Parte la trattativa per l’anticipo del praticantato forense all’Università: dove sono gli studenti?

by / Commenti disabilitati su Parte la trattativa per l’anticipo del praticantato forense all’Università: dove sono gli studenti? / 1182 View / 3 luglio 2014

Share
Nell’ultima seduta del Consiglio Nazionale degli Studenti Universitari svoltasi il 25 e 26 giugno, è stata approvata all’unanimità una mozione presentata da LINK – Coordinamento Universitario sull’anticipo del praticantato forense.

Più volte in passato siamo intervenuti, ritenendolo una priorità assoluta per centinaia di migliaia di studentesse e studenti iscritti ai corsi di laurea in Giurisprudenza, abbiamo inserito questa rivendicazione sin dal nostro programma elettorale al CNSU; abbiamo rilanciato pubblicamente il tema legandolo al tema della frequenza di tirocini per laureati presso uffici giudiziari (recentemente ricomparso nel c.d. “Decreto Competitività”) ed infine rilanciato la possibilità, con l’art. 40 della L. 247/14, di anticipare una parte (sei mesi) del praticantato durante il percorso di studi universitari.

Pare che finalmente qualcosa si stia muovendo e che il tavolo tecnico, necessario per stipulare la convenzione quadro che renderà effettiva tale previsione, abbia iniziato i lavori, con un primo incontro svoltosi alla presenza dei vertici dei vertici del Consiglio Nazionale Forense (CNF) ed il Presidente della Conferenza Nazionale dei Presidi di Giurisprudenza.

Se questi avvenimenti rappresentano un segnale positivo crediamo che debbano essere compiuti ulteriori passi per risolvere tutte le problematiche legate all’accesso alla professione forense.

Per questo con il nostro documento abbiamo avanzato tre precise richieste:

  • il coinvolgimento delle rappresentanze studentesche nella stipula della convenzione quadro in modo che sia possibile portare la nostra voce direttamente nel luogo dove si stabiliranno le condizioni per poter usufruire della previsione dell’anticipo del praticantato;
  • che si presti una particolare attenzione nella tutela dei futuri studenti-praticanti;
  • l’apertura di un ragionamento che porti al superamento delle numerose e barriere che tutt’ora sono presenti per l’insennsato sistema di l’accesso all’avvocatura;

Intendiamo continuare attivamente su questa strada per qualificare al meglio l’affiancamento del percorso di studi a quello della pratica forense partecipando alla discussione tra CNF e Presidi di Giurisprudenza, sul piano nazionale, e rivolgendo proposte concrete ai Consigli degli Ordini tramite il lavoro nei nostri Dipartimenti.