L’urgenza per l’università non sono i criteri ma le risorse

by / Commenti disabilitati su L’urgenza per l’università non sono i criteri ma le risorse / 7 View / 21 gennaio 2012

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Apprendiamo dalla conferenza stampa del governo che il consiglio dei ministri ha varato un decreto legislativo finalizzato alla valorizzazione dell’efficienza delle università e conseguente introduzione di meccanismi premiali nella distribuzione di risorse pubbliche sulla base di criteri definiti ex ante anche mediante la previsione di un sistema di accreditamento periodico delle università e la valorizzazione della figura dei ricercatori a tempo indeterminato non confermati al primo anno di attività, a norma dell’articolo 5, comma 1, lettera a), della legge n. 240 del 2010, ovvero la famigerata riforma Gelmini.

Per quanto concerne i criteri premiali previsti dal decreto legislativo, restiamo in attesa di leggere il decreto, speriamo non siano stati realizzati sul modello dei precedenti, che penalizzavano gli atenei del sud e premiavano i politecnici del nord, come il Politecnico di Torino, di cui il Ministro Profumo era Rettore.

Resta però ineludibile per il governo il tema delle risorse al sistema universitario nazionale. Senza un cospicuo piano di finanziamenti queste modalità di assegnazione delle risorse saranno solo uno specchietto per le allodole mentre gli atenei saranno intenti a spartirsi le briciole di un Fondo di finanziamento ordinario ormai inesistente e a cercare risorse nelle tasche degli studenti, innalzando le tasse.

Sottolineiamo inoltre come il Ministro Profumo continui a non voler recedere dall’obiettivo di completare l’attuazione della riforma Gelmini. Nella conferenza stampa tenutasi al termine del Consiglio dei Ministri odierno Monti ha dichiarato “Laddove possibile  proseguiamo in continuità con il passato governo, è il caso del Ministero dell’Istruzione, dato che l’atto approvato oggi dal Consiglio dei Ministri su proposta del Ministro Profumo è pienamente in linea con quanto realizzato dal suo predecessore, il Ministro Gelmini”.

Se il governo ha fatto marcia indietro per quanto riguarda i tassisti che hanno bloccato Roma negli ultimi giorni, è bene che si ricordi con che intensità nell’autunno 2010 gli studenti bloccarono strade, stazioni, e persino aeroporti contro l’approvazione della riforma. Se non verranno stanziate risorse adeguate per il sistema universitario e per il diritto allo studio, qualunque intervento normativo ulteriore sarà superfluo e gli studenti torneranno nelle piazze.