[ROMA 3] Di lavoro si muore, perché di precarietà si vive.

by / Commenti disabilitati su [ROMA 3] Di lavoro si muore, perché di precarietà si vive. / 83 View / 9 marzo 2014

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Apprendiamo con sconcerto dal sito di Repubblica che alcuni operai  lavorano presso una struttura di Roma Tre su ponteggi senza imbracatura né caschetto di protezione, violando  le norme concernenti la sicurezza sul lavoro. Questo fatto si inserisce nel più ampio quadro dei disinvestimenti e delle mancanze nei confronti della sicurezza sul lavoro, nell’ambito di politiche e concezioni neoliberiste volte esclusivamente al profitto e non alla tutela e al benessere dei lavoratori e delle lavoratrici.  Lo stesso Governo, in balia di tali politiche, non si occupa dei reali bisogni dei cittadini, schiavi della precarietà e della povertà.

Non possiamo sorvolare il tragico fenomeno delle morti bianche: l’Osservatorio sui caduti sul lavoro registra che, solo nel 2013, i morti sul lavoro sono stati 571 (il 22% dei quali nel campo dell’edilizia), i quali diventano oltre 1300 se si stimano anche i decessi sulle strade e in itinere. Dall’inizio dell’anno fino ad oggi l’Osservatorio ha registrato ben 68 casi di morti sul lavoro (con il Lazio triste capolista). Chiediamo a gran voce chiarimenti al Rettore Panizza, dal momento che in quanto studenti e studentesse, cittadini e cittadine, non possiamo non indignarci di fronte al mancato rispetto dei basilari diritti dei lavoratori, e non possiamo più tollerare morti causate dalla caduta da impalcature o da crolli di tetti di fabbriche. Di lavoro si muore, perché di precarietà si vive.

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