Monti, finanza, sovranità. Intervista a Luciano Gallino

by / Commenti disabilitati su Monti, finanza, sovranità. Intervista a Luciano Gallino / 18 View / 12 novembre 2011

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Professor Gallino, si è chiusa una parentesi politica durata 17 anni e se ne apre un’altra con un governo di tecnici. Da più parti giunge l’allarme che un governo guidato da Monti possa rispondere più all’Europa e al mondo finanziario che all’Italia. Abbiamo rinunciato alla sovranità nazionale?
La sovranità è stata abbandonata da tutti i governi europei già da qualche tempo. E’ chiaro che predominano di gran lunga gli interessi economici più o meno visibili e in primo luogo gli interessi dei grandi gruppi finanziari. L’Europa non ha fatto ciò che avrebbe dovuto nel 2008 e nel 2009 quando regnava la paura dei fallimenti finanziari. Avrebbe dovuto fare una significativa riforma del sistema: non l’ha fatto e adesso si ritrova addosso il peso delle grandi banche con i loro problemi di bilanci e ricapitalizzazioni.
L’Europa ha di fatto consegnato le chiavi di casa al sistema finanziario, non soltanto quelle del nostro paese. Ciò non è avvenuto, come si legge, per un’affermazione della finanza sulla politica: la politica stessa con anni e anni di legislazione favorevole ha aperto ogni argine possibile alla società finanziaria. Quella che abbiamo di fronte è una nuova crisi indotta da questa sregolatezza: sembra che i governi europei non abbiano imparato nulla dal 2007 in poi.

Crede che il governo tecnico toccherà ciò che la politica, per ragioni di consenso, non ha avuto il coraggio di fare? Il welfare è a rischio?
Bisognerà vedere quali sono le prime dichiarazioni d’intenti. Non mi pare il caso di anticipare delle previsioni perché il candidato premier è sicuramente un liberista, uno che va molto d’accordo con le banche… poi bisogna tener presente che con i ruoli che vengono assunti nel corso della vita, le persone cambiano: basti ricordare che Monti è stato allievo di Tobin e la Tobin tax, vent’anni fa, era la bandiera dell’intellighenzia di sinistra: adesso la richiede persino il parlamento europeo e la commissione europea.
Aspetterei di vedere i primi provvedimenti. Aggiungerei, comunque, che dopo il governo incompetente che abbiamo avuto per tanto tempo, 12 -13 anni su diciassette, un qualunque governo dalla faccia onesta, credibile e competente, è il benvenuto.

Come giudica il comportamento dei mercati che di fatto hanno determinato il cambio di governo?
Sicuramente la troika (Fmi, Commissione europea e Bce) ha operato come portavoce del sistema finanziario che da decenni chiede di tagliare le pensioni, facilitare i licenziamenti, privatizzare i beni comuni. Il messaggio è quello dell’ulteriore espansione del capitalismo finanziario in ogni direzione. Per concludere, vorrei dire che quello che in superficie appare come un messaggio economico nella sostanza, è un intervento marcatamente politico.

(12 novembre 2011) Nicola Sessa – Peacereporter.net