Stati Generali “Conoscenza, Costituzione, Diritti e Welfare”

Stati Generali “Conoscenza, Costituzione, Diritti e Welfare”

by / Commenti disabilitati su Stati Generali “Conoscenza, Costituzione, Diritti e Welfare” / 19 View / 18 maggio 2011

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Report del seminario 1 degli Stati Generali della Conoscenza su “Conoscenza, Costituzione, Diritti e Welfare”. Oltre 40 interventi di studenti, docenti, ricercatori, precari.

a. i nodi significativi condivisi

La crisi economica, sociale e culturale che stiamo vivendo negli ultimi anni impone un netto cambio di rotta nelle politiche e nel modello di sviluppo che il nostro paese deve perseguire: è necessario ridare dignità e centralità al tema della conoscenza, dell’istruzione e dell’accesso ai saperi come strumento fondamentale per la costruzione di una cittadinanza consapevole e di una società più libera, giusta ed inclusiva.

 

Non è sufficiente investire sui processi di produzione di saperi immediatamente produttivi, è necessario invece un investimento su larga scala che dia prospettive di crescita e mobilità sociale alle persone così come alle istituzioni e alla società tutta.

La cornice di questo cambiamento di paradigma è data dai diritti costituzionali da rivendicare e far vivere nel lavoro quotidiano nei luoghi formali ed informali della conoscenza e della cultura.

Ridare centralità alla conoscenza significa per noi:

  • restituire alle istituzioni della conoscenza – le scuole, le università e gli enti di ricerca – piena dignità di istituzioni pubbliche basate sui principi di libertà ed eguaglianza;

  • garantire l’autonomia sociale e la libertà di apprendimento, di didattica e di ricerca a chi è inserito nei processi formali e informali di istruzione e di produzione dei saperi, ovvero gli studenti, i docenti, i ricercatori, i dottorandi, gli educatori;

  • costruire un sistema di apprendimento permanente, che consenta a tutti i cittadini di formarsi in ogni fase della propria vita, perchè in una società in continua trasformazione la libertà degli individui passa dalla possibilità di avere gli strumenti cognitivi e culturali per interpetare le trasformazioni e le complessità del contesto sociale nel quale viviamo;

  • dare pari rilevanza ai processi formali di istruzione così come ai processi culturali diffusi sul territorio e alle agenzie non formali della conoscenza, dal terzo settore, agli spazi di aggregazione giovanile, alle libere espressioni culturali e di creatività;

  • mettere in atto una vera redistribuzione delle ricchezze e delle risorse, in termini strettamente economici ma anche in termini di opportunità concrete.

 

 

b. i nodi da approfondire

  • Federalismo e autonomia: come definire un quadro generale di garanzie nazionali, preservando al contempo le autonomie locali? Quali spazi di autonomia, democrazia e partecipazione in un sistema di sussidarietà orizzontale e verticale?

 

 

c. le proposte emerse

Costruire percorsi di confronto e rivendicazione con la politica per chiedere:

  • di non toccare il valore legale del titolo di studio, che resta ancora oggi l’unica vera garanzia di mobilità sociale per tutti gli individui indipendentemente dalle condizioni sociali ed economiche di partenza;

  • la legge quadro sul diritto allo studio e la definizione dei LEP, intesi non come livelli minimi ma come standard qualitativi elevati per i quali lo Stato deve stanziare finanziamenti adeguati, verificando che tutte le regioni rispettino tali standard;

  • un piano straordinario per l’edilizia scolastica, le case dello studente, le strutture universitarie e per la ricerca pubblica;

  • nuovi strumenti universali di welfare – in termini di contributi economici e di servizi pubblici – capaci di sostenere l’effettivo accesso ai saperi e alla cultura e il diritto all’apprendimento permanente e capaci di promuovere opportunità, scelte, spazi di cittadinanza, aggregazione e libertà;

  • politiche di welfare universalistiche contro la precarietà lavorativa e di garanzia della continuità del reddito e dei diritti sociali oggi riconosciuti solo per i contratti “tipici”, superando gli attuali modelli di sostegno di tipo prevalentemente familistico e risarcitorio;

  • priorità di spesa per scuola, università e ricerca, con finanziamenti mirati a carico della fiscalità generale e attraverso lo spostamento di risorse da altri settori come quello della difesa.

 

 

d. le azioni utili

Promuovere altri momenti di confronto locali e nazionali sul tema generale della conoscenza così come delineato in questa due giorni e di approfondimento su temi specifici e sui singoli settori.

Proseguire e rilanciare il dibattito, provando a sviluppare più in profondità alcuni temi e a coinvolgere – laddove possibile – anche le amministrazioni locali per promuovere il cambiamento di paradigma così come delineato nell’ambito degli stati generali della conoscenza.