Studenti: la manovra fa a pezzi il nostro futuro

Studenti: la manovra fa a pezzi il nostro futuro

by / Commenti disabilitati su Studenti: la manovra fa a pezzi il nostro futuro / 12 View / 2 giugno 2010

Share

“Ancora una volta assistiamo all’ennesimo episodio dell’ormai monotona opera teatrale messa in atto dal governo Berlusconi”. È impietoso il giudizio degli studenti e delle studentesse di “LINK-Coordinamento Universitario” sulla manovra da da 24,9 miliardi di euro varata dal governo. “Non guarda minimamente al futuro, continua ad utilizzare lo strumento dei tagli a pioggia come medicinale di rimedio alla crisi, e ancora una volta colpisce settori strategici per lo sviluppo di un Paese avanzato come cultura e conoscenza”.

I dati parlano chiaro: taglio del 50% dei fondo destinato alla cultura, taglio di 25 mila 600 docenti e 15 mila tecnici-amministrativi dalle scuole, 0 ammortizzatori sociali, 0 welfare, 0 investimenti sulla ricerca. E sugli atenei è in arrivo una nuova stangata: dalla manovra sono sparite, infatti, le modifiche che le prime bozze fatte circolare del governo promettevano di apportare alla famigerata legge 133.

Nel prossimo anno accademico, quindi, arriveranno puntuali i nuovi tagli al fondo per il finanziamento ordinario dell’università: 316 milioni di euro per l’anno 2011, 417 milioni di euro per l’anno 2012 e 455 milioni di euro a decorrere dall’anno 2013. “In queste condizioni è inevitabile che molte facoltà siano chiuse e che vengano fortemente aumentate le tasse pagate dagli studenti e dalle loro famiglie – dichiara il portavoce nazionale di LINK Claudio Riccio – Questa manovra fa a pezzi ogni speranza di un futuro per la nostra generazione e per il paese”.

Critiche anche all’impianto generale del provvedimento: “I conti proprio non tornano: dal 2000 al 2009 l’aumento della spesa pubblica è stato del 45%, passando da 542 miliardi di euro agli attuali 786 miliardi di euro. Il rapporto tra spesa pubblica e PIL passa dal 46,5% del 2000 al 51,9% nel 2009. Questi dati dimostrano l’inadeguatezza di questa manovra: nessuna riforma strutturale ma solo tagli e rinvii di spesa – commentano gli studenti – I dati della crisi sono palesi: nel 2008-2009 il PIL si è ridotto di oltre 6 punti, quasi la metà di tutta la crescita dei dieci anni precedenti; il rapporto debito/PIL è schizzato in su di 12 punti percentuali dopo che tra il 1994 ed il 2007 era sceso di 18 punti; il reddito reale delle famiglie è sceso nell’ultimo anno del 3,4%; 9400 imprese sono fallite nel 2009; l’utilizzo del CIG è salito del 12% e la disoccupazione giovanile tra i 15 ed i 24 anni è cresciuta fino al 25%. Mai come ora investire sul futuro sarebbe necessario. Eppure, come sempre, studenti, ricercatori e precari sono carne da macello”.