SPECIALIZZANDI, NON “TAPPABUCHI”!

by / Commenti disabilitati su SPECIALIZZANDI, NON “TAPPABUCHI”! / 13 View / 27 giugno 2014

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Mercoledì scorso abbiamo appreso dai nostri rappresentanti al CNSU le ultime indiscrezioni riguardo alla definizione del Patto della Salute 2014, un documento stilato da regioni e ministero per definire le linee guida triennali riguardanti l’utilizzo delle risorse del Fondo Sanitario Nazionale.

Stando infatti a quanto è trapelato da più fonti, le regioni avrebbero, in sede di definizione del documento, insistentemente chiesto di inserire gli specializzandi, fin dagli ultimi anni di formazione, all’interno dei reparti delle ASL nel territorio. E tutto questo per far fronte ai massicci pensionamenti che riguarderanno il settore sanitario, ai quali non sarà possibile rispondere con nuove assunzioni a causa del blocco del turn over. Si sarebbe arrivati così ad una situazione per la quale dei medici ancora non specialisti avrebbero avuto il compito di fare da “tappabuchi” alle carenze oramai endemiche di personale degli ospedali, specialmente di quelli periferici.

Inoltre, per come il testo del decreto sul riordino della Pubblica Amministrazione è stato presentato alle camere per la discussione, si dovrebbe giungere al taglio lineare della durata dei corsi di specializzazione, con il rischio che, senza una adeguata riorganizzazione anche della didattica dei singoli corsi, gli specializzandi si ritroverebbero a passare la metà della propria formazione a lavorare gratuitamente per sopperire agli errori di programmazione dell’ultimo decennio.

Nonostante le rassicurazioni del ministro Lorenzin, secondo la quale niente che riguarda la formazione medica potrà essere deciso senza una discussione in seno al MIUR, convocando anche tutte le parti in causa, ci siamo ritrovati nuovamente di fronte ad un processo calato dall’alto, che viene discusso come emergenziale e non strutturale e che ancora una volta lascia a tutti noi la possibilità di discutere solo di indiscrezioni, rinnegando il senso stesso di un patto che riguardi la salute di tutti. Fortunatamente, anche grazie all’attività del CNSU, che durante la seduta del 26 giugno ha presentato una raccomandazione, votata anche dai nostri rappresentanti, l’articolo incriminato sarebbe stato eliminato, ma ovviamente certezze in merito le avremo solo al momento della pubblicazione del documento, quando avremo la possibilità di stilarne anche un’analisi più accurata.

Chiediamo però una maggiore trasparenza e un maggior coinvolgimento in questi processi decisionali che vanno ad impattare pesantemente sulla vita e sulle aspettative di migliaia di studenti e specializzandi. Continueremo a mantenere alta la guardia, è in ballo in futuro non solo di una classe di professionisti, ma dell’intero sistema sanitario nazionale pubblico.