Siena: L’Università è uguale per tutti ma per qualcuno è un po’ più uguale che per altri..

Siena: L’Università è uguale per tutti ma per qualcuno è un po’ più uguale che per altri..

by / Commenti disabilitati su Siena: L’Università è uguale per tutti ma per qualcuno è un po’ più uguale che per altri.. / 12 View / 19 maggio 2011

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Il 3 Marzo del 2011 si insedia nell’Università di Siena una Commissione che ha il compito di redigere un nuovo statuto che rispecchi i contenuti imposti dalla Riforma Gelmini.

Nonostante avessimo chiesto e ribadito la necessità di una elezione diretta dei suoi membri all’interno della Commissione, il Rettore, Angelo Riccaboni, decide di intraprendere una strada più limitativa e coptativa nominando i membri a lui più congeniali.

Gli studenti attraverso il Consiglio Studentesco, trascinati dalle forti richieste di Link Siena su una maggiore democraticità dell’Organo arrivano ad una elezione indiretta degli Studenti.

Da quel momento la nostra battaglia in Commissione ha assunto in alcuni casi posizioni estremamente aspre.

Fino alla rottura del 16 Maggio 2011.

 

Da mesi la sensazione che all’Interno della Commissione ci fossero sempre più posizioni anti-democratiche e poco plurali si è trasformata in realtà.

I primi passi furono quelli di evitare la rappresentanza Studentesca nei Dipartimenti (le nuove facoltà).

Dopo una estenuante battaglia la Commissione ha ripristinato la rappresentanza studentesca.

La rottura è avvenuta sugli organi maggiori (Senato e Consiglio di Amministrazione).

Il Prof. Gian Domenico Comporti, che da mesi regge i lavori della Commissione facendo passare per tecniche scelte esclusivamente politiche, dopo essersi presentato mostrandoci un articolato con la composizione del Cda di Nove membri e la presenza di un solo studente, con la nostra opposizione facendo valere la legge che prevede una rappresentanza degli studenti negli organi maggiori non inferiore del 15%, che implicava la presenza di due studenti su nove (con una diminuzione della rappresentanza dei docenti) è stato costretto a fare un passo indietro imponendo una nuova composizione di 11 Membri: PER SALVARE LA RAPPRESENTANZA DEI DOCENTI INTERNI, HANNO REGALATO L’UNIVERSITA’ A BEN 3 (TRE!!!) ESTERNI.

Nonostante ciò il Cda congiunto con la Commissione ha chiesto maggiore democraticità e pluralità, posizioni che dalla Commissioni sono state disattese.

Le richieste furono elezioni dei membri interni e un numero di 9 membri che con la componente dei tecnici-amministrativi e gli studenti formano un blocco sociale e di difesa per controllare anche l’operato del Cda e governare l’ateneo, inoltre le nomine imposte dal Rettore deformano il valore stesso del Cda che è un organo di governo dell’Ateneo e non del Rettore, in fine il Direttore Generale viene nominato dal Cda su proposta del Rettore, un Cda che tra Interni nominati dal Rettore e gli esterni sarà sempre compiacente!

La Commissione ha preso una piega totalmente anti-democratica per difendere i propri posti di potere senza volerli cedere per una maggiore partecipazione alla gestione dell’Ateneo da parte di tutta la comunità accademica.

Il 16 Maggio la Commissione con l’opposizione degli studenti e dei tecnici amministrativi ha preso una chiara posizione:

1) Ridimensionare il ruole dei tecnici

2) Aumentare il numero dei componenti del Cda a 11 con tre esterni e quattro docenti interni per evitare l’eccessiva presenza degli studenti

3) La componente docenti verrà nominato dal Rettore

 

Ma non era il Rettore che aveva parlato di maggiore collegialità di scelte, non era Angelo Riccaboni che aveva detto davanti ad un corpo accademico bloccato dagli studenti di volere intraprendere la strada della democraticità e della pluralità? Cosa gli ha fatto cambiere le sue posizioni?

 

Concludiamo con questa provocazione, con una frase Berlusconiana cambiato con Università la parola Legge:

L’università è uguale per Tutti, ma non è che forse qualcuno è più uguale di altri?

 

Una provocazione che trova corrispondenza negli atteggiamente di auto-difesa di un sistema che è evidentemente in imbarazzo e diviso tra il dover tenere buona e con belle parole la comunità accademica e le pressioni delle Baronie per difendere quei luoghi di potere che, nonostante il ministro Gelmini voglia affermare il contrario, questa riforma aumenta nella spartizione di una università a pezzi, luoghi di potere a cui questi baroni ci si aggrappano e non mollano.

 

Noi rappresentanti continueremo a lottare per riaffermare il principio di maggiore trasparenza e maggiore democraticità, per rilanciare un Sistema in crisi.

 

Solo la lotta paga.

 

LINKsiena – Sindacato Universitario