Partiamo dal diritto allo studio. Stop alle Cattedre Natta!

by / Commenti disabilitati su Partiamo dal diritto allo studio. Stop alle Cattedre Natta! / 26 View / 24 febbraio 2017

Mercoledì scorso la ministra Fedeli, durante le audizioni nelle commissioni riunite Istruzione e Cultura di Camera e Senato, ha rilasciato delle importanti dichiarazioni riguardanti alcune questioni aperte in tema di Diritto allo Studio Universitario e Cattedre Natta.

In particolar modo ha delineato le scadenze rispetto alla definizione dei Livelli Essenziali del diritto allo studio: la volontà è quella di definirli entro il mese di Giugno avvalendosi di un tavolo con le regioni e della collaborazione della componente studentesca del Consiglio Nazionale degli Studenti Universitari.

Riteniamo importante l’apertura della Ministra nei confronti delle rappresentanze studentesche e speriamo che queste dichiarazioni non siano l’ennesima promessa disattesa come abbiamo visto negli ultimi cinque anni, ma una volontà reale verso un obiettivo comune.

Negli scorsi mesi abbiamo presentato una Legge d’Iniziativa Popolare sul Diritto allo Studio Universitario per cui sono state raccolte 57.000 firme. Una proposta elaborata dal lavoro di tanti studenti e associazioni, che rivede radicalmente il modello di diritto allo studio nel nostro Paese. Crediamo che in sede di definizione dei LEP questa proposta non possa rimanere inascoltata, ma che debba essere discussa e valutata all’interno di questo processo.


Per quanto concerne le Cattedre Natta invece pensiamo sia inaccettabile la riapertura della ministra, nonostante la bocciatura del Consiglio di Stato negli scorsi mesi. La comunità accademica ha già rifiutato una proposta antidemocratica, per la modalità del tutto peculiare di selezione di 500 super professori, che introduce un canale di reclutamento parallelo a quello standard. Come abbiamo già più volte ribadito, chiediamo il ritiro del provvedimento e che i fondi stanziati nella legge di stabilità dello scorso anno, a questa incredibile ingiustizia, siano destinati al reclutamento dei tantissimi ricercatori precari.