Riforma dell’Università? Link: no a Jobs act e premialità. Positiva apertura sul diritto allo studio

by / Commenti disabilitati su Riforma dell’Università? Link: no a Jobs act e premialità. Positiva apertura sul diritto allo studio / 335 View / 21 settembre 2015

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Diverse testate in questi giorni (qui e qui) riportano l’intenzione del Governo di intervenire sull’università. Il sistema universitario è profondamente sottodimensionato, caratterizzato da forti diseguaglianze territoriali e da una cronica carenza di fondi.

Ci teniamo a specificare che nessun provvedimento che intenda incidere realmente sull’università può prescindere da un cospicuo rifinanziamento sia per quello che riguarda il capitolo del diritto allo studio che per quello che riguarda il Fondo di Finanziamento Ordinario. Riteniamo positiva l’apertura, che sembra imminente, di un tavolo sui Livelli Essenziali delle prestazioni che però non è sufficiente se non si interviene rifinanziando tale capitolo di spesa ed intervenendo sulle problematiche generate dall’introduzione del nuovo modello Isee che quest’anno rischia di escludere dall’università migliaia di studenti.

Dobbiamo smettere di pensare che la valutazione  sia la soluzione alle problematiche che presenta l’università. In questi anni la valutazione è stata uno strumento di burocratizzazione e di incremento delle differenze e delle disparità territoriali. La valutazione è di fatto ad oggi uno strumento di limitazione della libertà degli atenei nelle scelte didattiche e di ricerca.  L’autonomia degli atenei si sostanzia solo se si mettono in campo delle politiche di livellamento verso l’alto delle disparità territoriali.

Dopo anni di denunce sembra che il tema delle difficoltà che vivono le università del meridione sia stato percepito dal Governo. Anche quest’anno il decreto punti organico, uscito ad agosto, ha sancito una fortissima disparità tra le possibilità assunzionali degli atenei a favore degli atenei del nord. Va rivisto il sistema dei punti organico e soprattutto va posta fine ad un sistema di ripartizione premiale che pone gli atenei in competizione gli uni rispetto agli altri per le scarse risorse.

L’espulsione dei giovani ricercatori dall’università è un sintomo di una situazione disperata che l’Università italiana vive da anni e il Governo deve intervenire con un piano di assunzioni e un superamento del precariato universitario. L’introduzione di un sistema simile al Jobs Act è totalmente da rigettare in quanto è un estensione all’università di un provvedimento che ha costituito un elemento di precarizzazione del mondo lavorativo in cui è stato applicato.

Pretendiamo un confronto serio ed impegni finanziari chiari poiché agli annunci ormai siamo abituati. Noi siamo disponibili a portare le nostre proposte che partono da un’ estensione della platea dei beneficiari del diritto allo studio e dal superamento del sistema premiale nella ripartizione dei fondi.