Studente italiano a Barcellona colpito con un proiettile di gomma dalle forze dell’ordine perde un occhio

Studente italiano a Barcellona colpito con un proiettile di gomma dalle forze dell’ordine perde un occhio

by / Commenti disabilitati su Studente italiano a Barcellona colpito con un proiettile di gomma dalle forze dell’ordine perde un occhio / 25 View / 27 luglio 2010

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Siamo sconcertati.

L’11 luglio a Barcellona, durante i festeggiamenti per la vittoria spagnola al mondiale di calcio, Nicola Tanno nostro associato nonché fraterno amico, è stato colpito all’occhio da un proiettile di gomma esploso dai mossos d’esquadra. L’intervento dei mossos, ancora non giustificato dalle autorità catalane, ha prodotto più di settanta feriti che hanno subito una violenza efferata. I mossos hanno sparato proiettili di gomma sui presenti, uno di questi proiettili ha colpito Nicola al volto, facendogli perdere l’occhio sinistro.

E’ assurdo che un ragazzo di 24 anni possa perdere l’occhio durante i festeggiamenti per una vittoria sportiva, è assurdo perdere l’occhio per una violenza subita senza nessuna giustificazione, senza che Nicola fosse minimamente coinvolto in fatti che potessero giustificare l’intervento delle autorità. E’ assurdo, in un paese che si definisce civile, che si possa subire un’ingiustizia di così tale entità, di essere sparati, di permettere ad autorità di pubblica sicurezza di generare guerriglia indiscriminata.

Nicola è a Barcellona da mesi per motivo di studio, da sempre è attivista impegnato nonviolento, ha sempre lottato per rivendicare una società con più diritti e giustizia sociale. Siamo convinti, quindi, che anche le autorità italiane, in primis il Ministero degli Esteri, debbano attivarsi per accertare la verità, le responsabilità e assicurare giustizia. Nicola è un cittadino italiano e in quanto tale merita di essere sostenuto nella sua opera di denuncia, nella sua ricerca della verità.

L’Unione degi Studenti e Link-Coordinamento Universitario, le associazioni con cui Nicola si impegna da anni, esprimono il più convinto sostegno e vicinanza a Nicola e alla Sua famiglia. Per questo ci impegneremo, e chiediamo alla stampa italiana di fare lo stesso, a diffondere tutto il materiale già presente in rete che dimostra l’estraneità di Nicola e l’abuso di potere che ha subito.

Per questo di seguito riportiamo un’intervista rilasciata da Nicola ad EuroPress (tradotta in italiano) nonché alcuni video prodotti da testimoni oculari dei fatti, video che costituiscono la base della denuncia che Nicola ha presentato nei confronti delle autorità spagnole.

Forte è lo sgomento per il dramma che Nicola ha subito, come forte è l’angoscia per l’ennesimo caso di violenza gratuita che in alcuni paesi come Spagna e Italia minano sempre di più la democrazia e le libertà lasciando spazio sempre più ad autoritarismo e violenza.

Chiediamo quindi alle autorità italiane di intervenire, subito.

gli studenti e le studentesse
dell’Unione degli Studenti e di Link-Coordinamento Universitario
verso la Rete della Conoscenza.

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Ecco i Video, di seguito l’intervista:

http://www.youtube.com/watch?v=29dm3ogfJio&feature=related
http://www.lasextanoticias.com/videos/ver/sin_ojo_por_el_mundial/292562
http://www.youtube.com/watch?v=nea5JBw5aRg&feature=related

Questa intervista è stata rilasciata alcuni giorni fa da Nicola Tanno ad EuropaPress. L’intervista originale è in spagnolo, i contenuti sono stati tradotti per assicurare la più ampia diffusione e compressione in Italia. Il video è disponibile in rete a seguente indirizzo.

Cosa è successo la sera dell’11 luglio?

La sera del mondiale, dopo la vittoria della Spagna, andai a plaza de España, per vedere la festa degli spagnoli (io sono italiano) e mi trovai nella festa, con la gente che era felice, ovviamente. Dopo un po’ di tempo, iniziò la guerra, perché arrivarono molti furgoni, che ci fecero fuggire, e successe che alla fine un mossos d’esquadra mi ha sparato e mi ha fatto perdere un occhio.

Io ero un po’ spaventato, ma tranquillo, perché non stava succedendo niente, c’erano tifosi arrabbiati, solo che, mentre stavo lì, in mezzo a molti tavoli, saltai in aria, perché mi avevano colpito.

C’erano scontri, a cosa era dovuto l’intervento dei mossos?

Non c’era nessun tipo di violenza. La gente era contenta, faceva festa, non so se qualcuno era ubriaco, ma non ho visto nessun tipo di incidente. Ho visto solo arrivare questi mossos sui furgoni, come se ci fosse una guerra, e non capivo. Ero molto spaventato, mi misi a correre verso questo viale e pensai che volevo andare a casa. Solo che mi fermai prima, perché i mossos continuavano ad avanzare e non feci in tempo. Io mi ricordo solo, ed è un ricordo orribile, che saltai in aria e che tutto si fermò intorno a me. Non ho mai perso conoscenza. Caddi a terra mi toccai l’occhio e capii che mi avevano colpito l’occhio e fu un momento orribile. Fortunatamente c’erano alcuni che stavano vicini a me, e tentarono di aiutarmi per quanto era possibile. Fu un momento di grande paura, e credo che sia assurdo che in un giorno di festa sia possibile che i mossos possano arrivare lì come se ci fosse una guerra, sparando alla gente, alla gente normale che stava lì. Credo che sia assurdo.

La gente che era lì con te fronteggiava i mossos?

La gente correva, fuggiva, era spaventata. Era pieno di gente, di famiglie, di bambini. Non è come allo stadio, dove stanno solo i tifosi. Era pieno di gente normale, che scappava, perché non se lo immaginavano, io per primo, dato che 4 anni fa mi capitò di vincere il mondiale, e feci festa. E lì stavo correndo per fuggire, per non essere colpito. Tutti erano spaventati, tutti correvano.

L’ambulanza arrivo dopo pochi minuti, penso l’abbia chiamata la gente che stava lì, mi venne a prendere, poi feci un giro per ospedali ma non mi ricordo bene.

C’erano altre persone che potevano essere colpite da questi proiettili di gomma?

I mossos avevano le armi ed erano pronti a sparare. Ho sentito molti spari, non sapevo all’inizio se erano i petardi o se erano le armi dei mossos. Però loro sono usciti dai furgoni con le armi con in mano, e quindi il rischio c’era. Sono stato colpito io ma poteva accadere a chiunque altro, stavo in mezzo a moltissima altra gente, stavo in un bar, quindi sarebbe potuto accadere ad altre persone, certamente.

Eri davanti a questo bar, con altra gente?

Stavo lì, in mezzo ai tavoli, era pieno e quindi non mi sono potuto sedere, però stavo lì.

Come sta il tuo occhio?

L’occhio l’ho perso. Non conosco perfettamente tutti i dettagli dell’operazione, ti posso dire solo che mi hanno messo del titanio qui, ho subito due operazioni alle palpebre. Però la cosa importante è che con un occhio non posso più vedere.

Che altra gente con te davanti al bar?

Davanti al bar c’era gente normalissima di tutte le età, vecchi, bambini, giovani, quando si vince qualcosa nello sport, si fa festa. C’era chiunque.

Info:
Stefano Vitale 338.4460375
Roberto Iovino: 333.5497211