L’ULTIMATUM DEGLI STUDENTI A GENTILONI E MINISTRA FEDELI! #DECIDIAMONOI

by / Commenti disabilitati su L’ULTIMATUM DEGLI STUDENTI A GENTILONI E MINISTRA FEDELI! #DECIDIAMONOI / 34 View / 16 dicembre 2016

Share

ISTRUZIONE, ULTIMATUM DEGLI STUDENTI A GENTILONI E MINISTRA FEDELI: “Rispettare le 10 priorità degli studenti entro la fine della legislatura” #decidiamoNOI

Le studentesse e gli studenti della Rete della Conoscenza, Unione degli Studenti e di Link Coordinamento Universitario, promotori della campagna di Studenti per il NO, a seguito del grande risultato referendario tra i giovani, lanciano al premier Gentiloni ed alla Ministra Fedeli un ultimatum: rispettare le 10 priorità degli studenti sull’istruzione per non tradire il volere popolare. Gli studenti annunciano mobilitazioni di benvenuto al nuovo Governo, per imporre le proprie priorità sociali.
Come studentesse e studenti lanciamo un ultimatum al Governo appena nominato, aprendo un countdown. Dopo aver subito Buona Scuola, definanziamenti e scelte dall’alto, chiediamo risposte immediate entro la fine della legislatura. Non basta un semplice cambio di Ministro dell’Istruzione per rispondere ai bisogni dei tantissimi studenti che con forza e percentuali inedite hanno votato NO al referendum costituzionale dimostrando di voler essere protagonisti delle scelte che li riguardano. Non siamo noi a volercene andare dall’Italia, ma ci state cacciando voi! Se l’obiettivo del Governo è quello di non costringerci ad emigrare, discutete subito le nostre 10 proposte per cambiare il sistema di istruzione! Ci mobiliteremo nei prossimi mesi per dare il benvenuto ai nuovi Ministri ed imporre dal basso le nostre priorità studentesche, siamo stanchi di scuole che cadono a pezzi ed università inaccessibili.
Questo nuovo Governo ha attuato un cambio alquanto particolare, l’unico ministero che è stato rinominato, infatti, è proprio quello dell’Istruzione. Riteniamo questa sostituzione un fatto politico: il riconoscimento del fallimento della Ministra Giannini. A sfiduciarla siamo stati noi studenti, dalle scuole e dalle piazze. Ma ora, il nuovo Governo deve ammettere l’errore e ritirare la 107. Vogliamo che si apra una costituente della scuola, in cui studenti e lavoratori siano realmente coinvolti, e non Confindustria e privati.
Negli ultimi sette anni l’università è stato il comparto pubblico più tagliato e il vecchio governo ha solo inasprito le drammatiche disuguaglianze tra Atenei. Ora la nuova Ministra deve invertire la rotta a partire dalle proposte di studenti, dottorandi, docenti e personale tecnico e ritirare le assurde proposte inserite in legge di stabilità e decreto AVA, quali superborse, cattedre “Natta” e lauree professionalizzanti a numero chiuso.

LE PRIORITA’ DEGLI STUDENTI PER IL SISTEMA DI ISTRUZIONE ITALIANO:

SCUOLA

Ritiro della legge 107/15 e apertura di una fase di confronto con i soggetti che vivono le scuole per una “Costituente dell’istruzione”;

Discussione e approvazione dello “Statuto delle studentesse e degli studenti in Alternanza scuola- lavoro”;

Istituzione di percorsi per l’educazione alle differenze nelle scuole e per l’educazione sessuale: contro la violenza e l’istigazione all’odio di genere e agli stereotipi;

Un piano di interventi sull’edilizia che, seguendo le indicazioni dell’anagrafe dell’edilizia scolastica, investa 14,6 mld per la messa in sicurezza degli edifici;

Finanziamento dell’accesso all’istruzione per 5 mld sul diritto allo studio nelle scuole secondarie di secondo grado;

UNIVERSITA’

Cancellazione delle Cattedre governative “Natta” per una maggiore democrazia negli Atenei, ritiro delle superborse per i 400 “geni” e ritiro del decreto sulle lauree professionalizzanti a numero chiuso;

Invertire la tendenza che ha portato all’esclusione in 7 anni, del 20% degli studenti dai percorsi universitari, investendo sul diritto allo studio a partire dalle proposte contenute in All-In Legge di Iniziativa Popolare;

Attivare un piano di reclutamento per 20.000 ricercatori in quattro anni per mettere fine al sottodimensionamento della docenza universitaria;

Riformare il sistema di riparto dei finanziamenti universitari, estinguendo le enormi diseguaglianze tra i vari atenei del Paese;

Per una vera no tax area fino a 28.000 euro di ISEE, verso la gratuità dell’istruzione.