Roma: Contestato Profumo – il governo non tocchi il valore legale del titolo di studio!

by / Commenti disabilitati su Roma: Contestato Profumo – il governo non tocchi il valore legale del titolo di studio! / 7 View / 25 gennaio 2012

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Questa mattina il ministro Profumo ha fatto visita alla scuola Fabrizio De Andrè al quartiere de La Romanina di Roma, una struttura attesa da 7 anni che ancora non è entrata in funzione.

Durante la visita abbiamo interrotto la conferenza stampa del Ministro srotolando uno striscione con la scritta  “Titolo di studio o carta straccia?”  e distribuendo al Ministro Profumo e ai suoi collaboratori dei rotoli di carta igienica timbrati con la stessa scritta.

Come studenti ribadiamo con forza al Governo di non toccare il valore legale del titolo di studio, vogliamo che il Ministro Profumo abroghi la Riforma Gelmini, sblocchi il turn over e rifinanzi subito l’FFO e il diritto allo studio!

Abbiamo consegnato al Ministro il testo dell’Altra Riforma dell’Università per ribadire come quella sia la nostra idea per un’università diversa: pubblica, democratica e accessibile.

Non accettiamo, infatti, che il Ministro dica da un lato di voler dialogare con noi  studenti e di comprendere le nostre motivazioni e dall’altro persista nell’applicazione della Riforma Gelmini. Non accettiamo che si continui ad ignorare la disastrosa situazione degli atenei italiani,  con la scusa della crisi e della mancanza di risorse.

Non accettiamo che si utilizzi l’abolizione del valore legale del titolo di studio per legittimare quello che sempre più sta avvenendo: una svalutazione delle università pubbliche in particolare quelle delle regioni del Sud e la creazione di pochi centri di eccellenza, magari privati, costosi e per pochi.

Questa è solo la prima di una serie di azioni di protesta che oggi a Bari, Napoli, Torino, Salerno,Campobasso,Taranto gli studenti metteranno in campo contro il governo, altre ne seguiranno se il governo vorrà proseguire sul tema dell’abrogazione del valore legale del titolo di studio e non aprirà invece un dibattito serio sull’università e sul diritto allo studio.