Renzi tu vuò fa’ l’americano? Allora ci aspettiamo investimenti ai livelli Usa!

by / Commenti disabilitati su Renzi tu vuò fa’ l’americano? Allora ci aspettiamo investimenti ai livelli Usa! / 124 View / 17 ottobre 2015

Ad una conferenza all’Università Ca’ Foscari di Venezia il Premier Matteo Renzi rilancia sulla volontà del Governo di intervenire sul sistema universitario italiano prendendo a modello le Università americane come Boston e individuando come necessaria l’uscita degli atenei dal sistema pubblicistico.

Ancora una volta il Presidente del Consiglio parla per slogan di cose che non conosce. E’ sufficiente confrontare il finanziamento nei settori dell’università e della ricerca in america e in italia per vedere come sia privo di fondamento qualunque paragone tra gli atenei italiani e statunitensi. Il nostro paese si posiziona infatti agli ultimi posti per quanto riguarda gli investimenti pubblici nel comparto dell’istruzione terziaria e della ricerca tra i paesi OCSE. Come dimostrato provocatoriamente dal prof. De Nicolao su Roars i nostri atenei risulterebbero all’avanguardia nelle classifiche internazionali, se si tenesse di conto della quantità complessiva del finanziamento erogato dal pubblico.”

Renzi forse non sa, o omette appositamente, le Università americane ricevono comunque un finanziamento pubblico proporzionalmente più alto di quello assegnato alle nostre università. Mentre il Fondo di Finanziamento Ordinario complessivo del sistema universitario italiano ammontava l’anno scorso a meno di 7 miliardi, solo il MIT, ad esempio, riceve tramite finanziamento pubblico ben 2,5 miliardi. Statistiche dimostrano che il finanziamento privato che  il MIT riceve è pari a solo 194 milioni, quindi circa il 5% delle entrate totali. Da sfatare quindi il mito spesso sbandierato da Ministro e Premier secondo cui attrarre fondi privati può sostituire le mancanze dello stato. La percentuale di fondi privati che i nostri atenei attraggono è in linea con la media americana ed europea , che non supera mai il 10%, ma quello che è manchevole è l’intervento statale.

Inseguire il modello americano affermando la necessità dell’uscita dal diritto amministrativo per gli atenei esplicita gli obiettivi di questo Governo: la privatizzazione del nostro sistema universitario. La conseguenza di questa modifica di ordinamento giuridico sarebbe quella di contribuire a rendere ancora più inaccessibile ed elitaria l’alta formazione nel nostro paese. Sono francamente imbarazzanti le parole del Premier sull’università all’indomani dell’approvazione della Legge di Stabilità in Consiglio dei Ministri, che non mette un soldo sul diritto allo studio, nonostante la drammatica condizione causata dal nuovo Isee, e stanzia solo qualche briciola sul reclutamento mortificando cosi migliaia di ricercatori che vivono una condizione di precarietà.

Basta con i soliti proclami serve la volontà di intervenire e investire sull’università ed un confronto vero con tutte le componenti, a partire dagli studenti che stanno già elaborando la loro proposta di Nuova Università.