiamo Lei è relatore sono gli stessi contro cui combattiamo ogni giorno: dalla diminuzione dei fondi, distribuiti su base premiale, al conseguente innalzamento della contribuzione studentesca; l’ingresso massiccio dei privati nei Consigli di Amministrazione; dalla precarizzazione di numerose figure all’interno dell’Università con il blocco del turn over, al calo degli iscritti e degli immatricolati con il rafforzamento del numero chiuso.

La riduzione dei fondi agli Atenei ha portato questi ultimi a ripiegare nella necessità di recuperare fondi sulla pelle degli studenti e delle studentesse: in dieci anni la tassazione studentesca media è aumentata di circa cinquecento euro e abbiamo avuto il crollo del 20% degli immatricolati. Cambiare il Paese e l’istruzione riducendo il numero di studenti che potranno permetterselo sarà mica questo il “vecchio cambiamento” che Lei ha in mente per rilanciare la formazione in Italia dove solo il 27% tra i 25 e 34 anni hanno una laurea contro il 44% della media OCSE?

All’interno del Documento Economia e Finanza,  ad esempio, non si parla di superamento, ma di revisione del sistema di accesso al numero programmato e dell’orientamento in entrata. Superare il numero chiuso, invece, è una necessità fondamentale per aumentare il basso numero di laureati nel nostro Paese e permettere agli studenti di scegliere il proprio corso di studi. Ma chiaramente per far ciò si dovrebbe prevedere un piano di finanziamenti massiccio sull’FFO di cui invece non si fa alcuna menzione. Infatti, la cosa certa almeno al momento è che ancora una volta l’Università non sia una priorità di questo Governo- si pensi alla vaghezza e alla brevità della parte ad essa dedicata-, ma ci si continui a concentrare su manovre politiciste  volte solamente alla ricerca del consenso piuttosto che a porre temi che possano rilanciare il futuro di una generazione che in questi anni ha visto sottrarsi ogni diritto e il futuro del nostro Paese. L’innalzamento della no tax area e la copertura totale delle borse di studio non possono rimanere promesse o slogan come ormai si tende ad agire: ma devono costruire un elemento di intervento forte e reale da parte di questo Governo se vogliamo che 1 studente su 4 sia costretto a dover abbandonare gli studi, a cui i dati parlano chiaro, una gran parte per la mancanza di un sostegno economico da parte dello Stato.

Oggi nessuno di noi in questa stanza conosce e sa quelle che sono le priorità del Ministero: domani saremo già in piazza e abbiamo lanciato una consultazione studentesca per prendere parola come studenti e studentesse realmente in tutto il Paese, non siamo disposti a consultazioni farsa, come quella fatta sul prestito d’onore che ci farebbe indebitare per tutta la vita, non siamo disposti alle briciole.

Oggi non siamo disposti a parlare con chi qualche anno fa ha ignorato le piazze che si sono costruite in questo Paese, non siamo disposti a parlare con chi, distruggendo l’Università e fingendo ascolto, continua a raccontarci mancate verità sul nostro presente e sul nostro futuro.