Ricerca è lavoro! Indennità di disoccupazione per i precari della ricerca. Firma la petizione!

by / Commenti disabilitati su Ricerca è lavoro! Indennità di disoccupazione per i precari della ricerca. Firma la petizione! / 188 View / 27 febbraio 2017

LINK – Coordinamento Universitario torna a sostenere la battaglia per il diritto all’indennità di disoccupazione per tutte le ricercatrici e i ricercatori precari. Lo fa con la petizione “Ricerca è lavoro! Indennità di disoccupazione per i precari della ricerca”, promossa dagli assegnisti e dai dottorandi di FLC CGIL e ADI e da oggi attiva sulla piattaforma change.org. Petizione che chiediamo a tutte e tutti di sottoscrivere e diffondere.

Il quadro di riferimento è purtroppo noto: un’università sempre più povera e ineguale, stremata dal definanziamento e dal blocco del turn over a causa del quale è cresciuto esponenzialmente il numero di precari della ricerca e della docenza con scarsi diritti e scarse tutele, strutturalmente a rischio espulsione dall’Università: l’indagine “Ricercarsi” promossa dalla FLC CGIL stimava che nel 2014 risultava espulso il 97% dei ricercatori precari che nel decennio 2003-2014 aveva lavorato in università.

E’ noto purtroppo anche lo straordinario disinteresse nei confronti del tema e delle lotte dei ricercatori stessi, da parte dei governi che si sono succeduti. Indimenticabile il recente contributo del Ministro del Lavoro che ha giustificato l’esclusione dei precari della ricerca dalla DIS-COLL, l’indennità di disoccupazione per collaboratori, sostenendo che quello di assegnisti e dottorandi non è vero lavoro.

Lo stesso Ministro, però, a seguito dell’allarme lanciato dall’INPS e della protesta dei precari per il mancato rifinanziamento della DIS COLL e per la sua mancata estensione, si è impegnato a rendere strutturale questa indennità, all’interno della legge delega sul lavoro autonomo non imprenditoriale in questi giorni in discussione alla Camera.

La petizione chiede al Governo di rispettare le promesse e rispettare il lavoro di migliaia di giovani (e non più giovani) ricercatori garantendo l’indennità di disoccupazione anche a coloro che sono stati finora esclusi ingiustamente, come i precari della ricerca.

Perché la ricerca è lavoro!

Firma la petizione


FIRMA ANCHE TU LA PETIZIONE!

Al Presidente del Consiglio dei Ministri
On. Paolo Gentiloni,

Al Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali
Giuliano Poletti,

Al Ministro dell’Economia e delle Finanze
Pier Carlo Padoan

Signor Presidente,

Signori Ministri,

Noi ricercatori precari, assegnisti di ricerca e dottorandi, ci rivolgiamo al Governo per chiedere il rispetto della nostra dignità di lavoratori, dei nostri diritti, della nostra passione.

Da anni intere generazioni di ricercatori sono vittime delle scelte più scellerate della politica. Il blocco delle assunzioni di ricercatori ha determinato il ricorso sempre più frequente a contratti precari, a basso costo e con scarse tutele. La riforma Gelmini ha generato un’Università povera e ineguale, dove le opportunità si concentrano in poche aree del Paese, mentre intere regioni vengono abbandonate al proprio destino. Pochissimo si è fatto sul fronte della valorizzazione della ricerca nel sistema imprenditoriale e produttivo italiano. In altre parole, i tagli alla ricerca sono diventati tagli al futuro del nostro Paese.

Il reddito dei ricercatori precari è basso, in alcuni casi addirittura al di sotto del minimale retributivo previsto per la Gestione Separata, come certifica anche l’INPS. A dispetto di questo, in questi anni il Governo ha scientemente escluso i precari della ricerca da ogni ammortizzatore sociale e da ogni misura di sostegno al reddito, rifiutando di ascoltare i ricercatori che, uniti nella campagna nazionale #perchénoino?, hanno raccolto nel 2015 oltre 10.000 firme per l’estensione della misura a tutti i precari della ricerca. Eppure anche noi versiamo i contributi alla Gestione Separata INPS. Eppure anche la ricerca è lavoro.

Negli scorsi giorni il Governo, a seguito dell’allarme lanciato dall’INPS e della protesta dei precari, ha scelto di rifinanziare per sei mesi la DIS-COLL, l’indennità di disoccupazione per i titolari di contratti a di collaborazione e a progetto. Nel frattempo il ministro Giuliano Poletti si è impegnato a rendere strutturale questa indennità, all’interno della legge delega sul lavoro autonomo non imprenditoriale in questi giorni in discussione alla Camera.

Quello che Vi chiediamo è davvero molto semplice: rispettate le vostre promesse e rispettate il nostro lavoro. Chiediamo che il Governo faccia in modo che nel DDL in discussione alla Camera, e in questi giorni all’esame della Commissione Lavoro, sia inclusa una misura strutturale, facilmente accessibile, in grado di garantire l’indennità di disoccupazione anche a tutte e tutti coloro che sono stati finora esclusi ingiustamente, come i precari della ricerca.

Migliaia di assegni di ricerca giungeranno a scadenza quest’anno. Alcuni di noi cercheranno di proseguire il lavoro di ricerca in Italia o, più probabilmente, all’estero dato che il nostro paese fa molto per scoraggiarci e molto poco per trattenerci; altri lasceranno l’Università per trovare una propria collocazione nelle imprese, nel mondo produttivo, nella Pubblica Amministrazione. Ma quale che sia il nostro futuro, nessuno di noi è disposto ad aspettare ancora per vedere riconosciuti i propri diritti.

Chiediamo il diritto all’indennità di disoccupazione perché vogliamo veder riconosciuto il nostro lavoro come tale; perché non intendiamo più accettare le discriminazioni tra lavoratori; perché crediamo che tutti i lavoratori abbiano diritto a tutele fondamentali a prescindere dal contratto e dal settore in cui operano.

Chiediamo al Governo di riconoscere a tutti noi la dignità del nostro lavoro, chiediamo di garantire una continuità di reddito ai ricercatori precari.

La ricerca è lavoro!

Primi firmatari:

Dottorandi, assegnisti e ricercatori precari di ADI e FLC-CGIL
Gli studenti e le studentesse di LINK – Coordinamento Universitario