Io Voglio… – Non rinunciare ai tuoi sogni: #entrainscena!

by / Commenti disabilitati su Io Voglio… – Non rinunciare ai tuoi sogni: #entrainscena! / 153 View / 7 ottobre 2014

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58.000 studenti in meno nelle università italiane negli ultimi 10 anni (meno 17%).

43% di disoccupazione giovanile.

3,3 milioni di giovani precari nel Paese.

27% dei neo-laureati senza lavoro.

Italia, anno 2014.

Mentre Renzi promette invano di far ripartire il lavoro con il Jobs Act, il Governo riduce nuovamente i fondi per il diritto allo studio e la quota di finanziamento pubblico degli atenei. Le università incassano l’ennesimo colpo in silenzio, le Regioni si preparano a tagliare su borse di studio e servizi, gli atenei a chiudere o a inserire nuove barriere all’accesso nei corsi di laurea, gli studenti a stringere ancora di più i denti per riuscire ad arrivare al tanto agognato diploma di laurea.

Ma se già la carriera universitaria di uno studente si prefigura sempre più come un percorso a ostacoli per riuscire a completare gli studi, ancora più complessa è la situazione che lo attende dopo la laurea, segnale evidente della sconfitta di quell’idea per cui l’università e lo studio erano un ascensore sociale per migliorare le proprie condizioni materiali e un mezzo per realizzare le proprie ambizioni e i propri sogni.

Sono passati i bei tempi in cui se alla domanda “Cosa vuoi fare da grande?” rispondevi il medico, o l’avvocato, l’insegnante, lo psicologo, l’architetto, ti veniva detto che dovevi semplicemente impegnarti nello studio e poi i tuoi progetti si sarebbero concretizzati. Nessuno ti aveva spiegato non solo che studiare non sarebbe bastato, che bisognava potersi permettere l’iscrizione, i libri, la casa, che dovevi in continuazione superare test a crocette per accedere ai corsi e passare intere giornate a capire come comporre i piani di studio per accumulare tutti i crediti richiesti. La verità è che anche se sei riuscito a fare tutto, questo non è stato e non sarà sufficiente.

Una laurea in Italia non basta per accedere alle professioni, nella maggior parte dei casi sono necessari altri titoli e altre lunghe trafile (troppo spesso a pagamento): tirocini e praticantati obbligatori, abilitazioni, corsi di specializzazione, concorsi e corsi di formazione ad hoc per accedervi.
Nel corso degli anni i movimenti studenteschi, concentrando le battaglie sulla salvaguardia dell’istruzione pubblica, hanno perso di vista quello che accadeva nel post.
Usciti dall’università, venendo meno i luoghi collettivi in cui ritrovarsi e mettere insieme istanze e rivendicazioni, ci si è trovati troppo spesso soli a dover fare i conti con un mondo privo di qualsiasi tutela e mille ostacoli, non più studenti, ma neanche ancora lavoratori, ignorati dalle battaglie sindacali degli uni e degli altri. Un mondo in cui non esistono retribuzioni, né strumenti di sostegno al reddito, né diritti, né strumenti minimi di democrazia; un mondo in cui il pubblico, inteso come garante dell’accessibilità e delle tutele, ha lasciato spazio enorme al privato, ovvero alla possibilità di imporre prezzi enormi per fruire di percorsi di specializzazione e di ulteriore formazione.

Non è più possibile ignorare queste centinaia di migliaia di giovani e giovanissimi, iper-specializzati e nella maggior parte delle volte impiegati in mansioni dequalificanti e prive di sostanziale attinenza con loro percorso di studio.

Non si tratta solo di quali e quante forme contrattuali sono esistenti nel mondo del lavoro, una delle necessità più grandi è quella di dare valore e concretezza a sogni e all’autodeterminazione di ognuno nel rispetto delle proprie aspirazioni e dei percorsi di studio affrontati nelle università.

Proprio da queste ultime LINK – Coordinamento Universitario vuole lanciare non una solita campagna sociale, ma dei veri e propri percorsi di ricomposizione e ri-aggregazione di soggettività attualmente ai margini della società. Partendo da problematiche materiali, di grande attualità e vicine alle studentesse ed agli studenti, vogliamo aprire un dibattito dentro e per la nostra generazione, restituendo non una mera speranza: vogliamo obiettivi concreti di riscatto verso quel mercato del lavoro che il Governo Renzi ha ulteriormente precarizzato con l’entrata in vigore del c.d. “Decreto Poletti” e che rischia di perdere ogni tutela per i lavoratori con l’approvazione del Jobs Act.

IO VOGLIO…non è una sterile pretesta, non è la fissazione estemporanea di qualche sognatore, ma una sfida lanciata da una generazione che vuole rompere l’assedio in cui da anni continua ad essere costretta!

IO VOGLIO…parte dalle università e dalle piazze del #10o con la prima data di mobilitazione degli studenti medi ed universitari, di chi ha frequentato il TFA e i PAS, degli specializzandi, dei professionisti dei beni culturali e dei praticanti giuristi.

IO VOGLIO…Voglio ciò che mi spetta lo voglio perché mio m’aspetta!