L’Italia è una Repubblica fondata sullo spread

by / Commenti disabilitati su L’Italia è una Repubblica fondata sullo spread / 13 View / 11 novembre 2011

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“Non disturbate il manovratore”: così rispondono i vari politici, giornalisti e analisti a chi prova a smascherare i giochi della finanza internazionale dietro alla possibile nomina del senatore Mario Monti a presidente del Consiglio: “la situazione è troppo grave per pensare a sottigliezze come la democrazia, bisogna varare presto misure impopolari” (ma se sono impopolari, da dove viene la legittimazione con la quale i Governi le approvano?).

Eppure pare che la realtà superi qualsiasi previsione, anche la più pessimistica.

Sappiamo bene che Mario Monti è International Advisor per Goldman Sachs, la celebre banca d’affari, e precisamente membro del Research Advisory Council del Goldman Sachs Global Market Institute. Apprendiamo da un articolo di Milano e Finanza (qui) che proprio Goldman Sachs ha usato una tecnica semplice ma efficace per alterare le quotazioni dei BTP italiani: una gigantesca vendita di titoli prima dell’annuncio delle dimissioni di Berlusconi, per poi ricomprare tutto immediatamente dopo, a prezzi stracciati, provocando l’aumento dello spread che tanto ha inciso sulle scelte del Presidente Napolitano.

Ma non è finita: l’istituto americano intende pilotare anche le fasi successive di questa crisi di Governo. L’intenzione non è neanche tanto nascosta: in questo rapporto (Sole 24 ore) è chiaro il ricatto di Goldman Sachs. Viene esplicitato, con l’aria minacciosa di chi è in grado di incidere notevolmente sull’altalena della crisi, che lo scenario più sicuro per l’Italia è un governo tecnico totalmente piegato alla volontà di BCE e istituti finanziari. Un centro-destra allargato potrebbe non bastare a far calare lo spread tra BTP e Bund tedeschi. Le elezioni anticipate, invece, non si possono fare, alla faccia dell’autonomia decisionale del Capo dello Stato.

 

Altro che governo tecnico, del Presidente, di unità nazionale, di transizione: il prossimo sarà il Governo della stessa lobby finanziaria ed economica che ha causato la crisi, e che oggi la utilizza come strumento per rafforzare le sue capacità speculative, in grado di fare e disfare Governi, referendum, elezioni, riforme, ed imporre il proprio uomo alla Presidenza del Consiglio.

Ma come siamo così sicuri che il prossimo Governo Monti sarà, se possibile, ancora peggio di quello attuale? Basta leggere questo editoriale, scritto proprio da Monti a gennaio 2011 (editoriale), nel quale con estrema chiarezza e concisione si sostiene che oggi non c’è spazio per una speranza di miglioramento delle condizioni sociali, e bisogna molto più pragmaticamente tutelare i propri interessi nel libero mercato internazionale. Come? Con le ricette di Gelmini e Marchionne. “La riforma dell’università e la riforma della contrattazione indicano la strada “, sostiene Monti. Verso dove, però, nell’articolo non lo dice. Secondo noi porta diritto al baratro.