Io Non Posso Sognare ? – blitz all’INPS di Roma

Io Non Posso Sognare ? – blitz all’INPS di Roma

by / Commenti disabilitati su Io Non Posso Sognare ? – blitz all’INPS di Roma / 28 View / 7 aprile 2011

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Oggi un centinaio tra student* e precar* ha occupato simbolicamente la sede della direzione provinciale dell’INPS di Roma. All’interno della sede si è allestito uno “sportello precario” nel quale era possibile calcolare l’effettiva pensione dei lavoratori precari, informazione che l’INPS non fornisce. Il Presidente dell’INPS, Antonio Mastrapasqua, tempo fa, ha dichiarato: “Se i precari sapessero a quanto ammonta la loro pensione rischieremmo un sommovimento sociale”. Durante l’azione sono stati distribuiti ai tanti in coda agli sportelli banconote fac simile che rappresentano il reddito che rivendichiamo per tutte e tutti.

Il 9 Aprile saremo in piazza, con i precari e le precarie per riprenderci il nostro tempo, rialzare la testa, verso lo sciopero generale del 6 maggio.


Siamo lavoratrici e lavoratori precari, intermittenti, free lance, stagisti e studenti. Siamo invisibili, senza diritti nel presente ed esclusi da ogni possibilità di futuro. Non abbiamo nemmeno una briciola dei diritti e delle tutele garantite ai lavoratori dipendenti.


Chiediamo una vera, profonda e radicale riforma delle politiche sociali di questo paese, per difendere i diritti faticosamente conquistati e includere tutti i nuovi soggetti sociali. Non vogliamo solo sopravvivere, rivendichiamo il diritto al lavoro, al reddito e ad un’esistenza sostenibile. 
Siamo qui per denunciare lo scandalo della gestione separata dell’Inps, il fondo previdenziale nel quale versano i lavoratori autonomi privi di una cassa di categoria e i lavoratori parasubordinati come i collaboratori a progetto (co.co.pro.). Nessuno conosce le cifre di questa gallina dalle uova d’oro: gli iscritti sono quasi 1 milione, è in attivo, e invece di sostenere i lavoratori che versano sul fondo viene utilizzato per ripianare i debiti dell’INPS e sostenere altre categorie di lavoratori. Lo scandalo è che questa gestione rischia di dare una pensione al di sotto dell’assegno sociale.


Nell’ottobre scorso il presidente dell’Inps Antonio Mastrapasqua ha dichiarato che è bene che i precari non conoscano l’ammontare della loro pensione: il rischio è quello di un “sommovimento sociale”.
Siamo qui proprio per calcolare l’importo delle nostre pensioni. Noi non intendiamo pagare la crisi accettando un presente di miseria e l’ipoteca sul nostro futuro.


Rivendichiamo un welfare universale per tutte e tutti:

– riconoscimento dell’autonomia di scelta professionale, intellettuale ed artistica;

– garanzia della continuità di reddito nei tempi di non lavoro per chi è precario, discontinuo, intermittente, in formazione, in cerca di prima occupazione.

– nuovo sistema di erogazione del sussidio di disoccupazione che elimini le condizioni inique attuali (per riceverlo bisogna oggi avere lavorato almeno 54 settimane e inoltre dimostrare di avere lavorato almeno 1 giorno con un contratto nei 2 anni precedenti);

– completa assistenza in caso di malattia, con congedi parentali e assistenza domiciliare;

– diritto universale alla maternità, indipendentemente dal fatto che le donne siano lavoratrici dipendenti o autonome, che siano stabili o precarie, che lavorino o che non lavorino ancora. Lo stesso diritto deve essere riconosciuto anche per la paternità;

– chiediamo il sostegno alla formazione permanente, l’autonoma e libera scelta dei percorsi di studio e di vita mediante la piena garanzia del diritto allo studio e di un welfare universale mediante forme di reddito per i soggetti in formazione che si configuri in erogazione di borse e servizi come avviene in tutti i paesi europei;

– totalizzazione senza riserve dei contributi indipendentemente dal fondo in cui si versa;

– per le professioni non ordinistiche svolte dai lavoratori autonomi a partita Iva per i lavoratori autonomi che svolgono professioni non regolamentate, chiediamo l’abolizione dell’Irap, l’applicazione dei parametri usati per i dipendenti sulle detrazioni sui redditi più bassi, l’eliminazione della maggiorazione Iva dell’1% per i versamenti trimestrali, e di tutte le misure inique che gravano con un peso fiscale del 27% sul reddito annuo. chiediamo di riequlibrare i contributi previdenziali per i professionisti iscritti alla gestione separata, garantendo adeguate prestazioni sociali.