Link: Governo chiarisca sul canone Rai per gli studenti in affitto. Chi paga, quando e quanto? Ecco una guida per fuorisede

by / Commenti disabilitati su Link: Governo chiarisca sul canone Rai per gli studenti in affitto. Chi paga, quando e quanto? Ecco una guida per fuorisede / 16293 View / 19 gennaio 2016

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All’interno della Legge di Stabilità sono state inserite delle modifiche rilevanti per quanto riguarda il pagamento del canone Rai. La novità principale è che, dal 2016, il canone non verrà più pagato attraverso bollettino postale, ma addebitato a rate mensili attraverso la bolletta della luce e nel caso immobili in affitto il pagamento spetta all’affittuario, in quanto presupposto utilizzatore dell’apparecchio.

Dobbiamo evidenziare da subito la scarsa chiarezza della normativa, risolta solo parzialmente tramite i chiarimenti provenienti dall’agenzia delle entrate e dalla RaiSe l’intento professato, cioè quello di ridurre l’elusione del pagamento del Canone è condivisibile, il mezzo con cui viene operato porterà molti a pagare pur non avendo scelto di usufruire del servizio. Numerosi sono i casi di studenti fuori-sede che si troveranno a pagare ora il canone dovuto alla presenza di un televisore nell’appartamento in cui vivono, che siano lì residenti o  meno. Questo è aggravato dal fatto che non è più consentita la pratica del suggellamento della televisione .

Di fatto quello che si verifica è che uno studente si troverà a pagare il canone due volte. Infatti molti studenti universitari sono ancora a carico della famiglia, che si troverà a pagare il canone dovuto per l’abitazione del nucleo familiare e quello per l’abitazione del figlio/a che frequenta l’università.  Lo studente fuorisede vive una condizione infatti molto particolare, non assimilabile a quella di un qualsiasi affittuario, poichè si trova ad affrontare le spesa di una vita autonoma dal nucleo familiare pur non essendo in condizione di provvedervi economicamente. E’ una mancanza, da parte del Governo, non aver tenuto conto di questa particolarità: dimostra come, al contrario degli indirizzi europei nel campo dei giovani e dell’istruzione, nel nostro paese manchino politiche che favoriscano l’emancipazione dei giovani dal loro nucleo familiare e il costo sempre maggiore della vita fuorisede rende questa esperienza fondamentale non accessibile a tutti.

Riteniamo inoltre che l’accesso ad un servizio pubblico come quello dell’informazione televisiva sia un diritto che meriterebbe un ragionamento approfondito anche nei termini di progressività del canone sulla base della condizione economica. L’accesso all’informazione pubblica, che dovrebbe essere plurale e oggettiva, è infatti premessa per la partecipazione alla vita del paese da parte di tutti i cittadini.

Qui la guida