PRIORITÀ POLITICHE MIUR SONO FUORI STRADA. #12M SI TORNA IN PIAZZA!

by / Commenti disabilitati su PRIORITÀ POLITICHE MIUR SONO FUORI STRADA. #12M SI TORNA IN PIAZZA! / 30 View / 11 febbraio 2015

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La ministra dell’istruzione Stefania Giannini ha annunciato le 24 priorità per Scuola, Università e Afam in cui evidenzia le aree di azione per il 2015 e le nuove priorità fondamentali per il Ministero dell’Istruzione dell’università e ricerca. Gli obiettivi del Governo in materia di istruzione non segnano alcuna discontinuità con le politiche che hanno compromesso il comparto della formazione negli ultimi anni, anzi da quanto si legge vengono consolidati i processi di apertura ai privati, di competitività attraverso meccanismi di valutazione punitiva, di sottofinanziamento del sistema. Ancora una volta risulta assente un ragionamento strutturale ed espansivo su diritto allo studio e welfare studentesco

Se guardiamo al mondo della scuola, dopo un autunno segnato dalle mobilitazioni degli studenti e delle studentesse di tutto il Paese, il Governo prosegue dritto sulla strada tracciata con la Buona Scuola. La Ministra, peraltro, non ammette che la tabella di marcia sull’edilizia si è già discostata nella realtà dai tempi e dai finanziamenti previsti. Finché le province non potranno derogare al Patto di Stabilità, qualsiasi promessa di intervenire sulle condizioni indegne in cui vertono le nostre scuole rimarrà tale e non si tradurrà in miglioramenti fattivi. Dietro la retorica della valutazione, per come è evocata, si cela un meccanismo subdolo che farà dell’insegnamento non più un servizio pubblico, ma un atto di prestazione individuale a servizio della scuola-impresa e della valutazione un mezzo funzionale solo alla competizione tra scuole, docenti e studenti. Siamo per una valutazione cooperativa, narrativa e processuale. L’autovalutazione deve essere partecipata da tutte le componenti del mondo della scuola!

Temiamo che dalla riforma del Testo Unico del ‘94 venga confermata una torsione autoritaria antidemocratica. Inoltre si parla nuovamente di alternanza scuola lavoro come mezzo di asservimento delle scuole al sistema produttivo senza dare garanzie agli studenti rispetto al ruolo formativo che deve ricoprire l’ASL. Riscontriamo ancora la mancanza dell’innalzamento dell’obbligo scolastico a 18 anni e di un dibattito attorno al riordino dei cicli con un biennio unitario e un triennio specializzante. E’ assurdo, infine, che tra le priorità politiche del MIUR non figuri il diritto allo studio per gli studenti medi: è necessaria una legge nazionale sul diritto allo studio, l’istituzione di un fondo perequativo e finanziamenti adeguati alla drammatica situazione e agli alti tassi di dispersione!

Il Miur annuncia, inoltre, una riforma strutturale dell’Alta Formazione Artistica e Musicale, preparata con la pubblicazione del vago documento “La Buona Afam”, tuttavia, a fronte di un sistema falcidiato dai tagli (dai 19 milioni del 2008 ai 4,7 milioni di oggi) e del crescente numero di istituti a rischio chiusura (da ultimo il Conservatorio di Rieti come abbiamo denunciato negli scorsi giorni), si intende intervenire solo sulla revisione della governance e dei sistemi di accreditamento dei corsi, senza ragionare di un massiccio rifinanziamento di accademie e conservatori e di un piano per il diritto allo studio. Inoltre qualsiasi processo di semplificazione e di riordino non può sacrificare gli spazi di democrazia e di rappresentanza nell’amministrazione dei singoli istituti.

Per quanto riguarda l’università, critichiamo l’intenzione di accelerare la procedura di assegnazione meritocratica dei fondi agli atenei, eguendo una logica competitiva e con particolare insistenza rispetto a quelli esterni all’FFO. Riteniamo pericolosa la tendenza del Ministero a sottrarsi, dopo anni di tagli (1 miliardo negli ultimi cinque anni), alla prerogativa del finanziamento statale delle università pubbliche, principio irrinunciabile per garantire la libertà della ricerca e della didattica che vi si svolgono. Riteniamo inaccettabile inoltre la concentrazione sul tema del merito anche per quanto riguarda il diritto allo studio, tralasciando quella che è la vera priorità e cioè un effettivo rifinanziamento del DSU. Per quanto da anni ormai attendiamo un provvedimento di riforma dei LEP non saremo disposti ad accettare un restringimento della platea degli idonei, causata dalla scelta di indicatori più selettivi.

Se queste sono le priorità della Ministra, significa che lo scollamento fra politiche in materia di formazione e paese reale è sempre più profondo. Il 12 marzo torneremo a riempire le piazze per contrastare queste priorità e costruire l’alternativa!