Medicina una laurea abilitante? LINK HA UN PIANO!

by / 1 Comment / 1488 View / 28 novembre 2016

Il 12 ed il 13 Novembre gli studenti e le studentesse dei collettivi di Link e non solo dei corsi di laurea in Medicina e Chirurgia, e gli specializzandi di Chi Si Cura di Te, provenienti da tutta Italia, si sono incontrati sui colli senesi per discutere delle tante questioni aperte ed ancora irrisolte del proprio corso di laurea e del futuro che li attende.
Il confronto sulla questione dell’abilitazione medica ha portato alla stesura di un decumento: un piano per risolvere i problemi che gli studenti e le studentesse di medicina affrontano non appena laureati, un piano che porti sul breve periodo ad evitare le lungaggini dell’abilitazione e sul lungo periodo a rendere definitivamente abilitante la laurea in Medicina e Chirurgia.

L’abilitazione medica è da tempo materia di discussione sia tra gli studenti sia all’interno della Conferenza Permanente dei Presidi dei CLM in Medicina e Chirurgia.
LINK Area Medica, quale gruppo composto da rappresentanti degli studenti e delle studentesse di medicina di diverse università italiane operanti anche nel Consiglio Nazionale degli Studenti Universitari, ha ritenuto necessario prendere una posizione sulle modalità con cui avviene l’abilitazione, in quanto risulta una necessità la sua riforma.

Allo stato attuale il conseguimento della laurea in Medicina e Chirurgia non implica l’abilitazione alla professione, che necessita di un ulteriore tirocinio tremestrale e di un esame, che si svolge su scala nazionale due volte l’anno.

L’inevitabile distanza temporale che intercorre tra la laurea e la possibile abilitazione, considerando la frequente mancanza di coordinazione con le date dei test per l’ingresso alla Specialità, abbandona gli studenti di medicina in un periodo di inattività, che ritarda il loro ingresso nel mondo del lavoro anche di diversi mesi.
La qualità della formazione ricevuta e l’adeguatezza del medico all’esercizio della professione, a nostro parere, dovrebbero essere garantite dal superamento delle prove presenti nel percorso di formazione intrapreso, così da evitare mesi di inattività ed ingenti spese per lo studente.

Ad ogni modo ci rendiamo conto del fatto che, attualmente, i tre mesi di tirocinio valutativo previsti dall’esame di stato, rivestono, in alcune realtà, un ruolo didattico oltre che valutativo e, per tale ragione, non riteniamo opportuno eliminare tale prova senza un precedente rimodellamento della didattica tutoriale. Rimodellamento che, a nostro avviso, dovrebbe essere improntato ad una maggiore uniformità tra i vari atenei e all’integrazione dello studente all’interno della realtà ospedaliera e ambulatoriale.

Come adeguare quindi la formazione medica? Noi abbiamo immaginato due percorsi da far maturare in parallelo, con tempistiche differenti ma con un unico obiettivo: la Laurea Abilitante.

Sul breve periodo crediamo che i 3 mesi di tirocinio, periodo essenziale ma principale responsabile del ritardo temporale, debba essere svincolato da una calendarizzazione unica decisa per Decreto Ministeriale. Riteniamo che tutti gli studenti arrivati alla conclusione del 5° anno abbiano le competenze necessarie per iniziare questi 3 mesi che potrebbero così avere il compito di limare gli angoli smussi della nostra formazione pratica: riteniamo opportuno permettere allo studente di svolgere in qualsiasi momento del 6° anno del corso di laurea il trimestre di tirocinio.  Affinché tale facilitazione risulti effettivamente un risparmio temporale per lo studente riteniamo che non debba essere necessario fare tutti i 3 mesi di seguito, ma permettere di separare i 3 mesi in 3 sessioni di 1 mese: 1 mese in una corsia chirurgica, 1 mese in una corsia internistica e 1 mese dal Medico di medicina generale.

Il sistema di valutazione del tirocinio potrebbe rimanere quello attualmente utilizzato, ovvero un libretto di tirocinio in cui sono elencate skills specifiche sulle quali il tutor valuta lo studente.

La prova teorica invece che fine farebbe nel breve periodo?

Crediamo che la prova attuale sia un prova falsata dal fatto che le domande siano estratte da un database noto le cui risposte sono a disposizione degli studenti, rimettendo così alla semplice memoria il superamento della prova.

La prova teorica dovrebbe essere un test che indaghi davvero le conoscenze del neo-laureato e ne metta alla prova la capacità di ragionamento. Per questo riteniamo opportuno che almeno 3/4 delle domande riguardino le materie cliniche e nello specifico  casi clinici. Ovviamente reputiamo necessario che il ministero fornisca un programma dettagliato e una bibliografia di riferimento per la preparazione a tale esame. Riteniamo che il fine della prova di abilitazione sia la verifica della formazione ed idoneità del giovane medico all’esercizio della professione, per questo dovrebbe essere improntata alla verifica delle conoscenze riguardanti tutte le cliniche internistiche (comprendenti cardiologia, pneumologia, gastroenterologia , endocrinologia, malattie infettive ed ematologia), chirurgia generale, chirurgia toracica, chirurgia vascolare e l’ortopedia. Crediamo sia opportuno escludere da tale test le discipline iper-specialistiche che non comprendono il bagaglio culturale necessario per svolgere la professione del medico non specialista. Inoltre riteniamo poco proficua la verifica di una conoscenza enciclopedica come metro di valutazione della preparazione del soggetto in formazione.

Per quanto riguarda il sostenimento della prova teorica, attualmente collocato al termine dei tre mesi in cui si svolge la prova pratica, riteniamo che possa collocarsi in un momento successivo al superamento della prova finale di laurea e che, sempre in un’ottica di snellimento e velocizzazione dell’immissione del giovane medico nel mondo del lavoro, le sessioni debbano essere aumentate da due ad almeno quattro l’anno.

Per quanto riteniamo che tale proposta potrebbe, nel breve periodo, ottimizzare la fluidità del percorso formativo del giovane medico, siamo consapevoli dei suoi limiti e riteniamo quindi opportuno immaginare una soluzione migliore, attuabile però solo sul lungo periodo.

E’, infatti, nostra convinzione che 6 anni di formazione devono essere sufficienti a formare e a farsi garanti delle capacità professionali del giovane medico: i tre mesi di tirocinio valutativo post laurea non devono avere lo scopo di colmare eventuali lacune presenti nella formazione del medico, è il percorso di formazione che deve essere ottimizzato affinché tali lacune non siano presenti.

Per ottenere che il Corso di laurea in Medicina e Chirurgia diventi, come crediamo sia necessaria, una vera e propria Laurea Abilitante è necessario che l’intera comunità accademica ottenga la modifica della legge dell’8 dicembre 1956, n. 1378 che al momento prevede l’Esame di Stato.

I 3 mesi di tirocinio dovrebbero essere così integrati all’interno del normale corso di studi, aumentando così l’importanza della pratica clinica, riformulando la divisione dei CFU tra i vari ambiti disciplinari.
Tale integrazione era tra l’altro già stata ipotizzata, quando una normativa europea emanata nel 2013 ha imposto di aumentare a 5500 le ore di didattica erogate dai corsi di laurea in Medicina e Chirurgia, dal Professor. Zucchi per la Conferenza Permanente dei CLM in Medicina e Chirurgia, e con cui ci troviamo d’accordo.

Si pone la questione di come assicurare che gli Atenei italiani formino tutti dei medici competenti ed adeguati allo svolgimento della professione. Noi crediamo che sia necessario uniformare i piani di studio presenti sul territorio nazionale, attualmente profondamente differenti tra un’università e l’altra. Tale processo, oltre ad ottimizzare l’insegnamento assicurando a tutti gli studenti un base di preparazione teorica comune, base sulla quale si andrebbero poi ad inserire le particolarità di ogni singolo ateneo andando a conferire un valore aggiunto, andrebbe ad affiancarsi e ad inglobare il rimodellamento dell’organizzazione dei tirocini necessario al fine di poter costruire un corso di laurea abilitante. Per quanto riguarda la didattica tutoriale, riteniamo inoltre che sia necessario stimolare una maggiore attenzione allo studente da parte del tutor e implementare attività di laboratorio e di simulazione. A tal fine è fondamentale che sia istituita una valutazione dei tirocini da parte degli studenti così da segnalare i casi di mancata formazione; immaginiamo una valutazione discorsiva e partecipata, che non si limiti alle domande a scelta multipla che costringono i pareri all’interno di recinti di opinione.


Di certo per ottenere risultati così ambiziosi è necessario impegno e coraggio, ma siamo convinti che non sia più possibile rimandare la discussione sulla necessità di una laurea abilitante in Medicina e Chirurgia.

 

Gli studenti e le studentesse di Link Area Medica