PER UNA LAUREA REALMENTE ABILITANTE: COSA VOGLIAMO!

by / Commenti disabilitati su PER UNA LAUREA REALMENTE ABILITANTE: COSA VOGLIAMO! / 33 View / 13 novembre 2019

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La laurea abilitante è stata al centro delle nostre richieste di riforma della formazione medica. Essa è centrale perché, in un percorso già lungo ed economicamente impegnativo come quello per diventare medico, abbattere i tempi che intercorrono tra percorso formativo e abilitazione è fondamentale. 

Lo scorso anno sono stati numerosi i problemi legati al Decreto 58 del 9 maggio 2018, cosiddetto “Decreto Fedeli”, in primis rispetto alla nuova formula dell’esame di abilitazione che proponeva il modello Progress Test, eliminando, invece, il test con database noto, fondamentale per evitare un ulteriore imbuto formativo per i neolaureati in medicina e chirurgia.

Grazie alle mobilitazioni di studenti e studentesse, si è riusciti ad ottenere la proroga dell’introduzione delle nuove modalità del test di abilitazione, rinviate al 2021, in attesa che si riesca ad istituire una vera e propria laurea abilitante.

Superato il grande scoglio del Progress test, i tirocini prelaurea sono partiti – solo in alcuni atenei – ma tante ancora sono le questioni non risolte e che devono ricevere risposta da parte del Ministero, del Governo e delle Università.

La prima questione riguarda i tirocini pratico-valutativi svolti all’interno del percorso formativo:

Partiamo dal presupposto che il tirocinio per l’abilitazione sia un momento fondamentale per la formazione del giovane medico che si trova, per la prima volta,a confrontarsi con l’ambito professionale e con la possibilità di mettere in pratica le proprie conoscenze. La peculiarità del tirocinio di abilitazione che lo rende di fatto differente dai tirocini curriculari, sta nel fatto che per la prima volta si è messi nella condizione, di fronte al paziente, non solo di ricevere delle nozioni, ma di affrontare la “prova generale” dell’esercizio e dell’applicazione delle nozioni acquisite.

Per fare in modo che il tirocinio pratico-valutativo mantenga il suo ruolo formativo all’interno del percorso di studi, è necessario che gli atenei si impegnino a mantenere un rapporto medico-studente e tutor-studente (OVVERO 1:1), sia per quanto concerne i tirocini in reparto sia per quanto riguarda la parte di tirocinio da svolgere presso il medico di medicina generale, che favorisca una formazione adeguata: questo significa non avere un numero troppo alto di studenti per medico/tutor.

Gli atenei si devono impegnare inoltre a favorire una valutazione ex-post del tirocinio da parte degli studenti in modo che gli studenti e le studentesse possano dare feedback con l’obiettivo di un miglioramento dei tirocini stessi.

è inoltre necessario che esista la possibilità di svolgere i tirocini pre-laurea in tutti gli atenei, visto che, ad oggi, si registrano numerose differenze su base territoriale dovute alla varietà dei piani di studi esistenti nelle diverse università e dalle differenti difficoltà organizzative.

è necessario che tutti gli atenei attivino la possibilità di svolgere i tirocini pre-laurea nel minor tempo possibile, di modo che, già dalla prossima sessione, sia possibile per tutti gli studenti e le studentesse anticipare il tirocinio. 

Svolgere il tirocinio all’interno del percorso formativo, come già evidenziato, permette di abbattere i tempi che intercorrono tra il percorso di studi e l’abilitazione. Nonostante questo, è evidente come, avendo ulteriori tirocini da svolgere all’interno del percorso di studi, è possibile che molti studenti vedano allungarsi il proprio percorso formativo, perdendo quelle agevolazioni e quei servizi a cui hanno diritto.

Per rendere realmente sostenibile un percorso formativo che, almeno per coloro che sono iscritti ad oggi ai Cdl di medicina, si è modificato in itinere, è necessario che il Ministero istituisca il cosiddetto semestre bonus per gli studenti di medicina. Questo deve consistere nella possibilità di avere un semestre in più per non divenire fuoricorso a causa del tirocinio abilitante, di non avere maggiorazioni sulla tassazione e di mantenere i benefici del diritto allo studio a cui studenti e studentesse hanno diritto. 

Una tale modalità è già stata prevista dal MIUR per lo svolgimento dei cfu necessari all’accesso all’insegnamento: la nostra richiesta è che, vista la condizione molto simile degli studenti che devono svolgere il tirocinio pratico-valutativo, sia possibile estendere questa possibilità agli studenti di medicina e chirurgia che ne hanno bisogno.

Il semestre bonus non sarebbe obbligatorio, ma una possibilità per chiunque ne avesse necessità.

è necessario inoltre che venga reinserita la terza sessione di abilitazione, prorogata insieme alla proroga del progress test, nonostante le richieste di mantenimento, e la scrittura, da parte nostra, di un emendamento al DL Calabria, che aveva proprio questa funzione.

Considerata la grande frammentazione tra gli atenei circa lo stato di avanzamento dell’applicazione della laurea abilitante, è necessario che tutti gli studenti laureati (attualmente frequentanti il 6° anno) siano messi nelle condizioni di partecipare al concorso SSM 2020, stimolando in primo luogo gli atenei non ancora pronti ad attrezzarsi. Vi è il rischio, infatti, che alcuni studenti possano partecipare al concorso per il fatto che la propria università abbia attivato in tempo i tirocini abilitanti, mentre altri, provenienti da atenei meno “attrezzati”, risultino svantaggiati in quanto non idonei alla partecipazione al concorso. A tal proposito, una soluzione potrebbe essere la possibilità di partecipare al concorso senza abilitazione alla professione, ma con la possibilità di conseguirla entro ottobre 2020, previo inserimento di una sessione straordinaria.

è per questo che costruiremo iniziative negli atenei e abbiamo presentato le nostre rivendicazioni all’interno del Consiglio Nazionale degli Studenti Universitari, affinchè siano garantite le stesse possibilità a tutti gli studenti e le studentesse!