Sto scioperando per voi

by / Commenti disabilitati su Sto scioperando per voi / 110 View / 29 settembre 2017

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Questa è la lettera che Michelangelo Conoscenti, professore universitario di Torino, ha scritto ai suoi studenti che non hanno potuto quel giorno sostenere l’esame a causa della sua adesione allo sciopero dei docenti iniziato a fine agosto e relativo alla prima sessione d’esami.


“Care studentesse, cari studenti, ricevete questa mail perché siete iscritti all’unico appello della sessione autunnale per la mia materia. La presente per comunicarvi che ho deciso, con rammarico e non senza aver soppesato con molta attenzione le implicazioni per voi, di aderire allo sciopero indetto dal Movimento per la dignità della docenza universitaria. Ho atteso a darvi comunicazione nella speranza che il ministero intraprendesse delle azioni atte a far terminare lo sciopero, ma così non è stato”.

“Una delle ragioni per cui scioperiamo è il famigerato blocco degli scatti che è rimasto in vigore solo per i docenti universitari, mentre ad altri professionisti come magistrati, medici, avvocati, diplomatici, personale della carriera prefettizia, insegnanti delle scuole e polizia sono già stati sbloccati in precedenza. In questo modo il governo considera evidentemente l’università, l’istruzione e la cultura secondari e accessori”.

“Ho deciso di scioperare non solo per rivendicazioni di tipo salariale, che ritengo di per sé degnissime e più che sufficienti, ma soprattutto per portare la grave condizione in cui versa l’Università pubblica italiana al centro del dibattito nazionale”.

“Ho scelto di servire questa istituzione nel 1991 lasciando un impiego in una multinazionale e percorrendo tutti i gradini della gerarchia accademica. Le politiche degli ultimi governi hanno, a mio modo di vedere, fortemente penalizzato il sistema universitario pubblico, minando, conseguentemente, il vostro futuro e quello del Paese che, nonostante tutto, amo”.

“Denuncio già da molto tempo la disattenzione politica verso la nostra istituzione e un disegno chiaro e scientifico di ‘svuotamento’ del sistema universitario pubblico a favore di visioni neo-liberistiche degli studi di massimo grado. Figlio di un barbiere e di un’operaia sono diventato professore grazie a un’istruzione pubblica e alle borse di studio. Vorrei che ad altri, con condizioni di partenza simili, fosse data la stessa opportunità”.

“Inoltre, gli ultimi dieci anni hanno visto non solo un aumento del carico di lavoro a causa della diminuzione delle risorse umane e a causa del turn-over bloccato, ma anche un aumento esponenziale dell’eccesso di burocrazia che sottrare tempo proficuo e prezioso da dedicare alla didattica e alla ricerca, anche per questo assai penalizzate nel nostro Paese. Tutto ciò crea un clima di lavoro nel quale la serenità e la collaborazione fra i colleghi è progressivamente intaccata da una logica di ‘guerra fra i poveri’. Tutti questi elementi intaccano anche la qualità del servizio che vi posso offrire e che desidero invece difendere strenuamente”.

Poiché fra le motivazioni dello sciopero ci sono anche quelle di:

– vedere assegnate risorse adeguate per il diritto allo studio che favoriscano l’accesso all’Università da parte dei giovani;

– vedere assegnate risorse adeguate per la ricerca scientifica, con la predisposizione di piani di investimento che allinei la quota di Pil destinata alla ricerca a quella dei principali Paesi dell’Unione”.

“Ho provveduto a richiedere l’autorizzazione all’Ateneo per lo svolgimento di un appello straordinario. Vi terrò informati tempestivamente. Scusate ancora per il disagio causatovi. In 26 anni di carriera universitaria ho sempre messo i miei studenti al primo posto nelle mie priorità professionali. Sciopero perché possa continuare a essere così anche in futuro”.