SENZA BORSE LA SANITÀ SI FERMA: IN PIAZZA IL 23 NOVEMBRE!

by / Commenti disabilitati su SENZA BORSE LA SANITÀ SI FERMA: IN PIAZZA IL 23 NOVEMBRE! / 23 View / 17 novembre 2018

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Sono ormai mesi che, con centinaia di studenti, neoabilitati, laureati e specializzandi abbiamo aperto un percorso di partecipazione e mobilitazione che è andato ad affrontare l’imbuto formativo dentro il settore medico: dopo decine di assemblee negli atenei, il 9 Novembre ci siamo trovati a Roma, per andare ad interrogare direttamente il governo su una programmazione da affrontare fin dalla legge di bilancio attualmente in discussione.

All’interno della bozza di legge presentata, il governo ha previsto uno stanziamento destinato ad un aumento di 800 sole borse di specializzazione a partire dal 2019, che rimarrà fisso, se non interveniamo attivamente, nei prossimi 5 anni. Un finanziamento che, con voce unanime delle assemblee, abbiamo dovuto constatare essere minimo e insufficiente di fronte all’urgenza della crisi in cui versa il Servizio Sanitario Nazionale e la formazione medica, la quale è ormai un vero e proprio percorso ad ostacoli per noi aspiranti medici, che ci troviamo ad affrontare una serie di imbuti nel nostro percorso accademico e post-lauream.

Di fronte alle interlocuzioni con il governo la nostra voce è stata unita nel chiedere uno stanziamento di maggiori risorse, al fine di raggiungere un aumento di almeno 3000 borse già a partire dal prossimo anno: se a livello di bilancio questo rappresenta uno sforzo minimo, sarebbe finalmente il segnale di un’inversione di tendenza e l’occasione per il nostro SSN di tornare a respirare, in vista di una programmazione di lungo periodo che vada a riempire le carenze in termini di organico strutturato, per rispondere ad una grave crisi di un settore strategico per il benessere della popolazione tutta del nostro paese.

Se le nostre richieste sono chiare, ad oggi le risposte del governo sono vaghe e parziali: non possiamo non osservare come su tutto il comparto sanitario non vi sia effettiva traccia dell’annunciata rivoluzione promessa. Chi di noi è già in specialità sa bene come le corsie delle nostre strutture soffrano il perdurare del blocco del turnover, obbligando noi giovani a sopperire lá dove manchino le assunzioni di specialisti: l’ennesimo ostacolo del nostro percorso che, troppo spesso, ci costringe ad anni di sfruttamento e precarietà di fronte ad un SSN che cade a pezzi.

Riteniamo fondamentale, oggi più che mai, affrontare la nostra mobilitazione in un’ottica ampia e di filiera, che attraverso un punto di vista complessivo sia in grado di dare risposte reali oltre a slogan e propaganda.

Abbiamo quindi deciso di mobilitarci nella giornata di sciopero del settore medico, Venerdì 23 Novembre, nei nostri atenei, negli ospedali, nelle piazze, fianco a fianco con tutti gli altri professionisti sanitari del Servizio Sanitario Nazionale, per pretendere chiarezza e risposte immediate per quanto riguarda finanziamenti non più prorogabili. Lo dicevamo qualche anno fa: sulla salute non si scherza, senza le borse la sanità si ferma!