Probabile ritiro dei tagli ad Università e Ricerca: studenti e dottorandi soddisfatti, ma ora Governo deve investire!

by / Commenti disabilitati su Probabile ritiro dei tagli ad Università e Ricerca: studenti e dottorandi soddisfatti, ma ora Governo deve investire! / 148 View / 23 aprile 2014

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Apprendiamo da fonti stampa che il Governo avrebbe eliminato tutti i tagli al Fondo Funzionamento Ordinario delle università e al Fondo per gli enti di Ricerca dal “Decreto Spending Review”.

La modifica sarebbe contenuta all’interno di un testo modificato a seguito del dibattito pubblico sul tema e dovrebbe essere a breve contro-firmato dal Presidente della Repubblica.

In attesa di ulteriori conferme in relazione alla cancellazione di tutti i tagli previsti dalla bozza iniziale riteniamo questo un gesto di mero buon senso da parte del Governo Renzi al quale non possiamo che ribadire che ora più che mai è necessario investire nell’Università, aumentando in modo considerevole il budget del F.F.O., restituendo all’Università i miliardi sottratti da anni di tagli lineari.

Se la scelta risparmiare gli enti di ricerca dall’ennesima decurtazione dovesse essere confermata saremmo solo a metà dell’opera giacché è fondamentale una netta inversione di tendenza rispetto alle scelte economiche sulla Ricerca imboccando la strada dello sblocco totale del turn over e l’avvio di un piano straordinario di reclutamento per ricercatori e docenti universitari.

Riteniamo l’eventuale dietrofront del Governo direttamente addebitabile alla denuncia posta in essere da studenti e dottorandi, denuncia che aveva trovato ampissima condivisione da parte dell’intera comunità accademica nazionale, ad eccezione della C.R.U.I. (Conferenza Rettori Italiani), rimasta inspiegabilmente silente dinanzi all’ennesimo scippo al sistema universitario nazionale e al futuro de paese.

Durante il periodo necessario per la conversione del Decreto in legge LINK – Coordinamento Universitario e A.D.I. porteranno avanti le mobilitazioni promesse per costringere il Governo a rilanciare il settore dei saperi e della conoscenza.