#occupiamobankitalia – Roma 12/10 ore 16

#occupiamobankitalia – Roma 12/10 ore 16

by / Commenti disabilitati su #occupiamobankitalia – Roma 12/10 ore 16 / 10 View / 10 ottobre 2011

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Riportiamo sul nostro sito il comunicato dei Draghi Ribelli che aprono la campagna #occupiamobancaditalia

In tutto il mondo si moltiplicano le mobilitazioni contro la dittatura finanziaria delle banche e della speculazione globale che usano la crisi per attaccare e smantellare i servizi pubblici, il welfare, la formazione, per cancellare i diritti e appropriarsi dei beni comuni. Da Madrid a New York, da Santiago del Cile ad Atene, da Tel Aviv a Reykjavik, si alza la voce delle “(multi)generazioni senza futuro” che non vogliono pagare la crisi, che si sottraggono alla retorica della “responsabilità generale” del debito, che immaginano un’alternativa di società a partire dalla redistribuzione radicale delle ricchezze e dalla condivisione delle risorse comuni. Il 99% del pianeta è indisponibile a subire l’avidità di pochi.

In vista della giornata globale del 15 ottobre contro le politiche di austerità imposte dalla Banca Centrale Europea e dal governo Berlusconi, il 12 ottobre organizziamo un evento pubblico di protesta e di proposta che individui nella Banca d’Italia e nella BCE le istituzioni di una nuova governance globale che impone decisioni al di fuori da qualsiasi legittimità democratica.

Il 12 ottobre, a palazzo Koch, nel cuore della capitale, si terrà il convegno internazionale “L’Italia e l’economia mondiale, 1861-2011”, con la presenza del Presidente della Repubblica Napolitano e del Presidente della Banca d’Italia Draghi.

Ai piani segreti della Bce e alle sue “raccomandazioni riservate”, alle lettere di Draghi e Trichet rispondiamo con una lettera pubblica al Presidente Napolitano, in quanto garante della Costituzione italiana, oggi oggetto dell’attacco neoliberista bipartisan che vorrebbe inserire nella nostra carta fondante il vincolo del pareggio di bilancio. La chiamano la “regola d’oro”, noi la conosciamo come povertà e la chiamiamo ingiustizia: le nostre vite non sono in debito, le nostre società non le detiene nessuno.
Vogliamo mettere in discussione il ricatto del debito, far emergere l’urgenza della redistribuzione delle ricchezze, per difendere i diritti di chi lavora e per un nuovo welfare universale che contrasti la precarietà e l’intermittenza di reddito.

In sintonia con le acampadas e le libere occupazioni in Spagna, negli Usa e in tanti altri paesi, costruiamo uno spazio pubblico di incontro e di protesta prolungata. Esprimiamo la nostra voglia di giustizia sociale e di cambiamento attraverso una semplice rivendicazione: non paghiamo il debito! Riscuotiamo il credito sociale!

Il 12 ottobre alle 16, troviamoci sotto la sede della Banca d’Italia di via Nazionale, senza bandiere e oltre i recinti delle identità, per rivendicare insieme il diritto all’insolvenza. Siamo il 99%, abbiamo un mondo intero da reinventare.

12 ottobre, ore 16, @ Banca d’Italia (Via Nazionale, Roma)
#occupiamobankitalia verso il 15Ottobre

 

 

come #occupiamobancaditalia

(secondo comunicato dei draghiribelli)

#occupiamobancaditalia sta prendendo rapidamente piede. Migliaia di persone hanno condiviso l’evento e linkato la notizia. In altre città stanno nascendo proteste simili.

I Draghi l’hanno fatta proprio grossa. Il 15 ottobre inizia il 12. Il contagio globale si diffonde.

Chi sono i draghi ribelli?

Draghiribelli è un nome collettivo dietro cui si organizza un insieme di precar*, student*, artist*, operator* della comunicazione, attivist* dei movimenti. Non un’entità virtuale, ma tante persone in carne ed ossa. Un nome collettivo, utilizzato oltre le sigle e le identità, per aprire uno spazio di protesta per tanti. Per non perimetrare e per allargare.

I draghiribelli si contrappongono ai feroci draghi occidentali. Si ispirano ai draghi orientali, simbolo dell’acqua e della fluidità.

Come occupiamo la Banca d’Italia?

I draghiribelli propongono alcuni principi con cui hanno immaginato #occupiamobancaditalia e invitano chi parteciperà alla manifestazione a condividerne lo spirito e le modalità.

#occupiamobancaditalia nasce dal contagio e dalla diffusione virale di linguaggi e strumenti comuni. #occupywallstreet o le acampadas spagnole sono sperimentazioni a cui guardare con entusiasmo. Non ci sono modelli da imitare, ma una pratica da inventare.

#occupiamobancaditalia è una mobilitazione prolungata, ma con forme modulabili. L’obiettivo temporale che ci poniamo per ora va dal 12 al 15 ottobre, quando ci mobiliteremo in tutto il mondo per la giustizia sociale e il cambiamento globale.

Il 12 ottobre alle 16 troviamoci direttamente a Via Nazionale, il più vicino possibile a Palazzo Koch. Vogliamo consegnare una lettera pubblica a Napolitano, per respingere le lettere private di Draghi e Trichet. Perché se il capo dello Stato si è dimenticato che la sovranità spetta al popolo, e se il governatore di Bankitalia diventa presidente della Bce, bè, siamo messi proprio male. Meglio suonare la sveglia.

Già dalla faccia incartapecorita di Draghi si intuisce che non ci vorrà fare entrare e partecipare al convegno. Allora ci metteremo davanti alla Banca d’Italia e mostreremo che la democrazia sta fuori da quel palazzo, e noi da fuori la riconquistiamo. Faremo interventi, analisi, proposte, ci saranno bande musicali e artisti. Se daremo fastidio ci cacceranno. Se ci cacciano, torneremo in molte più persone.

Il 12 cerchiamo di essere tanti. Facciamo un bagno di democrazia, siamo il 99%! Esploriamo strade inedite per coinvolgere tanti altri e diventare ogni giorno di più. Conquistiamo uno spazio di parola e difendiamolo, senza il feticcio di quattro mura. Saremo stanziali e mobili. Sappiamo che il potere e le responsabilità sono diffuse, circolano nei mercati finanziari, nelle banche, nelle istituzioni, nelle imprese, nelle agenzie.

C’è posto per tutti, basta poco. Vogliamo fare una cosa nuova, dove ci sia spazio per chi non ne può più della casta, degli speculatori e dei banchieri che decidono sulle nostre teste. Diamo un suggerimento: non portiamo bandiere e segni identitari. Facciamo più cartelli e meno striscioni. Così nessuno mette cappelli e timbri. Facciamo tante machettes, manifesti, adesivi, agili, creativi, con scritto cosa rifiutiamo, ma anche cosa vogliamo. Ci saranno i draghi, di ogni colore, forma e materiale.

#occupiamobancaditalia è un esperimento. Dall’intelligenza collettiva dipende la sua riuscita.

#occupiamobancaditalia è una creative common. Tutti la possono usare, nessuno se ne può appropriare. Share-alike!

Draghi Ribelli

 

segui @draghiribelli su Twitter

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