Nuovo Isee. Aperture in commissione cultura: servono nuove soglie

by / Commenti disabilitati su Nuovo Isee. Aperture in commissione cultura: servono nuove soglie / 171 View / 25 febbraio 2016

Oggi il Consiglio Nazionale Studenti Universitari è stato ricevuto in audizione presso la Commissione Cultura della Camera dei Deputati, sulla tematica del nuovo Isee.

In tale occasione è stato presentato un documento che riassume da un lato alcuni dati essenziali per descrivere la situazione del diritto allo studio nel nostro paese, dall’altro alcune proposte per intervenire sull’emergenza Isee. L’erogazione delle borse di studio riguarda circa l’8% degli studenti, una percentuale irrisoria rispetto a quella degli altri paesi europei. La situazione quest’anno è gravata dall’introduzione del nuovo Indicatore della situazione economica equivalente che portando un innalzamento medio dell’indicatore comportando l’esclusione di molti dai benefici del diritto allo studio.

L’obiettivo deve essere quello di ristabilire quantomeno la platea di beneficiari facendola tornare ai livelli precedenti all’introduzione del nuovo Isee, con la prospettiva poi di un ampliamento della platea stessa. Per questo motivo è necessario aumentare sin da subito la soglia Isee, almeno a 23000 e ragionare circa l’abolizione dell’indicatore della situazione patrimoniale, cioè l’ISPE.

Su questo punto i parlamentari che si sono esposti tra cui l’onorevole Ghizzoni (PD), Vacca (M5S)  e Pannarale (SI) hanno dimostrato disponibilità. Questa apertura è importante anche se non permette di sanare la situazione per il presente anno accademico, ma solo a partire dal prossimo, nel quale entreranno in vigore le eventuali nuove soglie. La problematica ora passa a regioni e atenei ai quali chiediamo rispettivamente di aprire bandi straordinari, nel caso non fosse già stato fatto, e di esentare dalla tassazione gli studenti esclusi dai bandi ordinari.

Ovviamente la discussione ha riguardato anche il tavolo di lavoro sulla riforma dei Livelli Essenziali delle Prestazioni per l’accesso ai benefici del Diritto allo Studio. Non esisteranno vere riforme però se non vi è la volontà di investire nel capitolo del diritto allo studio, a prescindere da chi ne assumerà la gestione, poichè i 54 milioni aggiunti quest’anno in Legge di Stabilità non sono sufficienti, come più volte abbiamo ribadito, per coprire tutta la platea di idonei. Serve inoltre un chiara divisione di competenze e regole che impediscano l’attuale sperequazione tra i livelli di servizi che sono garantiti dalle diverse regioni.