[URBINO]: ISEE, La borsa di studio è un diritto!

by / Commenti disabilitati su [URBINO]: ISEE, La borsa di studio è un diritto! / 43 View / 22 settembre 2015

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Anche questo anno accademico si apre con un attacco al diritto allo studio intollerabile: l’uscita delle graduatorie delle borse di studio ci rivela una situazione tragica: quasi 700 studenti idonei ma non beneficiari, e 572 esclusi a fronte di 2.160 richieste ricevute dall’Ente Regionale per il Diritto allo Studio di Urbino. Anche quest’anno dunque, 700 studenti si trovano a dover lottare per ciòche dovrebbe essere un loro di diritto: alloggio, mensa e quota contante che gli permetterebbero di rimanere nella città universitaria che hanno scelto per iniziare o proseguire il proprio percorso formativo. Ad una prima analisi, uno dei dati che differenzia la situazione attuale da quella dello scorso A.A.2014/2015 risulta essere quello che, a fronte di un calo delle domande presentate (più di 300 in meno), ci troviamo davanti a un aumento di studenti esclusi (circa un centinaio in più).

Infatti,con le nuove modalità di calcolo ISEE introdotte lo scorso gennaio,numerosi studenti si sono ritrovati, a fronte di una situazione economica familiare invariata, a rinunciare a presentare la propria situazione economico/patrimoniale perché considerata quest’ultima(rispetto ai nuovi parametri) economicamente più favorevole rispetto alle spese che il percorso formativo universitario rappresenta. Nonostante, lo ribadiamo, la loro situazione economica risulti invariata rispetto all’anno precedente! Parallelamente, assistiamo al mancato adeguamento, da parte della Regione Marche, delle soglie ISEE richieste come criterio minimo dal regolamento del bando pubblico, per l’accesso alla domanda della borsa di studio, rimaste invariate rispetto allo scorso anno (18.500 euro è la soglia attuale, mente il limite imposto a livello regionale è 21.000). Nel mentre gli studenti vincitori dello scorso anno accademico ancora attendono l’arrivo della quota contante e del pagamento dei servizi che legittimamente gli spettano e che hanno anticipato di tasca propria, quote promesse a seguito delle mobilitazioni studentesche dell’autunno inverno scorsi, verifichiamo che la tendenza a definanziare ulteriormente il diritto allo studio non è stata abbandonata.

Questa situazione non è tollerabile e non accettiamoche il nostro diritto di accedere all’università sia negato con lasemplice scusa di mancanza di fondi o per un rimescolamento delleregole burocratiche che permettono l’accesso al diritto allo studio. Gli studenti non intendono rinunciare al loro diritto a studiare, e fin da subito inizieremo a mobilitarci per pretendere chele promesse vengano mantenute e che i nostri diritti vengano rispettati.

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