Riforma della laurea in Giurisprudenza? Si faccia chiarezza e si coinvolgano gli studenti, ma niente numero chiuso!

by / Commenti disabilitati su Riforma della laurea in Giurisprudenza? Si faccia chiarezza e si coinvolgano gli studenti, ma niente numero chiuso! / 966 View / 8 ottobre 2015

Apprendiamo da fonti di stampa (http://www.laleggepertutti.it/98219_nuova-laurea-in-giurisprudenza-numero-chiuso-e-6-mesi-di-pratica) la volontà, da parte del Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, di riformare il corso di laurea in Giurisprudenza. La proposta prevede l’introduzione di un corso di laurea 3+2 e di un altro parallelo 4+1, con la possibilità per gli studenti di scegliere dopo 4 anni un percorso di specializzazione a numero chiuso, finalizzato all’iscrizione nell’albo degli avvocati o dei notai.

 

Le intenzioni del MIUR ci lasciano profondamente perplessi e esterrefatti, innanzitutto per il metodo con cui ci si sta avviando a deliberare questa riforma. Il provvedimento, infatti, sarà discusso in un tavolo di lavoro il prossimo 8 ottobre, alla presenza soltanto del Consiglio Universitario Nazionale e del Ministero della Giustizia. Gli studenti quindi, per l’ennesima volta, restano del tutto esclusi da una decisione fondamentale per la loro formazione. E’ proprio per questo e per ottenere chiarimenti su un progetto di riforma dal profilo ancora estremamente vago e confuso, che i nostri rappresentanti al Consiglio Nazionale degli Studenti Universitari presenteranno una mozione all’organo nella prossima seduta.

 

Inoltre non possiamo accettare l’introduzione di una restrizione così forte per chi vuole accedere alle professioni legali, come il numero chiuso. L’esperienza dell’accesso a numero programmato, presente già in molti corsi di studio, si è dimostrata fallimentare, creando un meccanismo perverso di competizione e limitando la libertà di ogni studente a scegliere il proprio percorso formativo con l’incapacità di realizzare le proprie aspirazioni. Non accettiamo che questo meccanismo sia esteso ulteriormente e che la sua logica contagi anche la laurea in Giurisprudenza impedendo una libera scelta sulla propria attività post lauream.

 

Per questi motivi chiediamo che si avvii una seria riflessione sul percorso formativo di chi aspira a diventare giurista, che veda coinvolti in primo luogo gli studenti stessi, attraverso i loro organismi di rappresentanza, e che determini un alzamento del livello della didattica e della formazione di ogni studente, senza mettere in discussione il diritto di ciascuno a determinare la propria esistenza.