Napoli: Appello per il 17 novembre: per una piazza comune e radicale

by / Commenti disabilitati su Napoli: Appello per il 17 novembre: per una piazza comune e radicale / 6 View / 9 novembre 2011

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Ce lo siamo chiesti un po’ tutti in queste settimane..Come si va oltre il 15 ottobre, come si raccoglie il potenziale conflittuale che si è espresso in quella giornata romana e che indica una sofferenza globale nel mondo della crisi e dell’austerity..

A distanza di un mese, il 17 novembre, storica giornata di mobilitazione studentesca, si propone come la grande occasione per scendere nuovamente in piazza in tanti con due esigenze  fondamentali:

-Rimettere al centro dell’attenzione  le questioni, i bisogni, le insofferenze che ci hanno portato in piazza il 15 ottobre e che sono alla radice di questo grosso movimento contro la crisi che, in forme diverse, vive dall’ America alla Grecia, dalla Spagna all’Islanda.

 

-Rispondere con nettezza, forza e unità alla spinte repressive post 15 ottobre, alle aberranti limitazioni del diritto a manifestare costruite con le campagne delatorie di Repubblica, seguite con le discussioni sulla legge reale e sul daspo e soprattutto concretizzate nel corteo romano del 3 novembre dove gli studenti medi sono stati sequestrati alla stazione Tiburtina, caricati a più riprese e schedati in massa; dove, senza precedenti, la polizia è entrata nelle scuole a controllare i registri dei presenti e degli assenti..

Siamo evidentemente in una fase complicata per il paese in questo momento, (la bancarotta alle porte e un governo tecnico non troppo lontano) non possiamo in nessun modo ricadere nelle contrapposizione tra piccole opzioni politiche soggettive, lontane e incomunicabili ai più, che rischiano di scavalcare un’esigenza collettiva immediata che sta non solo nel bisogno di difendersi dagli attacchi che vengono portati dall’esterno, ma dalla necessità di rispondere andando in avanti.

E’ per questa ragione che sul 17 novembre, insieme tra diversi, abbiamo provato a mettere in campo lo sforzo di costruire spazi, quanto più, pubblici e condivisi. Evitando di marcare i nostri percorsi soggettivi se non negli obbiettivi politici che ci stiamo provando a dare.

Alcuni collettivi autonomi di studenti medi e l’Unione degli studenti Napoli hanno trovato una sintesi che oggi riteniamo necessaria, lanciando il corteo da piazza Mancini al di là delle sigle, come “studenti precari napoletani”, provando a mettere da parte anche le proprie identità nella speranza di trovare un’unità tra gli studenti delle scuole superiori che crediamo fondamentale soprattutto se pensiamo al 3 novembre romano e in vista della manifestazione nazionale di Casa Pound a Napoli del prossimo 26 novembre.

Per questo ci siamo impegnati in prima persona a costruire un percorso pubblico nell’assemblea dell’Orientale per provare a costruire una piazza di precari e studenti universitari da Piazza del Gesù, a cui si sono già aggiunti i Cobase e la Cub convocando uno sciopero generale. Non riteniamo che le nostre assemblee siano il centro del mondo, ma nel nostro piccolo abbiamo provato ad evitare in tutti i modi che si riproducesse questa moda, davvero malsana, della corsa alla convocazione delle piazze sui social network. Pensiamo che quest’atteggiamento, fatto da assurde discussioni tra gruppi diversi sulla “proprietà” della piazza, prelude solo uno scontro soggettivo folle e distruttivo.

Siamo convinti che quel giorno il movimento napoletano, e soprattutto le studentesse e gli studenti, debbano provare a compiere un salto di qualità. Per questo noi proponiamo di scendere in piazza senza striscioni (almeno a piazza del Gesù) componendo una testa fatta solo dai Book Block che sono stati il simbolo delle lotte nel mondo della formazione degli ultimi 2 anni: li abbiamo visti comparire a Roma lo scorso autunno ma anche a Berkley, Madrid e Londra. Potrebbe essere a nostro avviso un segnale di continuità con il recente passato e potrebbe caratterizzare uno spazio non identitario di condivisione su una pratica.

Nonostante tutto ciò, pensiamo che senza la presenza vera, della componente studentesca, ogni discorso lascia il tempo che trova, per questo metteremo in campo la costruzione di altri momenti pubblici che provino a sviluppare la partecipazione della componente dei precari e degli universitari alla giornata del 17 e attraverseremo quelli che ci saranno.

Aprire però una discussione tra tutti e tutte sugli obbiettivi minimi che quella giornata potrà darsi sarebbe un segnale di onestà politica, ma se l’unità di cui tanto si parla  non dovesse palesarsi nelle cose non pensiamo che si debba forzare la realtà, ma anzi ognuno nelle sue specificità ha legittimità di svolgere i proprio percorsi. L’unica cosa che però pensiamo si possa fare, è comunque, condividere un orizzonte minimo sugli obbiettivi della giornata, in modo da poter in qualunque caso provare a costruirne una narrazione comune.

Il 10 novembre nell’aula Matteo Ripa si terrà assemblea pubblica sul 17 novembre, soggettivamente abbiamo la necessità di affrontare due questioni centrali, ma siamo aperti a qualsiasi esigenza venga da quell’assemblea:

– 1. Complessità. Necessità di costruire un attraversamento largo del corteo di studenti e precari non identitario .

-2. Radicalità. Necessità di condividere un obiettivo politico minimo di quella giornata. La priorità è quella di essere in tanti e rifiutare divieti e zone rosse.

Invitiamo tutti e tutte a partecipare.

Scriviamo queste poche righe, come sforzo soggettivo nella speranza di poter superare in avanti ciò che ci ha lasciato il 15 ottobre, ma visti gli atteggiamenti delle ultime settimane a Napoli, siamo anche consapevoli della difficoltà della riuscita dei nostri intenti. Se in piazza il 17 ci dovessimo trovare ancora nelle condizioni in cui siamo oggi, non ne saremo stupiti, ne tanto meno però siamo disposti a subire la giornata come avvenuto in passato. I nostri obbiettivi sono chiari, ci auguriamo che ci sia la stessa chiarezza da parte di tutt@.

P.s. Siamo anche consapevoli che il governo Berlusconi potrebbe non essere in carica per quella giornata, che un governo tecnico , di unità nazionale interamente gestito dalla Bce, possa aver preso il suo posto. Questa evenienza potrebbe cambiare ancor più gli scenari, anche in termini di chiusura di agibilità per i movimenti: non si tratta di spaventare ma di prendere consapevolezza.

Nella speranza di essere tanti e numerosi in quelle piazze

I compagni e le compagne dell’Aula Flex, Aula LP, Zero81, Link Napoli