METTONO E TOLGONO NUMERI PROGRAMMATI: CAMBIA IL SISTEMA MA LA SELEZIONE RESTA

by / Commenti disabilitati su METTONO E TOLGONO NUMERI PROGRAMMATI: CAMBIA IL SISTEMA MA LA SELEZIONE RESTA / 35 View / 27 gennaio 2019

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Riprendiamo la riflessione di Link – Studenti Indipendenti Ferrara, sulla sperimentazione di un nuovo modello di accesso al Corso di Laurea di Medicina e Chirurgia nell’ateneo ferrarese

Il 25 gennaio, il Rettore Zauli, dell’Università di Ferrara, ha incontrato il Viceministro dell’Istruzione Fioramonti, in una tavola rotonda a porte chiuse, per discutere di un modello sperimentale di accesso al Corso di Laurea di Medicina e Chirurgia.

Entrambe le parti sono sembrate molto inclini a far partire questo progetto e pare che già dal prossimo aa 2019/2020 verranno introdotte le sostanziali modifiche che spieghiamo di seguito: come ogni anno, tramite il test di ingresso nazionale, potranno accedere al Corso di Laurea circa 185 studenti. Oltre a questo tipo di accesso, sarà permesso a 600 studenti di immatricolarsi al primo anno di corso di studi, senza lo svolgimento del test di ingresso, ma con la previsione di alcuni requisiti (tra questi potrebbe esserci il possesso di una certificazione di lingua inglese, probabilmente il First Certificate, e un test psico-attitudinale).

Gli studenti e le studentesse potranno scegliere una sola delle due modalità per tentare l’accesso alla facoltà di Medicina e Chirurgia nell’ateneo di Ferrara.

La sperimentazione avrà la durata di 6 mesi, dunque un solo semestre, entro il quale i 600 student* dovranno però conseguire tutti e 32 i cfu degli esami previsti per il semestre, con una media uguale o superiore al 27, per poter continuare a studiare Medicina, altrimenti verranno spostati (non si sa bene con che modalità) nel Corso di Laurea di Biotecnologie mediche. Verranno inoltre modificati gli esami da sostenere al primo anno, anticipando alcuni esami del secondo anno e spostando il modulo di Medical Humanities al posto degli esami anticipati.  Differentemente da quanto dichiarato dall’amministrazione di Unife a seguito della riunione, non sarà possibile mantenere “standard di qualità elevati” e gli esami dovranno essere necessariamente erogati a crocette, modello già applicato nel corso di Biotecnologie e giustamente accolto negativamente dalla comunità studentesca interessata.

Chi non dovesse riuscire a passare tutti gli esami del semestre e con la media indicata, sarà costretto ad abbandonare il corso di Medicina e verrà sostanzialmente reindirizzat* verso il Corso di Laurea in Biotecnologie Mediche, che partirà dall’aa 2019/2020 e sarà a numero aperto.

Il Corso di Laurea in Biotecnologie verrà invece riportato a numero chiuso per un massimo di 100 studenti per l’aa 2019/2020.

La prima questione che emerge è l’esclusione degli studenti dal processo decisionale che porterà all’avvio della sperimentazione. Già negli scorsi anni molte misure adottate dall’ateneo sono state gestite senza una consultazione o un ascolto delle richieste degli studenti e delle studentesse, che da un anno all’altro si sono visti costretti a cambiare totalmente il modo di vivere la vita universitaria.

Anche in questo caso specifico, rispetto al Corso di Medicina, vista la tavola rotonda a porte chiuse, con la presenza del Viceministro,  risulta evidente la mancanza di confronto e di chiarezza. Vogliamo che gli studenti e le studentesse vengano ascoltati nel momento in cui si cambiano le regole in corso d’opera, prendendo decisioni sulla loro vita universitaria.  

Dal nostro punto di vista, il numero chiuso è sempre stato uno strumento che lede il diritto allo studio di studenti e studentesse e che, soprattutto a Medicina, mette a serio rischio il funzionamento del Servizio Sanitario Nazionale, vista l’enorme carenza di medici e specialisti. Riteniamo inoltre che un aumento del numero di studenti e studentesse, nella città di Ferrara, che è stato spesso raccontato come un problema, sia invece un arricchimento per la città dal punto di vista sociale e culturale.

Questa sperimentazione, però, non va a mettere in discussione quel sistema: da una parte, infatti, sposta solo le tempistiche della selezione, imponendo agli student* di svolgere obbligatoriamente 32 cfu in un semestre con una media pari o superiore al 27 per dimostrarsi “motivati” e dunque degni di rimanere in corso; dall’altra, per ora, non prevede quei finanziamenti necessari per garantire didattica, aule, alloggi e diritto allo studio, alle centinaia di studenti che entreranno all’interno del Corso di Laurea.

Nonostante riteniamo fortemente di dover superare la Legge Zecchino, figlia delle esigenze del suo tempo, formulando una modalità di accesso che sia orientata più che all’esclusione, all’inclusione di chi si candida ad aspirante medico, riteniamo altrettanto doveroso e indispensabile che, per arrivare ad un superamento reale del numero chiuso, sia necessario investire immediatamente in:

  • capienza delle aule a disposizione

Attualmente una criticità nell’apprendimento dei saperi è di natura ‘fisica’: il sovraffollamento delle aule, che non permette una qualità didattica anche solo lontanamente dignitosa.

Nonostante l’ateneo ferrarese abbia a disposizione dei padiglioni fieristici per lo svolgimento delle lezioni dell’attuale corso di Biotecnologie, i disagi per gli studenti rimangono comunque gravi: non vi è, ad esempio, la possibilità di un confronto diretto con il proprio docente, a meno che non si sia disposti ad affrontare lunghe file che talvolta dilatano l’ordinario orario delle lezioni.

  • laboratori scientifici per la didattica e relative attrezzature
  • personale docente
  • supporto allo studio e all’apprendimento (aule studio, biblioteche, tutorato)
  • alloggi
  • trasporti

L’ordinaria organizzazione complessiva degli insegnamenti per ciascun Corso di Laurea prevede un numero dei posti a sedere adeguato. La presenza deve essere garantita a tutti gli studenti in quanto rientra nei doveri dell’Università e nei diritti dello studente che paga una sostanziosa retta universitaria. E’ importante inoltre porre l’accento sull’organizzazione degli esami. La modalità di svolgimento di questi ultimi, che più si predilige a Medicina è di tipo orale, pertanto un così cospicuo numero di student* implica eccessive lungaggini nello svolgimento degli esami.

E’ sufficiente pensare che se con un numero di student* inferiore a 200 un esame orale può richiedere fino a una settimana, lasciamo a voi immaginare quanto tempo in più richiederebbero esami orali per 600 persone se non viene previsto un numero maggiore di docenti che interroghino.

Oltre a questo, gli studenti saranno selezionati con due diversi modelli di selezione, chi tramite test e graduatoria nazionale, chi tramite la sperimentazione. È evidente che questo tipo di sperimentazione, non solo crea una doppia modalità di accesso, ma costringe lo studente a scegliere tra due modelli di selezione che in ogni caso non gli daranno alcuna certezza di poter effettivamente studiare Medicina.

Nonostante la sperimentazione venga presentata come un’opportunità in più per studiare, essa, da una parte prevederà un carico di studio insostenibile e una competizione ancora maggiore tra gli studenti, dall’altra sarà una possibilità esclusiva per chi può permettersi di recarsi a Ferrara per studiare.

Tutto ciò è evidentemente problematico, dal momento che, a livello nazionale, dovrebbero essere garantite le stesse modalità e possibilità di accesso.

Ci sorprende inoltre, l’approvazione del Viceministro di fronte a questa proposta. In questi mesi molto spesso il Governo ha fatto appello alla necessità di garantire il diritto allo studio a tutti, mettendo in discussione il sistema del numero chiuso. Questi 600 posti in più, in un solo ateneo, con una vera e propria impossibilità di superare i requisiti richiesti per accedere al secondo semestre, per quanto rappresentino un tentativo di modificare il sistema esistente, non ne mettono in discussione le basi. Si apre un corso, per chiuderne altri, si sostituisce ad un modello di selezione, una selezione ancora più dura.

Negli scorsi mesi i rettori hanno dichiarato che gli atenei possono sostenere circa il 50% dei posti in più degli attuali, che andrebbero ad ampliare la platea su tutto il territorio nazionale. Si sta discutendo di superamento della Zecchino.

Di fronte a questo, è necessario che questo Governo, non solo investa in modo ingente sull’Università (visto che per ora riceviamo solo tagli) ma che metta in discussione seriamente il numero chiuso, in tutti i corsi di laurea.