Ministra Giannini lancia spot sull’Università, ADI, LINK e Rete Ricerca Pubblica: subito risposte concrete su finanziamenti, dottorati di ricerca e tasse studentesche

by / Commenti disabilitati su Ministra Giannini lancia spot sull’Università, ADI, LINK e Rete Ricerca Pubblica: subito risposte concrete su finanziamenti, dottorati di ricerca e tasse studentesche / 286 View / 1 luglio 2014

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Nei giorni scorsi la Ministra dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca Stefania Giannini ha annunciato a mezzo stampa una serie di importanti interventi sul sistema universitario. Gli interventi dovrebbero riguardare numerosi aspetti tra cui: nuovi meccanismi per la ripartizione delle risorse destinate agli atenei in base a valori standard (costo standard per studente) e premialità, la revisione dell’abilitazione nazionale, un piano di reclutamento quadriennale per l’assunzione di 6.000 ricercatori l’anno, il rilancio dei dottorati attraverso il dottorato industriale e la revisione della si sistema della contribuzione studentesca.

In attesa di poter leggere i documenti ufficiali attraverso cui prenderanno forma questi interventi e di avere un quadro più preciso dei parametri che verranno adottati per realizzarli, il Segretario nazionale ADI, Antonio Bonatesta commenta: “Nuovi meccanismi di ripartizione delle risorse per gli atenei dovrebbero essere finalizzati prioritariamente a un miglioramento della qualità media complessiva del nostro sistema universitario e non a penalizzare realtà già in difficoltà, spesso a causa delle caratteristiche del contesto in cui operano. Il rilancio del dottorato – continua Bonatesta -, ancor più che dalle sinergie con il mondo delle imprese, dovrebbe passare attraverso un miglioramento delle condizioni in cui vivono e fanno ricerca migliaia di dottorandi. Questo significa, in prima battuta, l’abolizione delle tasse che colpiscono ingiustamente oltre il 40% di loro per poi arrivare alla copertura completa di tutti i posti di dottorato con una adeguata remunerazione, il giusto riconoscimento per il lavoro che svolgono quotidianamente all’interno delle università.”

“La Ministra Giannini ha inoltre paventato – prosegue Alberto Campailla, Portavoce Nazionale di LINK – Coordinamento Universitario – la possibilità di una revisione della normativa circa la contribuzione studentesca. Laddove questo proposito trovasse riscontri concreti diciamo sin da subito che il provvedimento dovrà necessariamente essere indirizzato da una parte verso una reintroduzione del parametro del 20% del rapporto tra tasse universitarie e finanziamento statale ricomprendendo il gettito derivante dalle tasse degli studenti fuori corso dal calcolo del rapporto e dall’altra verso l’ampliamento di una “No Tax Area” per gli studenti con redditi inferiori a 20.000 € I.S.E.E, richiesta quest’ultima sbandierata proprio dal MIUR per bocca della Sottosegretaria On. Angela D’Onghia in occasione di un’audizione alla Camera svoltasi nel Dicembre 2013.
I recenti aumenti delle tasse in molti atenei tra cui Pisa, Bari, Politecnico di Bari, Foggia e Campobasso sono una allarmante riprova”.

Quanto all’accorpamento, all’aggregazione e alla razionalizzazione degli Enti di Ricerca – ha commentato Federica De Luca, Rete Ricerca Pubblica – non siamo noi a dire che finora non ha funzionato neanche una di queste operazioni già operate da Tremonti e da Monti, ma la Corte dei Conti, che ha sottolineato l’aggravio per le casse dello Stato derivante dall’inefficienza dei decreti attuativi successivi.

Ci era sembrato di capire che il Ministro Madia stesse lavorando ad un ridisegno della Governance degli Enti e come Rete Ricerca Pubblica abbiamo dato il nostro contributo al dibattito (per adesso arenato alla presidenza del Consiglio): pensiamo sia prioritario occuparsi della governance del Sistema degli Epr e del finanziamento degli Epr, per poi pensare ad eventuali accorpamenti o collaborazioni trasversali fra Epr Vigilati dal Miur ed Epr Vigilati da altri Ministeri. I veri punti critici relativi agli Enti di Ricerca non sono certo gli sprechi ma i 10.000 precari e i fondi che non bastano più neanche per gli stipendi”.