08/2/2010 Napoli, campagna elettorale alla presidenza della regione di Vincenzo De Luca.

[Napoli] 52 mln per le residenze universitarie, De Luca vuole investire o mente?

by / No Comments / 49 View / 19 febbraio 2016

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Vincenzo De Luca ha annunciato di voler stanziare 42 milioni di euro per le residenze universitarie a Napoli. Il piano sarebbe incluso nell’ottica di rivalutazione della zona di Bagnoli (ex Italsider), luogo da decenni in attesa di una seria bonifica, attorno al quale si gioca una sfida importante fra Regione e Comune, per i progetti di rivalutazione e edilizia che avranno luogo in un ‘angolo di paradiso’ insudiciato dai residui inquinanti dell’industria.

Di questi tempi leggere di uno stanziamento importante per l’edilizia universitaria, è sicuramente cosa rara, soprattutto se sene parla in Campania. Ben venga quindi lo stanziamento, a patto che i lavori si svolgano in tempi celeri: Napoli ha un disperato bisogno di posti letto per universitari. Inoltre, il fatto che sia stato portato l’esempio di Bagnoli come luogo dove costruire le residenze, se da un lato rappresenta un’opportunità per la rivalutazione della zona, dall’altro rischia di rappresentare un cuneo se il progetto verrà presentato nell’ottica dell’attuazione dello “Sblocca Italia”, volto ad una gestione privatistica della rivalutazione del territorio e che vede una forte opposizione da parte del territorio stesso, oltre che da parte del Comune, che rischia di essere estromesso dalla progettazione urbana di una delle zone più popolate di Napoli.

E di certo dal punto di vista dei trasporti l’area di Bagnoli è collegata da poche linee di autobus e metropolitana, perlopiù malfunzionanti. Emblematico il caso della cumana, che vive l’imbarazzante condizione di un servizio quasi inesistente: gli stessi treni dal 1991, una corsa ogni 20 minuti, più volte all’anno si verificano sospensioni del servizio dovute a guasti e piccoli deragliamenti fin troppo comuni (l’ultimo il 17 Febbraio 2016). Qualsiasi sviluppo e rivalutazione del territorio deve avvenire in modo organico: la Cumana è di competenza della Regione Campania, e sarebbe anche ora che ci si assumesse l’impegno di sanare la situazione della linea su ferro più antica di Napoli, per non correre il rischio di costruire cattedrali nel deserto.

Infine, dallo stanziamento di fondi alla loro erogazione, ne passa di acqua sotto i ponti: siamo fin troppo abituati a promesse non mantenute, al dimenticatoio in cui vengono lasciate le zone ‘difficili’ o che vivono problematiche non sanabili se non attraverso un approccio concreto e serio della politica in ascolto ai cittadini, oppure i soliti progetti lasciati incompleti a dalla durata interminabile per una fuoriuscita di denaro non sempre facilmente identificabile.

Quest’anno la Regione ha fatto un forte investimento sulle borse di studio, mentre i fondi della tassa regionale per il diritto allo studio dell’A.A. 2014/15 dell’Orientale e Federico II giacciono ancora nelle sue casse. Sarebbe bene che gli annunci si accompagnassero ad una continuità di gestione delle risorse: un’annualità di studenti borsisti è in attesa delle borse di studio. In tal senso, ricordiamo, alla giunta regionale, anche l’importanza dell’innalzamento delle soglie ISEE e ISPE per l’accesso alla borsa di studio, sul quale già c’è una risoluzione approvata dal consiglio regionale. In tal modo si mitigherebbero gli effetti negativi del nuovo ISEE sui richiedenti borsa di studio, che ha provocato un calo degli idonei a riceverla del 21% su base nazionale, in linea con i dati in nostro possesso riguardo la Campania, che con una soglia ISEE di €15.900, vanta uno dei criteri più escludenti fra tutte le regioni italiane.

Vogliamo che alle parole corrispondano fatti e che gli studenti siano rappresentati nella maniera più partecipativa possibile, e in una porzione tale da essere incidente nelle decisioni che in primo luogo li toccano! Siamo stanchi di essere invisibili! E soprattutto non vogliamo che i nostri luoghi della formazione siano usati come passerelle, così come Napoli diventerà se la sua candidatura alle Universiadi rappresenterà solo ed esclusivamente ragione di investimenti poi lasciati a se stessi dopo il momento decisivo. Vogliamo che i Saperi siano il centro del dibattito formativo, che sia decisivo il loro ruolo nella società e che la decisionalità in ogni città e regione guardi e ascolti gli studenti!

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