La rivolta di una generazione Happening euro-mediterraneo su formazione, welfare e nuove pratiche politiche

La rivolta di una generazione Happening euro-mediterraneo su formazione, welfare e nuove pratiche politiche

by / Commenti disabilitati su La rivolta di una generazione Happening euro-mediterraneo su formazione, welfare e nuove pratiche politiche / 18 View / 9 aprile 2011

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Negli ultimi due anni abbiamo partecipato e assistito a straordinari movimenti che si sono battuti per un’educazione di qualità, per i diritti sul lavoro e un nuovo welfare contro le politiche di austerità imposte dall’Unione Europea. Le manifestazioni selvagge, i picchetti e gli scioperi, le occupazioni delle università e i tumulti del Mediterraneo ci parlano di una rivolta generazionale e della necessità di un nuovo patto sociale che coinvolga tutti quei soggetti che difendono i loro diritti e respingono il ricatto. I grandi scioperi dello scorso autunno in Francia ci hanno mostrato come sia possibile dare corpo ad un’alleanza intergenerazionale, dove il blocco della produzione e della circolazione costituiscano le differenti pratiche di una lotta comune. A Roma come a Londra, il Book Bloc è stata una pratica politica collettiva capace di parlare della dismissione dell’università pubblica e dei processi di dequalificazione. Al contempo, le rivolte dal Maghreb – Mashrek dimostrano come la costruzione di un futuro sia legata a doppio filo con la radicale richiesta di democrazia, con la necessità di liberarsi di quel potere parassitario e corrotto che comanda sulle nostre vite, nelle università, nelle scuole e sul lavoro.

 

Le rivolte e i movimenti recenti hanno travalicato le frontiere nazionali e dell’Europa e, nello stesso tempo, anche i confini imposti dal processo di Bologna alla formazione e alla mobilità si sono scontrati con il fallimento di una strategia che da sempre abbiamo contestato. 
Le lotte di questi mesi ci hanno indicato come la possibilità di un cambiamento radicale diventi concreta solo attraverso l’alleanza tra le varie figure lavorative e della formazione, attraverso pratiche comuni e transnazionali agite da chi mette in gioco il proprio corpo e la propria intelligenza. La tensione con cui vorremmo incontrarci è quella di dare significato comune a questo nuovo spazio ridefinito dai conflitti dove la crisi apre nuove possibilità per poter costruire un “altro” futuro. Proprio per questo vogliamo partire da un confronto serrato su progetti comuni da costruire insieme, e vogliamo iniziare a farlo a Roma il 12 e 13 Maggio 2011.

Programma

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Giovedì 12 maggio 2011
Ore 18:00

aperitivo – Global video session #1
Contributi dalle rivolte della formazione – Book Bloc video e foto

All’interno dell’happening dedicheremo uno spazio specifico a video e foto che possano contribuire in due modi decisivi alla discussione: in primo luogo, parlarci delle nuove pratiche espresse dai movimenti che sono in grado di andare oltre le specificità locali: le manif sauvage nate durante il movimento francese anti-CPE sono dilagate attraverso il movimento studentesco in Italia.  Picchetti, cortei non autorizzati, blocchi della circolazione, così studenti e studentesse in tutta Europa hanno invaso le strade delle metropoli. Le occupazioni sono state la cifra più diffusa per l’attivazione delle lotte, non solo delle università, ma anche i monumenti dei centri storici, fino alle periferie più popolari, le mobilitazioni si sono espanse su tutto il tessuto metropolitano. Il Book Block è stata quella pratica politica che più ci ha permesso di far parlare quei corpi soggetti alla precarizzazione e alla dequalificazione dei saperi. 

In secondo luogo, vorremmo dare un respiro ampio alla discussione attraverso contributi di tutti e tutte coloro che costruiscono mobilitazioni e sono parte attiva dei movimenti a livello globale. 
Una Global Video session #1 per far parlare i conflitti e disegnare la ricchezza di immaginario che hanno creato in questi anni.

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Venerdì 13 Maggio 2011
Università La Sapienza

ore 10.00
Critica dei saperi e autoformazione: costruire l’altra università

Le occupazioni e le pratiche di conflitto universitarie ci dicono che la difesa dell’università pubblica passa necessariamente per la sua trasformazione. Le free school nate nel movimento inglese, i corsi di autoformazione e i percorsi di didattica autogestita di molte esperienze italiane ci pongono l’urgenza di ripensare una produzione di sapere oltre i confini delle discipline e oltre i confini nazionali, senza per questo limitarsi a voler cambiare un piccolo segmento della formazione, piuttosto, con la convinzione di volerne cambiare interamente i luoghi, i temi e i tempi.
Questo primo tavolo di discussione vuole indagare quelle pratiche dove la ricerca si lega all’apprendimento, e le varie figure che lavorano dentro l’università – ricercatori, precari e studenti – capaci di rompere le gerarchie imposte, per una vera democratizzazione dell’università. Ripensare la ricerca e lo studio su un piano transnazionale, inventare un sapere di qualità nella crisi del Bologna Process: questo vuol dire difendere l’università pubblica per trasformarla completamente e radicalmente.

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ore 14.00
pausa pranzo

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ore 15.00

Il vento del Sud
Lavoro, reddito e democrazia contro la crisi: la questione sociale euro-mediterranea

Una disoccupazione intellettuale crescente e la povertà che colpisce sempre più i giovani qualificati sembrano essere le caratteristiche comuni e trasversali della crescita economica nel capitalismo finanziario globale. I giovani qualificati sono chiusi all’interno di un circolo vizioso fatto da disoccupazione e povertà crescente, ma allo stesso tempo sono i co-protagonisti della crescita economica e finanziaria nel capitalismo globale.
In questo quadro la necessità di ripensare completamente le forme di welfare, la difesa dei diritti e la loro estensione si accompagna inevitabilmente con la questione sempre aperta delle alleanze trasversali tra vari settori sociali. Dalle rivolte del Maghreb – Mashrek ai movimenti in Europa, si pone l’urgenza di aprire un dibattito concreto sulla democrazia e le forme di generalizzazione dello sciopero partendo da un elemento centrale come quello del welfare. 
Su che base la rivendicazione dei diritti è il tessuto ricompositivo di generazioni differenti e soggetti diversi a livello transnazionale? 

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ore 20.00
cena – Global video session #2
Contributi e interviste dalle rivolte del Maghreb – Mashrek

Le rivolte del Maghreb -Mashrek costituiscono un punto di riferimento per leggere le trasformazioni politiche del nostro tempo. Uno scenario mutevole dove nessuno ha strumenti pronti per afferrare la complessità di rotture così radicali. Giovani e studenti sono i soggetti sotto ricatto, ormai impoveriti, ma con la laurea in tasca, quanto mai vicini a tutti coloro che in Europa vedono il Mediterraneo, in particolare il Maghreb, come qualcosa di lontano. Eppure i loro alti livelli di formazione, la loro mobilità, la mancanza di diritti in un paese corrotto e bloccato dalle lobby non è affatto lontano da noi, anzi. In questa Global Video session #2 vorremmo raccogliere i contributi dei giovani maghrebini per poter afferrare meglio trasformazioni così radicali che ci parlano di nuovi processi democratici, giovani costretti a migrare e nuove alleanze sociali.

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Link e UniCommon

 

 

info: www.unicommon.org;  www.coordinamentouniversitario.it