MEDICI FANTASMA: CHI SI CURA DEL SISTEMA SANITARIO NAZIONALE?

by / Commenti disabilitati su MEDICI FANTASMA: CHI SI CURA DEL SISTEMA SANITARIO NAZIONALE? / 213 View / 2 settembre 2018

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Anche quest’anno, il 4 settembre, più di 60mila tra studenti e studentesse affronteranno il test di ingresso nazionale per l’iscrizione ai corsi di laurea di Medicina e Chirurgia, a fronte di poco più di 9mila posti disponibili.

Le misure di blocco in ingresso per Medicina e Chirurgia, oltre ad essere un enorme ostacolo per le scelte di studio e di vita di studenti e studentesse appena usciti dalla scuole superiori e ad essere costituite da un test iniquo e dannoso, risultano ancora più gravi se rapportate alla condizione in cui versa il Sistema Sanitario Nazionale italiano.

Secondo i dati, rispetto al 2017, 13milioni di italiani rinunciano alle cure per difficoltà economiche. Ciò è dovuto, tra l’altro, alla carenza consistente di medici all’interno degli ospedali, che conduce ad un aumento delle liste di attesa e all’esigenza di dover ricorrere alle prestazioni dei privati, laddove è possibile, per poter rispondere alle esigenze di cura immediate.

La carenza di medici, inoltre, rapportata alla mancanza di assunzioni, nel corso dei prossimi anni comporterà un calo drastico dei posti letto fino a 40.000 unità, collocando l’Italia all’ultimo posto tra i paesi Europei per quanto riguarda il rapporto  tra posti letti per 1000 abitanti.

A fronte di questa drammatica situazione, nessun governo ha mai inserito un piano di risoluzione delle problematiche del Servizio Sanitario Nazionale nelle priorità dell’agenda politica. Al contrario, le strutture ospedaliere e il materiale sanitario subiscono costanti tagli e riduzioni, dimostrandosi sempre più inadatti alla domanda sanitaria del paese.

Ciò è ancor più evidente quando si parla dell’accesso ai corsi di specializzazione, dai quali, anche quest’anno, 2 abilitati su 3 sono rimasti esclusi. L’aumento dei finanziamenti potrebbe garantire il raddoppio dei posti disponibili, ma nuovamente l’aumento del numero delle borse di specializzazione è stata rimandata, nonostante sia chiaro che se non si interviene sulla formazione dei medici aumentando il numero delle borse, il Sistema Sanitario Nazionale soffrirà di una sempre maggiore carenza di organico.

Di fronte a tutto questo l’unica soluzione è permettere a tutti di intraprendere un percorso formativo che non sia una corsa a ostacoli, fatta di continue selezioni: c’è bisogno di un maggior numero di medici, c’è bisogno di rimuovere le barriere che impediscono agli studenti di iniziare un percorso di studi in medicina e chirurgia, come per ciascuna delle professioni sanitarie, c’è bisogno di un aumento del numero di borse di specializzazione, non solo per chi vuole diventare medico, ma per la salute di tutte e tutti.

Per questo, il 4 settembre saremo nei nostri atenei a denunciare un test iniquo e dannoso, con i suoi gravi effetti sul sistema sanitario nazionale. Da qui partiamo per prendere parola anche in vista della discussione sulla legge di bilancio, che nei prossimi mesi dovrà necessariamente prevedere un’inversione di tendenza su questo campo. La giornata del 4 sarà solo il primo di una serie di appuntamenti in costruzione, di confronto e di mobilitazione, che vogliamo far culminare in un grande momento nazionale a Roma per dire che l’aumento delle borse di specializzazione, il diritto a formarsi e il diritto alla salute di tutti e tutte non possono più essere sacrificati sugli altari dei bilanci.