Stati Generali Europei Del Diritto allo Studio: Italia ultima e dal governo risposte inadeguate.

by / Commenti disabilitati su Stati Generali Europei Del Diritto allo Studio: Italia ultima e dal governo risposte inadeguate. / 101 View / 10 ottobre 2016

Il 30 Settembre e l’1 Ottobre abbiamo partecipato agli Stati Generali Europei del Diritto allo Studio Universitario, organizzati da ANDISU a Palermo.

Questa iniziativa si è preposta lo scopo di analizzare il sistema attuale, a confronto con quello degli altri Stati Europei, in particolar modo quelli che si affacciano sul Mediterraneo. La seconda giornata era incentrata sul tema delle modifiche che la Riforma Costituzionale porterebbe all’assetto complessivo e ai rapporti tra gli enti e le istituzioni che si occupano oggi di Diritto allo Studio.

Le discussioni hanno evidenziato come il sistema italiano sia sofferente e fortemente in crisi, colpito dalla cronica insufficienza di finanziamenti che non reggono il confronto con quelli degli altri Stati Europei, dalla scarsa accessibilità al sistema del diritto allo studio e dalla sua diversità nelle varie Regioni del Paese.

Per questo motivo abbiamo riportato all’interno dell’iniziativa, dai tavoli tematici alla discussione plenaria, le proposte contenute nella Legge di iniziativa popolare per il Diritto allo Studio, perché riteniamo che oggi sia necessario e urgente rivedere il sistema per renderlo realmente rispondente ai bisogni degli studenti e delle studentesse e accessibile a tutti e tutte. In un Paese in cui solo il 7 % degli studenti accede alle borse di studio, contro il 23 % e il 25 % di Francia e Germania, in cui il numero di laureati è tra i più bassi di Europa e aumenta l’espulsione di massa dai luoghi della formazione, sono necessarie delle risposte concrete che restituiscano all’Università il ruolo sociale che le compete.

L’iniziativa è stata conclusa dall’intervento pronunciato dal sottosegretario all’istruzione Davide Faraone, che senza rispondere ad alcuna delle suggestioni e domande che gli abbiamo rivolto sull’impatto della Riforma sul sistema del Diritto allo Studio, ha enunciato i provvedimenti contenuti nello Student Act, inserito in Legge di Stabilità.
Dopo anni di mobilitazioni e avanzamento di istanze, la discussione in commissione VII della Camera (dove sono state presentate proposte di no tax area da PD, M5S e SI), inizia a prendere forma attraverso la proposta unitaria di introduzione di una no tax area per chi ha ISEE inferiore a 15.000 . Crediamo che questa proposta se debitamente finanziata e davvero indirizzata a tutti gli studenti, senza vincoli inerenti il percorso accademico, l’età o la provenienza, sia un passo in avanti rispetto all’attuale situazione in cui le tasse universitarie sono fuori controllo. Riteniamo però che questa misura risulti ancora insufficiente sia per l’esigua fascia di studenti che andrebbe a coinvolgere, sia perchè non inserita all’interno di una nuova normativa che regolamenti l’intero sistema di contribuzione studentesca. Qui la nostra proposta puntuale per rendere maggiormente equo il sistema.
Il sottosegretario all’istruzione Faraone, durante il suo intervento, continua a dichiarare la volontà di metter fine alla figura dell’idoneo non beneficiario di borsa di studio, ma all’interno dello student act non riscontriamo interventi che andrebbero a implementare le risorse sul diritto allo studio; non capiamo quindi tali toni trionfalistici. Di fatto i 50 mln annunciati al FIS mantengono il fondo invariato rispetto allo scorso anno, che andava a coprire solamente la metà delle borse per gli studenti aventi diritto.
In questo contesto riteniamo propagandistica oltre che grave, per l’impianto ideologico che contiene, la misura del governo che prevede un investimento di 20 milioni per il finanziamento di 500 super borse per pochi “geni”. Infatti non solo si tratta di interventi spot, ma sono anche indirizzati a un numero ristretto di studenti e non alla generalità della popolazione studentesca.
Il governo pensa inoltre di continuare a vendere fumo con i 500 euro ai neo diciottenni, una tantum insufficiente a coprire le reali esigenze dei giovani studenti e non.
Nella Legge di Iniziativa Popolare per il Diritto allo Studio universitario abbiamo già inserito le proposte necessarie non per pochi, ma per tutti: per garantire la borsa a tutti gli idonei il fondo statale deve essere incrementato di almeno 200 milioni e chiediamo l’esenzione dalla tassazione agli studenti con redditi fino a 28.000 euro, slegata da criteri di merito. Siamo stanchi di promesse e proclami sulla pelle degli studenti, esigiamo risposte concrete per garantire il diritto allo studio a tutti e tutte!