SENZA CASA NON SI PUO’ STUDIARE! OLTRE 400€ AL MESE PER UNA STANZA

by / Commenti disabilitati su SENZA CASA NON SI PUO’ STUDIARE! OLTRE 400€ AL MESE PER UNA STANZA / 55 View / 25 Agosto 2022

439 € in media per una stanza singola: questo è il dato complessivo riportato all’interno del report annuale sugli affitti di Immobiliare.it, un aumento rispetto ai costi (già inaccessibili per moltissim* student* fuorisede) del 2021 dell’11%.

In molte città universitarie come Bologna, Firenze e Padova l’incremento dei costi dallo scorso anno è stato altissimo, arrivando a prezzi medi proibitivi, tutti al di sopra dei 400€ al mese. Il record lo raggiunge Milano con 620€ al mese in media per una singola, un costo decisamente insostenibile per le decine di migliaia di student* fuorisede che a settembre vorrebbero iniziare un percorso di studi in quella città.

Città Media stanza singolaVariazione dal 2021
Bologna 447€+16,7%
Firenze 451€+18,5%
Milano 620€+20,1%
Padova 458€+42,2%
Roma 465€+9,3%

Nella maggior parte delle città universitarie, il mercato degli affitti è arrivato a livelli pre-Covid, con la breve fase di distensione generata dalla pandemia già superata. Se per un paio d’anni abbiamo vissuto una parziale riduzione degli affitti, ora la nuova ondata di student* che si sposterà per studiare troverà università e città ancora più impreparate ad accoglierl*. 

Se la situazione resta quella attuale, tantissim* student* dovranno fare estremi sacrifici o addirittura rinunciare a studiare per l’insostenibilità del costo di una stanza. Da anni ribadiamo la necessità che università, enti regionali per il diritto allo studio e amministrazioni comunali delle città universitarie si assumano la responsabilità di mettere in campo azioni concrete per garantire il diritto all’abitare dell* student*. 

Ogni città vive di un specificità intrinseche al proprio contesto urbano, ma sono tante le misure che si possono attivare per contrastare il caro affitti:

  1. Chiediamo una revisione e un ampliamento dei posti alloggio negli studentati gestito dal pubblico e non dal privato
  2. Chiediamo incontri in ogni città con il Comune per il Canone concordato, affinché venga tutelato il diritto all’abitare di ogni student*
  3.  Regolamentare le piattaforme per affitti brevi, tra cui Airbnb, Booking etc – 


Tantissime stanze destinabili ad affitti per student* vengono ogni anno convertite in alloggi per affitti brevi a scopo turistico, una modalità di affitto su cui gli speculatori lucrano, spesso senza nessuna forma di tassazione. Una regolamentazione di queste piattaforme che ne limiti l’espansione incondizionata è fondamentale per fermare i processi di turistificazione a cui stanno andando incontro moltissime città che oltre ad essere poli universitari sono anche città di grande attrazione turistica. Basta osservare il preoccupante dato di Venezia, in cui la domanda è quasi quadruplicata (+373,2%) nel corso dell’ultimo anno.

Senza casa non si può studiare: garantire un posto alloggio e quindi il diritto allo studio di tutt* deve essere una priorità delle amministrazioni universitarie e delle governance cittadine, per impedire che studiare diventi ancora di più un privilegio per poch*!