Liberiamoci dai tirocini-sfruttamento, parte il RISCATTO

by / Commenti disabilitati su Liberiamoci dai tirocini-sfruttamento, parte il RISCATTO / 292 View / 4 maggio 2017

Share

Quando andate in un reparto ospedaliero o in strutture sanitarie specifiche spesso non vi accorgete neanche di noi. Non ve ne accorgete quando entrate in uno studio legale, in una biblioteca o in un ufficio comunale, in un museo o in un sito turistico: eppure siamo quì, invisibili eppure spesso insostituibili, tanto che quando manchiamo non viene assicurata la pubblica fruizione di questi spazi e servizi.

Ormai noi tirocinanti siamo tantissimi, occupiamo posizioni diversissime e in un modo o nell’altro entriamo a contatto con la vostra vita quotidiana, teniamo in piedi interi reparti di strutture sanitarie (soprattutto quelli sperimentali) e socio-assistenziali e siamo fondamentali per cliniche e ospedali davanti ai tagli sempre più cospicui di spesa pubblica.

 

Parliamo nel solo anno accademico 2013/2014, tra stage e tirocini, di 279.590 rapporti che corrispondono al 16,5% degli studenti italiani. Impiegati in diversissime funzioni: quasi la metà in strutture sanitarie, il 23,7% in imprese e studi professionali, il 17% in enti pubblici e scuole.

 

Più si scende verso Sud più il numero diminuisce raggiungendo il 7%, del resto questo dato si spiega con una verità scomoda e inesorabile: al Sud dove il tessuto industriale è meno fitto e le possibilità lavorative più basse questa possibilità è riservata a pochi.

 

Tra i soli laureati questi numeri si triplicano, portando nel 2015 ad una media del 56% (nel

2013 del 57%), come riporta il rapporto Almalaurea tra quanti hanno svolto un tirocinio organizzato dal corso di studio “il 25% dei laureati ha svolto tirocini di durata superiore alle 400 ore. I tirocini più lunghi sono generalmente svolti dai laureati dell’area tecnico-scientifica rispetto a quelli dell’area delle scienze umane e sociali e dai laureati magistrali a ciclo unico (il 55%, tra questi ultimi, ha svolto un tirocinio di durata superiore a 400 ore)”.

 

Questi dati dimostrano l’impatto enorme che hanno i tirocini in termini complessivi sul sistema universitario, ma soprattutto la situazione drammatica in cui ci troviamo: un monte ore non trascurabile di lavoro vero e proprio e non retribuito, senza alcun diritto reale riconosciuto. Non ci sono limitazioni orarie giornaliere, non è prevista la possibilità di ammalarsi o di entrare in maternità, le fasce orarie e i giorni non sono regolamentate per cui ci si può trovare ad avere turni di tirocinio serali/notturni o in giorni festivi, così come per i tirocini curricolari non è prevista alcuna tutela della compatibilità degli orari con la frequenza delle lezioni e la preparazione degli appelli d’esame.

 

Questo perché la regolamentazione in materia è veramente minima: è obbligatorio il rimborso spese (quando previsto dalla regolamentazione regionale) solo nei casi dei tirocini post-laurea, l’impresa o l’ente deve solo versare il corrispettivo per l’assicurazione contro gli infortuni sul lavoro e “dovrebbe” assegnare ai tirocinanti un tutor, le cui mansioni, molto spesso, non sono chiare.

 

Si arriva così alla situazione paradossale per cui per le imprese, ma anche per il settore pubblico, è conveniente far svolgere parte del proprio lavoro ai tirocinanti piuttosto che a personale retribuito (e adeguatamente formato). Tramite questo fenomeno, noi studenti e tirocinanti, invece di ricevere una formazione tecnico-pratica che completi il nostro percorso di studi, ci ritroviamo ad essere ingranaggio del meccanismo che porta aziende e enti pubblici alla competizione al ribasso sui salari e alla dequalificazione dei servizi offerti.

 

Non siamo a priori contrari all’esistenza dei tirocini nei nostri percorsi di studio, non siamo contrari all’idea che si mescolino competenze teoriche e pratiche, anche attraverso il contatto con il cosiddetto mondo del lavoro, ma non possiamo accettare questa situazione!

 

Questo dilagare del fenomeno dei tirocini non è finalizzato a migliorare la nostra formazione, ma è frutto dell’idea malata per cui le scuole e le università debbano piegarsi alle esigenze del mercato (o peggio delle singole aziende), formando così lavoratori iper specializzati e a forte rischio di disoccupazione tecnologica sul lungo periodo.

 

Apice di questa visione ideologica e mercificante della formazione è il piano del governo di inserire a partire dall’anno 2018/19 le cosiddette lauree professionalizzanti, che prevedono un intero anno di tirocinio in azienda e la partecipazione dell’azienda stessa alla definizione dell’intero percorso didattico degli studenti.

Non è ancora stato chiarito, ma sembra che il governo voglia dedicare a questi percorsi professionalizzanti una regolamentazione differente da quella prevista per gli altri corsi di laurea, per cui per esempio potrebbe essere possibile per le imprese fare parte di diritto dei consigli di corso, travalicando l’autonomia dei percorsi formativi e delle scelte della comunità accademica.

 

E’ tempo di liberarci dallo sfruttamento e sbarazzarci di questa visione mercificante e svilente della nostra formazione! Vogliamo tirocini di qualità, con un piano formativo ben definito e un tutor che sia formato e pagato per seguirci e guidarci nell’apprendimento. Vogliamo una revisione complessiva dei tirocini previsti (o obbligatori) nei nostri corsi di studio, sostituendoli se necessario da attività laboratoriali svolte nelle università e maggiormente adatte a una formazione ad ampio raggio come dovrebbe essere quella universitaria. Vogliamo diritti garantiti durante il tirocinio, orari compatibili con il nostro percorso di studi, rimborsi per tutte le spese sostenute. Vogliamo essere coinvolti negli organismi che stabiliscono le convenzioni con le aziende. Vogliamo un reale servizio di orientamento verso i tirocini che preveda anche la raccolta di opinioni di chi li ha frequentati negli anni passati. Vogliamo una normativa nazionale e regionale stringente che ci tuteli veramente.
Da oggi parte la nostra campagna contro i tirocini-sfruttamento, oggi parte il Riscatto!