Non in nostro nome una riforma contro i giovani!

by / Commenti disabilitati su Non in nostro nome una riforma contro i giovani! / 7 View / 4 aprile 2012

Share

Oggi il presidente del consiglio Monti e la ministra Fornero hanno presentato una bozza di articolato della riforma del mercato del lavoro, una riforma che ha dominato la discussione politica italiana in queste settimane e avrà profonde ricadute sulle vite di tutti i lavoratori, i precari e i giovani del nostro paese.

Come studentesse e studenti che in questi anni si sono mobilitati contro la la distruzione di scuola e università rifiutiamo con forza le proposte presentate oggi dalla ministra che non mirano ad eliminare la precarietà nel nostro paese: esempio lampante è la centralità che ha nel discorso della Fornero il contratto di apprendistato che, totalmente slegato da un percorso di formazione utile ad accompagnare lo studente in un percorso misto scuola-lavoro, avrà la funzione di introdurre tanti giovani in un sistema di precarietà, peggiorando inoltre le condizioni di sfruttamento a cui sono sottoposti tanti studenti.

Espriamo forti critiche alle dichiarazioni della ministra Fornero quando annuncia di voler intervenire sul comparto della formazione assieme al ministro Profumo: fino ad oggi tutte le decisioni prese sul comparto della formazione dal ministro dell’istruzione sono state in totale continuità con le politiche della ministra Gelmini che avevano l’unico obiettivo di privatizzare l’università, come dimostrano ad esempio gli ultimi provvedimenti approvati sulla scuola e sull’università.

La nuova riforma del mercato del lavoro viene presentata oggi come necessaria al paese allo scopo di eliminare il dualismo tra garantiti e non garantiti non riusciamo però a comprendere come si possa pensare di tutelare i tanti precari eliminando diritti e tutele e in particolare l’articolo 18, che viene “spacchettato” tra tre tipologie di licenziamento senza giusta causa: discriminatorio, disciplinare ed economico. Questo spacchettamento, presentato ancora una volta come necessario per attirare gli investimenti stranieri, impedire la fuga delle imprese all’estero e risolvere tutti i mali del mercato del lavoro italiano, appare sempre di più come uno svuotamento dell’articolo stesso. Nè ci risulta molto chiaro come la Ministra intenda raggiungere l’obiettivo di rendere il contratto a tempo indeterminato il contratto prevalente, pur mantenendo invariate tutte le altre forme contrattuali, a parte alcuni piccoli ritocchi utili soprattutto in caso di ricorso.

Crediamo che le proposte del ministro non siano basate su criteri di equità ed efficienza che vengono sbandierati simbolicamente, non comprendiamo che tipo di equità esista nel continuare ad eliminare dei diritti per tanti lavoratori e non investendo sugli ammortizzatori sociali, non crediamo possa essere sufficiente far costare di più i contratti a tempo determinato se poi questi fondi sono utilizzati per un’assicurazione (Aspi) che non amplia le tutele alle migliaia di precari che oggi non hanno nessun tipo di garanzia.

Siamo convinti che la riforma del mercato del lavoro sia una svolta storica, come l’ha definita il premier Monti, però verso la precarietà: non vengono eliminate le 46 forme contrattuali atipiche, che determinano la precarietà di una generazione, viene proposto l’ampliamento dell’apprendistato e il rafforzamento – senza strumenti per attuarlo – del contratto a tempo indeterminato, svuotato però di una delle sue più importanti tutele: l’articolo 18.

Noi studentesse e studenti rifutiamo con forza tutte le ultime proposte del governo che mirano a privatizzare i saperi e precarizzare le nostre vite, la ministra Fornero deve sapere che se si presenterà nelle università, come ha dichiarato, cercando di difendere una riforma del lavoro che ha l’obiettivo di aumentare la precarietà di una generazione, sarà accolta dalle proteste di migliaia di studenti pronti a lottare per il loro futuro e per i loro diritti.

Rete della Conoscenza