Si erano opposti alla riforma, ora vogliono aumentare le tasse

Si erano opposti alla riforma, ora vogliono aumentare le tasse

by / Commenti disabilitati su Si erano opposti alla riforma, ora vogliono aumentare le tasse / 11 View / 25 maggio 2011

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E’ stata presentata il 18 maggio un’interrogazione parlamentare a firma dei senatori di Ichino, Ceccanti, D’Alia, Germontani, Leddi, Ignazio Marino, Morando, Poli Bortone, Nicola Rossi, Rusconi, Rutelli, Tonini, Treu, Valditara, relativamente alla creazione del “Fondo per il Merito”, previsto dalla Legge Gelmini di riforma del sistema universitario, ed alla possibile introduzione in Italia del modello inglese.

Un modello che contestiamo duramente, così come lo è stato contestato negli ultimi mesi da parte degli studenti inglesi che sono scesi in piazza per manifestare e per evitare il vertiginoso aumento delle rette universitarie deliberato dal governo conservatore guidato da Cameron.

 

Un modello che apre ad incrementi senza limite della tassazione universitaria, che non tutti potranno permettersi in un’Italia nella quale negli ultimi anni si sono riscontrati consistenti aumenti della contribuzione, anche oltre il limite previsto dall’ art. 5 del d.p.r. 306/1997.

Un modello che ispira la competitività non degli Atenei ma fra chi potrà o chi non potrà accedere al sistema universitario per le proprie condizioni economiche, contraendo ancor prima dell’inizio del percorso di studi prestiti da saldare in un futuro sempre più precario. Un modello che apre alla “guerra fra poveri” e che allontanerà il raggiungimento degli obbiettivi europei 2020: il 40% di laureati.

Ancora una volta la demagogia sui problemi dell’Università, sugli sprechi e sulle rendite parassitarie, che pur ci sono e contrastiamo quotidianamente mettendoci la faccia, viene utilizzata per legittimare misure e provvedimenti a danno degli studenti e del loro diritto allo studio.

Demagogia fomentata anche da parlamentari dell’opposizione che hanno votato contro la Riforma Gelmini, solidarizzando con il movimento studentesco e dei ricercatori e che, ora, firmano interrogazioni assieme ai sostenitori ed al relatore della stessa.

Si dimentica, infatti, che l’Italia spende molto meno della media OCSE in formazione universitaria e che il sistema italiano si fonda sul libero accesso alla conoscenza e sulla garanzia di un pieno diritto allo studio per i capaci e i meritevoli. Un sistema che ad oggi non funziona per i tagli al Fondo integrativo per il diritto allo studio, che alimenta il fenomeno dell’”idoneo non vincitore di borsa di studio”.

Ribadiamo fermamente la nostra contrarietà a qualsiasi forma di prestito d’onore e crediamo, altresì, nella necessità di un’intervento serio e concreto per poter garantire la copertura totale delle borse di studio e la creazione di un welfare studentesco universale che possa permettere a tutti il libero accesso al sapere.

Come studenti e studentesse dell’università ci opporemo a qualsiasi aumento delle tasse universitarie, siamo pronti a tornare in piazza per difendere i nostri diritti e la possibilità di poter studiare in un università accesibile a tutti.