Riforma della classi di concorso: cosa ne pensano gli aspiranti insegnanti?

by / Commenti disabilitati su Riforma della classi di concorso: cosa ne pensano gli aspiranti insegnanti? / 597 View / 1 settembre 2015

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Il MIUR è pronto ad attuare un riordino delle classi di concorso dell’insegnamento secondario: il 7 agosto scorso è apparsa sul sito OrizzonteScuola una versione, non ancora ufficiale, della tabella contenente le nuove denominazioni delle singole classi, con relativi titoli di accesso e materie d’insegnamento. Rispetto alla normativa attualmente in vigore  (D. M. 39/1998; 22/2005; D. I. 9 luglio 2009) la bozza pubblicata nei giorni scorsi presenta diverse novità, non solo per quanto riguarda la numerazione e la nomenclatura:

  1. alcune classi del vecchio ordinamento verranno accorpate, con particolare effetto per le aree delle discipline artistiche (la nuova classe A-9 “Discipline grafiche pittoriche e scenografiche” ingloba al suo interno ben sette vecchie classi) e chimiche (la nuova A-34 comprende le vecchie A012, A013 e A066);
  2. verranno istituite nuove classi di insegnamento: Italiano per stranieri (A-23), Teoria della comunicazione (A-65), Scienze della calzatura e della moda (A-35) e diverse classi di ambito musicale e coreutico (A-53, A-55, A-63, A-64; A-57, A-58, A-59);
  3. i requisiti di accesso alle singole discipline subiranno delle modifiche non del tutto trascurabili: alcuni corsi di laurea che in precedenza non erano considerati validi per l’accesso all’insegnamento (da LM3 “Architettura del paesaggio” a LM11 “Conservazione e restauro dei beni culturali”, a LM19 “Informazione e sistemi editoriali”, a molti altri) vengono adesso inseriti fra i titoli di accesso a diverse classi.

Nel corso della scorsa settimana abbiamo invitato i docenti e gli aspiranti docenti a controllare personalmente le bozze riguardanti le loro classi di insegnamento. Ciò ci ha permesso di tracciare un primo bilancio, sottolineando alcune criticità segnalate dai diretti interessati. Queste segnalazioni verranno portate nel Consiglio Nazionale Studenti Universitari per poter incidere sulla redazione della bozza finale della suddetta tabella A.

Riportiamo i commenti di molti intervistati che lamentano la mancanza di provvedimenti favorevoli e soprattutto logici nei confronti di alcuni titoli di laurea:

  1. è il caso dei laureati in Ingegneria gestionale (LM31), che non attengono l’accesso alla nuova classe A-36 (Scienze e tecnologie della logistica) pur avendo sostenuto l’esame di Logistica durante i loro studi accademici. Essi lamentano infatti di aver frequentato uno dei pochi corsi di laurea che prevedono un esame in questa disciplina, ma di essere gli unici attualmente esclusi dall’insegnamento della stessa nelle scuola. Inoltre essi sono ammessi alle nuove classi A-33 e A-43 (Scienze e tecnologie aeronautiche e nautiche) solo se in possesso di titoli aggiuntivi alla laurea (diploma aeronautico, diploma di aspirante capitano di lungo corso, diploma di istituto tecnico navale);
  2. è il caso dei laureati in Chimica e tecnologie farmaceutiche (LS14), che restano fuori dalle classi di Matematica e scienze (nuova A-28, ex A059) e Scienze naturali (nuova A-50, ex A060);
  3. ai laureati in Antropologia Culturale e Etnologia (LM1 o LS1) è invece consentito l’accesso a diverse cdc utili per l’insegnamento dell’Italiano, del Latino, della Storia, della Geografia, della Storia dell’Arte e del Greco, ma resta preclusa la nuova classe A18 (ex A036), ovvero Filosofia e Scienze Umane, unica utile per l’insegnamento dell’Antropologia nel triennio del Liceo delle Scienze Umane. Probabilmente questo paradosso può essere collegato al fatto che questa laurea è di relativamente recente attivazione e pertanto dalla sua nascita ad oggi nessuno ha razionalmente pensato a come collocarla e quindi è stata sommariamente accomunata ad altre lauree di area umanistica senza considerarne l’aspetto specializzante. Analogamente dalla stessa cdc è esclusa la laurea in Teorie della Comunicazione (LM92) che verte su discipline semiotiche, mentre sono ammesse LM59 – Scienze della comunicazione pubblica, d’impresa e pubblicità e LM93 – Teorie e metodologie dell’e-learning e della media education. Inoltre è ritenuto inadeguato che fra i requisiti per la cdc A18 non vi sia anche un esame obbligatorio nel settore scientifico disciplinare di Antropologia (M-DEA/01).

Altri partecipanti al sondaggio denunciano degli accorpamenti “mancati”, come nel caso delle classi A-22 e A-12 (ex A043 e A050: rispettivamente Italiano, storia ed educazione civica, geografia nella scuola media e Materie letterarie negli istituti di istruzione secondaria di secondo grado), che presentano ancora una disuguaglianza nei requisiti di accesso mentre a parere degli intervistati i requisiti andrebbero unificati: questo in considerazione del fatto che per i due cicli TFA appena trascorsi, queste due classi erano sempre accorpate nella fase concorsuale, e spesso anche durante i corsi veri e propri. Per la A-22 (ex A043) si richiedono 12 CFU nel settore L-LIN/01 (Linguistica generale), non richiesti per la A12 (ex A050); viceversa per la A12 sono richiesti 12 CFU in L-FIL-LET/04 (Linguistica italiana), che non servono invece per la A-22. Poichè sinora ai laureati candidati al TFA “43/50” sono stati richiesti i crediti aggiuntivi per entrambe le cdc, sarebbe dunque logico unificare i criteri di accesso alle due classi.

Il parere generale di chi scrive è che il MIUR in questa bozza di tabella mostri di prediligere, come criterio di accesso alle classi di concorso, un sistema che valorizza i crediti conseguiti nei diversi settori scientifici disciplinari piuttosto che il corso di studi specifico, rendendo in taluni casi necessario il loro conseguimento oltre il normale ciclo universitario. Sebbene questi interventi abbiano il pregio di rendere l’accesso alle classi di concorso più flessibile, al contempo si riscontra in alcuni casi la mancanza di coerenza tra il percorso di studi e le materie che il futuro docente dovrà insegnare. Infatti, vediamo il rischio che gli ulteriori crediti formativi richiesti per accedere ad una classe di concorso, non facendo parte del percorso universitario intrapreso, determinino una formazione frammentata e poco coerente nella disciplina scelta.

Inoltre l’attuale sistema di conseguimento dei CFU aggiuntivi prevede in molte università che essi siano a completo carico della studente, indipendentemente dalle sue condizioni economiche. L’attuale bozza di riordino delle classi di concorso, rese più ampie e con il  requisito di crediti aggiuntivi per l’accesso, comporterà quindi un ulteriore aggravio economico per gli aspiranti insegnanti col rischio aumentare le disparità nei confronti di chi non può permettersi il completamento della formazione richiesta. Il sistema va quindi anche riformato nella direzione della gratuità del conseguimento di eventuali crediti aggiuntivi o almeno dell’introduzione di opportuni e necessari contrappesi per gli studenti con redditi bassi.

ADAM  – Associazione Docenti Abilitati per Merito

LINK – Coordinamento Universitario