Lecce, università aderisce alla campagna Riparte il Futuro per la lotta alla corruzione negli atenei

by / Commenti disabilitati su Lecce, università aderisce alla campagna Riparte il Futuro per la lotta alla corruzione negli atenei / 11 View / 27 novembre 2014

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FIRMA LA PETIZIONE PER LA PIENA TRASPARENZA NELLE NOSTRE UNIVERSITA’ —-> http://www.riparteilfuturo.it/istruzione

unisalentoIl Senato Accademico dell’Università del Salento, su spinta di Link Lecce – Coordinamento Universitario, ha approvato una mozione di adesione alla campagna Riparte il Futuro: un importante primo passo nella battaglia per estirpare la corruzione dai luoghi della formazione.

Oggi il sistema accademico nel suo complesso è ancora lontano dal riconoscimento di una piena uguaglianza sostanziale. Clientelismo, corruzione, baronato e raccomandazioni non sono stati ancora messi efficacemente al bando dai nostri atenei: per questo motivo abbiamo aderito sin da subito a Riparte il Futuro, campagna promossa da Libera e Gruppo Abele per una compiuta gestione trasparente dell’università.

La mozione presentata da Link Lecce  e approvata dal Senato Accademico dell’Università del Salento è solo il primo importante passo di un movimento che ha capito come la difesa del diritto allo studio per tutte e tutti passa tanto dalla richiesta costante di un aumento dei finanziamenti quanto da pari opportuinità di accesso alle opportunità. Chiediamo a tutte le università italiane di dotarsi innanzitutto di un efficace sistema di whistleblowing, ovvero tutele e garanzie certe per proteggere chi denuncia un abuso o un episodio di corruzione, come previsto dalla legge 190/2012.
Dopo l’adesione alla campagna ottenuta a Lecce  proseguiamo la nostra strada, a partire da una pressione sugli organi di governo degli atenei affinché approvino mozioni analoghe e sui Rettori perché ne diano seguito con le dovute delibere. Attraverso il coinvolgimento diretto degli studenti, tramite assemblee, petizioni e sportelli dove è possibile prendere coscienza dei propri diritti e segnalare irregolarità e discriminazioni, faremo della trasparenza e della democrazia due punti cruciali del cambiamento per il nostro futuro.

Per questi motivi  non ci accontentiamo dell’istituzione del whistleblowing, ma associamo ad esso la rivendicazione di percorsi aperti e partecipati in vista dell’approvazione dei bilanci. La mancata pubblicità di questi percorsi impedisce all’intera comunità accademica, a partire dagli studenti che ne costituiscono la parte vitale, di contribuire con le proprie istanze alle scelte strategiche e agli investimenti. Sottoporre queste decisioni fondamentali al vaglio di un processo di democrazia partecipata rappresenta il migliore antidoto contro nepotismi, baronato e politiche clientelari.