Il ministro continua a fingere di non vedere. Link contro i tagli e i prestiti d’onore.

Il ministro continua a fingere di non vedere. Link contro i tagli e i prestiti d’onore.

by / Commenti disabilitati su Il ministro continua a fingere di non vedere. Link contro i tagli e i prestiti d’onore. / 6 View / 31 agosto 2011

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Stamattina si è tenuta una conferenza stampa del ministro Gelmini. Qui l’articolo:http://it.reuters.com/article/topNews/idITMIE77U0AB20110831

Il ministro Gelmini come sempre finge di non sapere le condizioni dell’università italiana nonostante le quotidiane denunce da parte di chi la vive tutti giorni. Quelle che oggi ha definito come “condizioni per un avvio regolare dell’anno accademico” sono in realtà condizioni drammatiche di atenei che non riescono più a garantire neanche un decente funzionamento della didattica e dei servizi. Nella manovra in discussione non sono contenuti nuovi tagli all’università, ha dichiarato il ministro, fingendo di dimenticare che i tagli del decreto 133/2008, duramente contestati dall’Onda, prevedono vari scaglioni di tagli fino al 2013.

Per il 2012, il decreto prevede tagli di 417 milioni sui finanziamenti agli atenei. Inoltre, la manovra contiene pesanti tagli agli enti locali, mettendo in serie difficoltà le regioni, incaricate di finanziare una parte del diritto allo studio. Alloggi, mense e borse di studio versano già in una situazione tragica, con decine di migliaia di studentesse e studenti, che pur essendo riconosciuti idonei per reddito e merito, non percepiscono la borsa di studio. Con i tagli al diritto allo studio di oltre 140 milioni in 2 anni e i tagli alle regioni contenuti nella manovra il governo decide di eliminare in maniera pressoché definitiva il diritto a poter accedere alla formazione e all’istruzione indipendentemente dalla propria condizione economica per migliaia di giovani, diritto garantito dalla Costituzione.

Il ministro ha poi annunciato l’arrivo delle “borse di studio per merito, pagate attraverso la fondazione per il merito costituita con la riforma Gelmini”. A tali borse potranno accedere gli studenti che, dopo aver ottenuto un voto superiore a 80/100 alla maturità, riescano a superare un test che accerterà le competenze di base; tutto questo “indipendentemente dalle condizioni economiche”. Tali borse dal secondo anno di università di trasformeranno in prestito d’onore, quindi in forme di indebitamento per gli studenti.

Link – coordinamento universitario esprime la sua totale contrarietà a forme di borse di studio che non tengano conto della condizione economica dello studente, soprattutto in un regime di tagli al diritto allo studio. Il sistema tradizionale di borse di studio, comunque insufficiente, tiene già conto dei criteri di merito, oltre che a quelli di reddito. Affidare al voto di maturità o a test nazionali la possibilità per decine di migliaia di studenti di poter studiare, trasformando poi un diritto in una forma di indebitamento a vita, è criminale. Se si tiene conto, che, come riporta il sito prestiti.it, sono più di 40000 gli italiani, genitori e studenti, che hanno rischiesto un prestito nell’ultimo anno per poter pagare i propri studi o quelli dei propri figli, ci rendiamo conto sia di quanto gli studenti vogliano poter studiare senza pesare sulla propria famiglia, doppiamente colpita dalle conseguenze della crisi e dai provvedimenti goverantivi, sia di quanto il governo faccia di tutto per impedirlo. Non possiamo accettare che proprio in un periodo di crisi economica, si scelga di continuare a penalizzare proprio chi viene già pesantemente colpito perché in condizioni economiche svantaggiate. Chiediamo il rifinanziamento dell’università e del diritto allo studio.

Come Rete della Conoscenza, insieme all’Unione degli studenti, parteciperemo allo sciopero generale, indetto dalla Cgil, il 6 settembre; saremo in piazza al fianco dei lavoratori contro la manovra finanziaria del governo, per rivendicare un’università e un sapere alla portata di tutti, per un diritto allo studio e un welfare che sappiano garantire un diritto al futuro per le studentesse e gli studenti.