Non ho futuro. Palermo – si uccide un dottorando

Non ho futuro. Palermo – si uccide un dottorando

by / Commenti disabilitati su Non ho futuro. Palermo – si uccide un dottorando / 226 View / 16 settembre 2010

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Intervento di Roberto Iovino sulla tragica vicenda di Norman Zarcone.


Norman Zarcone si è suicidato, si è tolto la vita per l’insopportabile peso di “non avere un futuro”. Lo ha scritto lui, questa volta non è un invenzione dei giornali o di qualche facinoroso che protesta il primo giorno di scuola. Lo ha scritto lui e son sicuro, pur non conoscendolo, che la mano in quel momento tremava. Dottorando in filosofia del linguaggio, laureato con 110 e lode, 27 anni, da qui a pochi mesi il suo dottorato sarebbe finito, nessuna prospettiva di una carriere universitaria.

Mi chiedo se Norman non fosse un’eccellenza del nostro paese e sono convinto di si. Per mantenersi Norman faceva il bagnino ma sono convinto che provasse un amore smisurato per la la conoscenza, per quella filosofia che aveva studiato, che aveva scelto di studiare. Noi viviamo in un paese di Merda. Se vuoi fare carriere ti devi prostituire, Norman aveva deciso di studiare.

Omicidio di Stato, avrà pensato anche questo mentre la mano tremava. Ha pensato di farla finità proprio dal settimo piano della sua facoltà che tanto amore per il sapere gli ha donato ma che tanto dolore gli ha provocato per l’ignoranza altrui.

Complimenti signori miei, ripeto, Omicidio di Stato, un altro.

Io Norman non lo conoscevo ma sento il suo dolore. Sento la sua angoscia, la profondità del suo monito, la drammaticità della sua fine, la sento, la sento a tal punto che mi trema la mano.

Io Norman non lo conoscevo ma sento il suo dolore. Sento il dolore dei “senza futuro”, di quelli che pagano l’ingordigia altrui, le vittime sacrificali sull’altare del profitto, della lotta per un potere che per Norman ha significato morte.

Io Norman non lo conoscevo ma sento il suo dolore. Sento il peso della precarietà delle nostre generazioni, sento la volgarità dei governanti, il disprezzo per la vita altrui.

Caro Norman io non ti conoscevo ma ti odio. Ti odio perchè hai dato loro il potere privarti della cosa più bella che avevi. Stai sicuro che domani ci sarà un’altra scuola leghista inaugurare, un’altra conferenza stampa da convocare, un altro tangente da intascare, un altro sindaco da ammazzare, un altra voce di bilancio da tagliare, un altro Gheddafi da ospitare. Norman domani non cambierà nulla, non ti hanno rispettato da vivo, stai sicuro che non lo faranno da morto.

Caro Norman scusa, in fondo non ti conoscevo ma è come se fossimo cresciuti insieme, la tua storia la conosco è la storia delle nostre generazioni. L’ultima parola però la lascio a te: “La libertà di pensare e anche la libertà di morire. Mi attende una nuova scoperta anche se non potrò commentarla”.