Riformare il preruolo nelle Università

by / Commenti disabilitati su Riformare il preruolo nelle Università / 45 View / 26 aprile 2016

Share

Giovedì 28 aprile alle 14,00 nella sala Cristallo dell’Hotel Nazionale a Piazza Montecitorio FLC CGIL, ADI, CRNSU, LINK e Rete 29 aprile confronteranno, con i parlamentari di Camera e Senato, le loro proposte sull’individuazione di un nuovo percorso preruolo che porti alla riforma del reclutamento per quanto riguarda la docenza universitaria. 

LINK – Coordinamento Universitario rivendica una Nuova Università: superamento dei punti organico per dare autonomia agli Atenei, riforma delle forme contrattuali preruolo, tutele e ammortizzatori sociali per contrastare la precarietà e nuovi finanziamenti per l’assunzione di docenti.

Questa iniziativa si inserisce in un percorso di discussione iniziato l’1 e 2 ottobre 2015 quando la FLC CGIL ha prodotto una propria elaborazione che parte dal superamento dell’assegno di ricerca e del ricercatore a tempo determinato di tipo a)per arrivare ad un’unica figura preruolo con un rapporto di lavoro subordinato e con un percorso di tenure track che porti ad abbreviare in maniera consistente l’attuale periodo di precariato, riportandolo ad un livello equiparabile a quello degli altri paesi europei. E’ infatti una anomalia tutta italiana la durata di questo percorso che porta a diventare professori universitari a 50 anni.

Il 18 marzo abbiamo inoltre partecipato all’assemblea nazionale dei ricercatori non strutturati a Milano che ha lanciato la stesura di una Carta delle Ricerca e dell’Università.

L’Italia, come è stato messo bene in luce dalla ricerca commissionata dalla FLC CGIL spreca le risorse che investe nella formazione dei suoi giovani. Solo il 3% dei precari dell’Università riesce a rimanere nel sistema universitario!

E’ allora indispensabile porre mano con urgenza alla ridefinizione del preruolo, tornando ad investire in istruzione e ricerca, a partire dal diritto allo studio, e promuovendo un piano straordinario di assunzioni di personale docente e tecnico- amministrativo, senza il quale qualunque idea di riforma è velleitaria e potenzialmente dannosa.