In legge di stabilità neanche le briciole. 6 novembre assemblea nazionale per il riscatto dell’Università Pubblica!

by / Commenti disabilitati su In legge di stabilità neanche le briciole. 6 novembre assemblea nazionale per il riscatto dell’Università Pubblica! / 254 View / 17 ottobre 2017

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La Ministra Fedeli dopo l’approvazione della Legge di Stabilità ha annunciato le misure previste per Università e Ricerca. Non si prevede alcuna norma in grado di garantire il diritto allo studio alle migliaia di studenti e studentesse che ogni anno non ottengono la borsa di studio e sono obbligati a spendere centinaia di euro di affitto per la mancanza di posti letto nelle residenze, non si finanzia il Fondo di Finanziamento Ordinario tagliato di un miliardo nel 2010 e si prevedono solo 1.500 assunzioni quando ne servirebbero almeno 5000 all’anno per quattro anni per tornare al numero di docenti del 2010 e dare un futuro alle migliaia di precari dell’Università e degli Enti Pubblici di Ricerca che, senza alcuna certezza lavorativa, tengono in piedi i corsi di laurea e la ricerca del nostro Paese. Anche per i docenti che hanno scioperato questo settembre il recupero degli scatti stipendiali è previsto solo a partire dai prossimi anni.

Dopo nove anni di tagli, la chiusura di un quinto dei corsi di laurea, la perdita di un quinto del personale strutturato, l’imposizione del numero programmato locale in moltissimi Atenei che esclude migliaia di studenti dai nostri corsi di laurea, l’Università pubblica non è più disposta a farsi prendere in giro; dopo aver lanciato una petizione alla Ministra Fedeli, gli studenti e i lavoratori in mobilitazione del Politecnico di Torino hanno scritto un appello per organizzare il 6 novembre a Torino l’assemblea nazionale “Insieme per il Riscatto dell’Università Pubblica”.

Docenti, assegnisti, dottorandi, studenti e personale tecnico amministrativo sono pronti a mobilitarsi per riscattare la propria condizione, per riscattare l’Università Pubblica e rimettere al centro il suo ruolo sociale insostituibile.

Di seguito l’appello degli studenti e lavoratori del Politecnico di Torino che lancia l’assemblea nazionale a Torino il 6 novembre. Qui il sito nazionale dell’Assemblea: https://riscattouniversitapubblica.org/


Nei prossimi giorni sarà resa pubblica la prima bozza della legge di bilancio e se il mondo universitario intende dare un contributo propositivo al riguardo, cosa oltremodo urgente, è necessario farci sentire ora. Per questo motivo proponiamo una

ASSEMBLEA NAZIONALE
DEGLI STUDENTI E I LAVORATORI IN MOBILITAZIONE
TORINO – 6 NOVEMBRE 2017

per fare sintesi delle proposte di che stanno emergendo a livello locale e convergere su una grande azione di mobilitazione condivisa e nazionale da mettere in atto nel caso il testo della legge di bilancio che verrà approvato non risponda adeguatamente alle nostre richieste, che sono state espresse nella lettera aperta alla Ministra ( vedi https://politecnicoblog.wordpress.com/petizione/) e ricordiamo sono principalmente:

  • Aumentare significativamente il Fondo di Funzionamento Ordinario (FFO), cercando almeno di avvicinarci alla media europea;
  • Programmare un grande piano straordinario pluriennale di reclutamento di Ricercatori in tenure track per ringiovanire e aumentare la numerosità della docenza universitaria, con l’obiettivo di adeguare il rapporto numerico docenti/studenti del nostro sistema universitario a quello degli altri paesi europei;
  • Ridurre le limitazioni all’accesso degli studenti all’Università e investire maggiormente nel sostegno al diritto allo studio, nella residenzialità universitaria e in politiche mirate all’aumento del numero degli iscritti e dei laureati;
  • Investire nel finanziamento e nella valorizzazione del dottorato di ricerca, a cominciare dall’eliminazione delle disparità oggi esistenti fra i dottorandi;
  • Procedere celermente al rinnovo del CCNL 2016-2018 del personale contrattualizzato dell’Università e avviare un recupero progressivo del potere d’acquisto dei salari, perduto in 8 anni di blocco;
  • Riportare una ragionevole equità tra il trattamento economico dei docenti universitari e il resto del personale pubblico non contrattualizzato, in particolare riguardo il recupero dell’anzianità persa in questi ultimi anni;
  • Ripensare le modalità della valutazione, evitando un uso automatico degli indicatori al fine delle ripartizioni dei fondi e dei compiti di indirizzo del sistema;
  • Uscire dalla logica della concorrenza tra gli Atenei, i Dipartimenti e i ricercatori e riprendere a gestire l’Università Pubblica come un’istituzione nazionale con obiettivi di sistema e con la finalità primaria di fornire un adeguato e uniforme servizio all’intero paese.

Vogliamo sottolineare e rendere pubblico quanto la legislazione attuale abbia profondamente modificato il modello di governo delle università e il metodo di reclutamento e di progressione del personale docente, generando evidenti criticità del sistema universitario italiano sia nella capacità attrattiva che nella capacità di motivare chi è in una posizione strutturata. In particolare uno dei problemi più pressanti sul sistema e sulla vita delle persone sono i tempi troppi lunghi necessari per passare nella figura di professore di ruolo e la mancanza di un’unica figura pre ruolo che possa andare a sostituire l’attuale eterogeneità di figure. Tali criticità dovranno essere al più presto corrette con interventi urgenti e puntuali e soprattutto dovranno essere oggetto di una discussione nazionale nella prospettiva di una riforma complessiva della docenza universitaria.

Il sistema universitario è un bene comune con un ruolo sociale insostituibile. Lavoriamo insieme per il riscatto dell’Università Pubblica.