Parte la campagna “Siamo in rosso!” per ridurre le tasse in università, accademie e conservatori!

by / Commenti disabilitati su Parte la campagna “Siamo in rosso!” per ridurre le tasse in università, accademie e conservatori! / 191 View / 25 gennaio 2017

Link lancia la campagna “Siamo in rosso!” per ridurre le tasse in atenei, accademie e conservatori.

Dopo anni di battaglie e 57.000 firme raccolte a supporto della legge di iniziativa popolare All-In per il Diritto allo Studio, lo scorso dicembre il parlamento ha approvato l’introduzione della no tax area in tutte le università, accademie e conservatori d’Italia.

Oggi siamo nelle università con le nostre tasche vuote ed i visi rossi, come sono i nostri conti in banca. Per troppi anni l’università pubblica si è mantenuta solo grazie alle nostre tasse, ora siamo in ROSSO! Vogliamo l’applicazione immediata della NO TAX area, ma non solo: tasse più basse e più eque per tutti e tutte!
Le misure introdotte dal ministero prevedono l’esenzione dalle tasse per chi ha un ISEE inferiore a 13.000 ma sui redditi fino a 30.000 il tetto previsto è molto elevato e sopra tale soglia le tasse non hanno alcun limite, così non si può continuare!

Daremo battaglia in tutte le università, accademie e conservatori, affinché la nuova normativa migliori i sistemi di tassazione, senza alzare le tasse alle fasce di reddito più deboli, ne alzarle per i fuori corso. Sono ancora troppi, infatti, gli studenti e le studentesse in difficoltà a pagarsi l’università, o perché esclusi dall’accesso alle borse di studio (previste al massimo fino a 23.000 di ISEE) o perché ingiustamente puniti in qualità di fuori corso; questi ultimi hanno già pagato le tasse per gli anni di corso e ora utilizzano meno i servizi dell’Ateneo: far pagare tasse maggiorate è sbagliato e punitivo.

L’introduzione della no tax area negli atenei e nel comparto AFAM può essere una risposta al crollo di iscritti solo se all’interno di una più radicale inversione di rotta nelle politiche universitarie. Solo se si riaprono i corsi di laurea, si abolisce il numero programmato, ormai previsto in più della metà dei corsi, rifinanziando l’università e tornando ad assumere docenti universitari, sarà possibile aumentare gli iscritti. Per rendere l’università davvero accessibile a tutti è necessario che diventi gratuita, come avviene in tanti paesi europei, e che sia approvata All In, la legge di iniziativa popolare per il diritto allo studio universitario che prevede la copertura totale delle borse di studio per chi ha isee inferiore a 23.000, l’accesso alla borsa servizi per chi ha un isee poco superiore e l’introduzione del reddito di formazione.